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| Dolce & Gabbana esplicitamente gay. "NOI" pubblica la foto gay dell'ultima pubblicità di D&G sull'Espresso |
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| Mentre in altri paesi la pubblicità esplicitamente omosessuale non è più un problema, qui in Italia rappresenta ancora un atto di coraggio. Sarà il mercato a favorire l'espressione e la libertà dell'omosessualità? |
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| Martedì 23 Febbraio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Due ragazzi dolcemente seduti in poltrona l'uno nella braccia dell'altro, l'uno davanti all'altro, l'uno che bacia l'altro sul collo. L'immagine è esplicita come i lettori di NOI possono vedere e non da adito a dubbi o ad altre interpretazioni. Per la verità anche altri marchi hanno fatto una pubblicità più o meno esplicita in senso omosessuale, ma in modo piuttosto velato. L'attrazione tra due uomini, il desiderio, l'erotismo era sempre sottinteso e opinabile, mai esplicito. In genere i due uomini erano vicini ma mai abbracciati e comunque mai nell'atto di darsi un bacio. La pubblicità di Dolce e Gabbana rappresenta quindi una positiva e importante novità nel campo del costume perchè butta all'aria l'ipocrisia di una moda fatta essenzialmente da gay, ma che dei gay in fondo in fondo si vergognava. Certo, va anche detto che la moda, al di là degli eccessi e delle ossessioni modaiole di molti gay soprattutto giovanissimi, ha contribuito non poco a "demascolinizzare" il costume rendendo sempre più sfumati i confini tra i generi attraverso un certo superamento dei ruoli prefissati uomo-donna. Vestiti unisex, più morbidi, dalle linee meno rigide, hanno fatto sì che anche l'uomo diventasse desiderabile come "oggetto" sessuale e non fosse più nascosto nella rigidità del suo ruolo di comando.
In questa foto di Dolce e Gabbana anche i "maschi" diventano desiderabili da chiunque omo o etero che sia. Ed è proprio nell'affermare la desiderabilità del corpo maschile che l'omosessualità di massa (e non solo quella elitaria) ha trovato un canale di espressione e, ovviamente, anche di consumo perchè questo è il mestiere della pubblicità. Ma se una pubblicità di questo tipo trova finalmente spazio anche in Italia allora vuol dire che l'omosessualità non solo è diventata oggetto di mercato (questo è solo l'effetto), ma che siamo di fronte ad un fenomeno di massa non più riconducibile alle tradizionali espresisoni dell'omosessualità pubblica fin qui conosciute.
Dalla politica l'omosessualità finora ha avuto la garanzia di una stentata sopravvivenza; sarà dal mercato che avrà molto di più? Questo articolo ha ricevuto 260 visite.
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