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| L'omosessualità è una malattia: lo dice la Regione Lombardia inaugurando un centro per la terapia delle patologie degli adolescenti. |
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| Domenica 14 Febbraio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Qualche giorno fa a Besana Brianza è stato inaugurato un centro per la terapia delle patologie adolescenziali. Nel convegno inaugurale, patrocinato dalla Regione Lombardia, la prima delle relazioni introduttive era dedicata all’omosessualità, considerata dal prof. Mervin Glasser come una patologia (vedi articolo di Marco Volante).
Sembra incredibile che alle soglie del duemila ci sia ancora chi si ostina a pensare l’omosessualità come una malattia: sono trascorsi venticinque anni dalla decisione dell’APA (Associazione Psichiatri Americani) di non considerare più l’omosessualità un comportamento patologico; è del 1993 la definitiva cancellazione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali dell’OMS. Non c’è nessun documento scientifico nazionale o internazionale, di nessuna organizzazione degli psichiatri o degli psicologi che autorizzi qualsivoglia istituzione non solo a considerare l’omosessualità una patologia, ma addirittura a costruire centri per l’intervento e la cura contro l’omosessualità.
Certo, dall’integralista e “vergine” Formigoni, presidente della Regione Lombardia, possiamo aspettarci questo ed altro. Ma stupisce che una vicenda così grave come quella di Besana Brianza non abbia trovato nessun rilievo presso i media e presso la comunità scientifica. Sappiamo, per di più, che molti psicologi tuttora si ostinano a voler “curare” l’omosessualità. Noto, anche, che molti genitori che scoprono l’omosessualità dei loro figli si illudono che obbligandoli a sottoporsi, spesso loro malgrado, a terapie psicologiche e psichiatriche sia possibile “guarire” dall’omosessualità.
L’OMS ha definito l’omosessualità una “caratteristica della personalità”, una “variante naturale del comportamento umano”. L’idea, quindi, dell’omosessualità come normalità fatica a farsi strada non solo tra alcuni psicologi, ma , soprattutto, in quella fetta del mondo politico che spaccia per malattia uno stile di vita che non corrisponde al proprio stile di vita e alla propria politica e cultura reazionaria.
E’ importante quindi denunciare con forza questi episodi di malcostume scientifico e politico, soprattutto quando si parla della libertà di quegli adolescenti che vivono l’omosessualità nella fase senza dubbio più difficile della loro vita. Questo articolo ha ricevuto 280 visite.
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