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Edizione di Lunedì 21 Maggio 2012
Ma combattere le discriminazioni significa voler stravincere ovvero essere votati a sicura sconfitta? Una discussione a proposito di un articolo del Corriere.
Ma combattere le discriminazioni significa voler stravincere ovvero essere votati a sicura sconfitta? Una discussione a proposito di un articolo del Corriere.
"L'importante è che ora, imbaldanziti dal successo, sinistre, laici e femministe non vogliano stravincere. Il che significa non imboccare una deriva alla francese, accodandosi alle truppe dell'Arcigay e di Rifondazione, che bollano questa legge come "oscurantista" e sventolano carte dei diritti troppo avventurose per un popolo profondamente ancorato alla cultura cattolica. Sarebbe una scelta suicida, un modo sicuro per andare incontro a nuove sconfitte e stroncare sul nascere la faticosa modernizzazione del Paese""
Sabato 27 Febbraio 1999
di Franco Grillini
in Focus

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Il 25 febbraio il Corriere della sera aveva pubblicato un commento di Riccardo Chiaberge al voto della Camera sull’inseminazione artificiale per le famiglie di fatto che, fra l’altro, diceva: “L'importante è che ora, imbaldanziti dal successo, sinistre, laici e femministe non vogliano stravincere. Il che significa non imboccare una deriva alla francese, accodandosi alle truppe dell'Arcigay e di Rifondazione, che bollano questa legge come «oscurantista» e sventolano carte dei diritti troppo avventurose per un popolo profondamente ancorato alla cultura cattolica. Sarebbe una scelta suicida, un modo sicuro per andare incontro a nuove sconfitte e stroncare sul nascere la faticosa modernizzazione del Paese” (l’intero testo dell’articolo è reperibile nella rubrica ‘rassegna stampa’).

Venerdì il Corriere ha pubblicato nella rubrica delle lettere una risposta del nostro direttore Grillini, seguita da una replica dello stesso Chiaberge, che ripubblichiamo qui, con un ulteriore commento di Grillini.



L’omosessualità è una variante naturale del comportamento, ma è anche un’identità che l’individuo si ritrova ad avere, proprio come il colore di occhi e capelli, il sesso, l’avere certe caratteristiche fisiche o razziali. Nessuno “sceglie” di essere omosessuale perché un bel mattino decide che così gli piace. Questo poteva essere ignorato nel passato, quando agli omosessuali era vietato esprimersi. La società liberale, dando a tutti libertà di espressione, ha consentito anche agli eterosessuali di conoscere questa realtà, per secoli nascosta come una vergogna. Discriminare sulla base dell’orientamento sessuale è quindi concettualmente identico a discriminare sulla base della razza, del sesso, dell’origine etnica, ecc.: tanto che il trattato di Amsterdam, all’art.6 A, equipara tutti questi casi.

È lecito pensarla come si vuole sulle soluzioni adottate dal progetto francese. In Italia sono pendenti da anni vari progetti, miranti sia a tutelare tutte le famiglie di fatto senza discriminazioni (progetti sulle “unioni civili”), sia ad assicurare alle coppie gay la medesima libertà di scegliere come regolare i propri reciproci rapporti giuridici e patrimoniali, sulla base dell’uguaglianza con quanto previsto per i rapporti fra i coniugi (progetto sulle “unioni affettive” di alcuni deputati Ds e di Forza Italia). Questi progetti non affrontano neppure la questione dei figli (adozioni, inseminazione ecc.), e non estendono la definizione di matrimonio a questi nuclei famigliari.

Che la società, la cultura e la classe politica italiana scontino su questi temi un forte ritardo civile rispetto all’Europa occidentale è evidente. Ma dedurne che sia lecito per questo perpetuare la discriminazione, oltre ad avere conseguenze spesso terribili sulla vita degli interessati, è anche moralmente inammissibile. O secondo Riccardo Chiaberge, in una società in cui fosse ancora forte l’antisemitismo, i liberali dovrebbero forse optare, anziché per una sua ripulsa, per il “giusto mezzo” di un antisemitismo “moderato”?

Franco Grillini

Presidente onorario dell’Arcigay



Replica di Chiaberge sul Corriere del 26 febbraio



Rispondo con un’altra domanda: dove sono nell’Italia di oggi le leggi razziali e le camere a gas? Forse Grillini le vede, io no.

R.C.



Replica alla replica



Alemno Riccardo Chiaberge è coerente. Dalla sua risposta si evince che il solo tipo di antisemetismo che considera intollerabile è quello che si esprime con le camere a gas. Quello fondato solo sulla discriminazione e sul disprezzo gli appare dunque tollerabile?

F.G.

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