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| Unioni Civili: sabato 22 maggio a Como manifestazione nazionale dell'Arcigay. Di Sergio Lo Giudice |
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| Domenica 14 Marzo 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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E' stato un anno di fuoco sul fronte delle unioni civili. In estate la prima coppia lesbica iscritta al registro di Pisa, subito dopo il registro di Firenze (bocciato dal Coreco perché costruito su una vecchia formula). E poi Arezzo, Voghera, Gallarate, Sesto San Giovanni e tanti
comuni ancora. A gennaio si rincara a Bologna con l'istituzione dell'Attestazione di Famiglia affettiva. Nei mesi successivi la discussione sulla fecondazione assistita riapre il dibattito sulle coppie di fatto e il ministro Balbo rilancia: niente discriminazioni per le coppie gay, nemmeno in tema di genitorialità. Il nostro amico
Giovanni Paolo II ha fatto, in questi mesi, non pochi salti sulla sedia ed ha lanciato ad armi puntate contro di noi la schiera dei suoi vescovi, da Tettamanzi a Caffarra, da Sodano a Maggiolini. Ve lo ricordate, Maggiolini? E' il vescovo di Como, quello che diceva che "ogni tendenza omofilica nella persona umana altro non e' che una realtà
di cui prendere atto e da contrastare. Citare l'amore, in questo caso, vuol dire adattarsi ad un linguaggio da rotocalco scadente". Così, volendo creare una grande iniziativa politica sulle Unioni civili, che fosse il momento di raccordo delle fatiche di quest'anno e un
incontro di tutte le persone che hanno a cuore questo tema, abbiamo pensato proprio a Como: così potremo presentare direttamente a monsignor Maggiolini le nostre rimostranze: civili, s'intende. Saremo quindi, sabato 22 maggio tutti su un "ramo del lago di Como", magari non quello di Renzo e Lucia, ma comunque li' a manifestare per questa unione che "s'ha da fare", nonostante i Don Abbondio e i don
Rodrigo che, nel nostro caso, sono una schiera.
Anche gli abitanti di Como, quindi, dopo quelli di Bologna, Verona, Venezia, Napoli, Roma avranno il piacere di veder sfilare tanti omosessuali che, a testa alta e col coraggio di chi sa di spendersi per una battaglia giusta, sfileranno dal centro della città fino al lungolago, dove avrà luogo la celebrazione di quest'anno di lotte insieme a chi ci e' stato vicino: associazioni, movimenti, sindacati,
singole personalità politiche e soprattutto, tutti quei gay e quelle lesbiche che, singoli o in coppia, verranno a protestare, con la loro presenza, per una discriminazione fuori dai tempi e indegna di uno stato laico.
A presto i particolari: intanto spargete la voce.
Sergio Lo Giudice
Presidente Nazionale Arcigay
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