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| San Valentino gay? Iniziative a Bologna e ad Aosta |
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| Una festa commerciale ed eterosessuale, zuccherosa e retorica, ma forse vale la pena esserci con qualche provocazione con le coppie gay e lesbiche. |
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| Sabato 13 Febbraio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Con San Valentino si celebra uno dei riti della maggioranza eterosessuale che, anche attraverso la cultura, la religione, lo Stato, la famiglia e via dicendo, costruisce attorno alla propria identità il sostegno alle relazioni affettive tra uomo e donna. Per gli/le omosessuali non esiste quasi nulla di tutto ciò, in particolare non esiste una comunità che, anche geograficamente, delimiti e rafforzi un’identità fatta anche di riti, date da celebrare, cerimonie, scadenze, simboli, luoghi costitutivi e significanti. La simbologia omosessuale è fatta per ora solo da qualche manifestazione, dal triangolo rosa (che è l’immagine anche del nostro giornale, NOI), dalla bandiera a strisce colorate, dal 28 giugno, il gay and lesbian pride. Ci sono poi i circoli culturali, i locali più o meno commerciali, qualche libreria. Troppo poco e troppo insufficiente per essere una comunità vera e propria capace di consolidare e sostenere le relazioni affettive e quotidiane di solidarietà e di amicizia fra omosessuali. E’ così che, spesso, ci limitiamo a “parassitare” le date altrui, le cerimonie etero, gli anniversari degli altri. Ciò è anche giusto perché occorre ricordare sempre che esistono gli omosessuali e che ogni evento deve essere letto con l’ottica della diversità. Occorre tuttavia essere in grado sempre più dal punto di vista gay di costruire momenti propri anche per quanto riguarda le coppie gay e lesbiche e l’amore omosessuale, che nulla ha da invidiare a quello etero.
Alcuni gruppi dell’ARCIGAY (Bologna, Aosta) hanno organizzato feste e incontri per San Valentino con la partecipazione di coppie omosessuali. Io credo che vada rilanciata la battaglia per le Unioni Civili organizzando le coppie omosessuali in una o più associazioni in modo tale da fornire una “VISIBILITA’” costante e non solo a San Valentino. L’amore omosessuale di coppia, l’affettività amicale, la solidarietà umana fra gay e lesbiche, quella solidarietà così difficile da costruire quando non c’è comunità e quando non c’è accettazione e autoaccettazione della propria omosessualità.
La strada da fare è ancora lunga: in Parlamento le proposte di legge sono ancora ferme nelle rispettive commissioni; nei comuni sono molte ormai le delibere che istituiscono i registri delle famiglie di fatto. Si tratta di imprimere una svolta a questa battaglia che, peraltro, troviamo ogni giorno nell’agenda politica e sui media. Questo articolo ha ricevuto 240 visite.
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