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Edizione di Lunedì 21 Maggio 2012
Inseminazione artificiale: vince il nuovo clericalismo di Stato, nel mirino il diritto all'autodeterminazione della donna.
Inseminazione artificiale: vince il nuovo clericalismo di Stato, nel mirino il diritto all'autodeterminazione della donna.
Una legge pessima che, per la prima volta in Italia, rischia di introdurre la discriminazione verso gli omosessuali.
Venerdì 05 Febbraio 1999
di Franco Grillini
in Focus

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Inseminazione artificiale: vince il nuovo clericalismo di Stato, nel mirino il diritto all’autodeterminazione della donna.



Una legge pessima che, per la prima volta in Italia, rischia di introdurre la discriminazione verso gli omosessuali.



Marida Bolognesi, relatrice della famigerata legge sulla procreazione assistita, si è finalmente dimessa dopo l’ennesimo colpo di mano clericale che ha bocciato la possibilità di ricorrere all’inseminazione eterologa. Le sue dimissioni costringono al ritorno della legge in commissione ed aprono la strada all’insabbiamento della legge stessa, soluzione auspicabile e auspicata fin dall’inizio di questa discussione. Le organizzazioni gay e lesbiche avevano giustamente contestato con energia l’intero impianto della proposta legislativa cercando in tutti i modi di convincere i parlamentari di sinistra a bloccare questa proposta. I motivi erano e sono assai semplici: 1) nel testo, frutto della mediazione in commissione, era consentito l’accesso alle coppie di fatto ma solo a quelle eterosessuali con esplicita discriminazione sia per le donne single, sia per le coppie lesbiche; 2) una legge di questo tipo dovrebbe, come dice Flamigni, a curare la “malattia” della sterilità e non a porre divieti e condanne penali al fine di trasformare il “Welfare state” in “ethic state” come dice il Manifesto; 3) con questa legge si offre su un piatto d’argento la possibilità per i clericali di aggregare un fronte parlamentare in grado di mettere in minoranza sinistra e laici. Sul dato politico, infatti, occorre riflettere seriamente perché la sconfitta dei laici e della sinistra, dopo 30 anni di vittorie su questi terreni, cambia i connotati del paesaggio politico e rivela la presenza ben salda di una variegata maggioranza clericofascista in grado di impedire sul piano parlamentare ogni avanzamento sul terreni dei diritti civili e di libertà facendoci rimpiangere le maggioranze laiche che si realizzavano durante la vituperata prima repubblica.

Le responsabilità della signora Bolognesi in questa vicenda sono molto gravi: per ben 2 anni le donne, i gay e le lesbiche avevano avvertito la parlamentare diessina (presidente della commissione sanità della Camera) che stava facendo l’apprendista stregone in una materia dove l’unico provvedimento da prendere era relativo alla sicurezza del seme da utilizzare lasciando alla singola donna la libertà di decidere sul proprio corpo. La signora non ha voluto sentir ragione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ora occorre preparare la disubbidienza civile e prepararsi ad un referendum abrogativo della legge in questione, come hanno detto gli esponenti liberali di Forza Italia che, come sottolinea ancora una volta il Manifesto, sono stati tra i pochi ad esprimersi con chiarezza in difesa delle libertà individuali e dello Stato laico.

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