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| Il 1999 un anno di grande impegno omosessuale. Che fare? |
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| Il 1999 potrebbe essere l'anno della legge antidiscriminatoria. |
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| Martedì 05 Gennaio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Il ’98 è stato l’anno delle Unioni Civili: moltissimi comuni hanno approvato la delibera che istituisce il registro comunale delle coppie di fatto e ciò ha scatenato la reazione dei clericali e delle destre. AN ha presentato nei comuni una mozione contraria che spesso ha raccolto il plauso dei Popolari di Marini, mentre la gerarchia romano-cattolica ha reagito con un fuoco di sbarramento attraverso decine e decine di articoli sui suoi hause organ o con interventi papali, persino nel giorno di Natale (sulle ragioni di questa levata di scudi vedere articolo….). Anche quest’anno proseguirà questa battaglia di lungo periodo sia nei Comuni che nelle aule parlamentari. Ma il 1999 potrebbe essere l’anno della legge antidiscriminatoria. In Parlamento, infatti, giace da diverso tempo la proposta nota come “Legge Soda” che è composta da due parti: la prima sull’Unione Affettiva e la seconda sulla legge antidiscriminatoria. E’ proprio quest’ultima che potrebbe trovare un largo consenso se si sviluppasse nel paese una adeguata pressione del movimento gay e lesbico. Una legislazione antidiscriminatoria non sarebbe di per sé il toccasana per quanto riguarda le violenze fisiche e psicologiche verso le persone omosessuale. Una legge in tal senso, tuttavia, potrebbe rappresentare un utile strumento pedagogico sulla strada della legittimazione dell’omosessualità e dell’affermazione della tolleranza e del rispetto per la diversità, oltreché un valido strumento di difesa verso i violenti, i razzisti e i calunniatori.
Un’altra battaglia importante, il cui successo è a portata di mano, è la richiesta di abrogazione delle vergognose norme che vietano agli omosessuali di ambo i sessi di donare sangue e organi (decreto ministeriale 15\1\’91 e aprile ’92). Su questo argomento è stata presentata un’interpellanza al Ministro della Sanità dall’On Gloria Buffo. Ma per ottenere l’abrogazione occorre una vasta mobilitazione con raccolte di firme rivolta al Ministro e iniziative di lotta come i presidi delle sedi delle associazioni per la raccolta di sangue.
Sempre sul terreno legislativo rimane la minaccia dell’approvazione della legge sulla procreazione assistita che vieta l’accesso alle donne omosessuali e alle single. Si tratterebbe della prima discriminazione verso gli omosessuali in una legge dello stato italiano ed è per questo che dobbiamo batterci con le amiche lesbiche affinché ciò non passi.
Sul terreno più propriamente politico chi scrive ribadisce una sua antica convinzione e cioè che occorre organizzare manifestazioni pubbliche nei piccoli centri di cui è fatto il nostro paese e dove si registrano livelli molto bassi di apertura verso le esigenze degli/delle omosessuali. Il fallimento indiscutibile del gay Pride romano del 1998 dovrebbe farci riflettere sull’opportunità di organizzare le scarse forze che si hanno per iniziative di grande incisività e non disperderle in iniziative di scarso peso politico e numerico. Questo articolo ha ricevuto 193 visite.
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