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| A proposito del divieto per gli omosessuali di donare sangue e organi: il no agli organi è ancora più tassativo del no al sangue. |
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| Domenica 28 Marzo 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Si è discusso molto se il divieto per gli omosessuali di ambo i sessi di donare il sangue (divieto espressamente contenuto nel decreto del Ministro De Loronzo del 15 gennaio ’91) valesse anche per la donazione degli organi. Qualcuno, come il settimanale dei Verdi “Erba”, ha sostenuto che c’è addirittura l’obbligo per gli omosessuali alla donazione di organi in contraddizione con la donazione del sangue, ragion per cui hanno ragione coloro che minacciano di restituire con un secco “NO” la cartolina del silenzio assenso sulla donazione degli organi prevista dalla nuova legge. Ma la donazione degli organi segue, invece, la stessa normativa della donazione del sangue esplicitamente richiamata dal decreto del ministero della sanità del 10 aprile 1992 che i lettori di NOI possono leggere nella sua trascrizione integrale nella rubrica del nostro giornale “Archivio legislativo”. Il decreto in questione è esplicito: “La prevenzione della trasmissione dell’infezione da HIV e di altri agenti patogeni attraverso il trapianto d'organi o tessuti da vivente segue le stesse linee guida adottate per la trasfusione di sangue o emoderivati”. Risulta evidente pertanto che anche per la donazione degli organi esiste il divieto verso gli omosessuali con l’aggravante delle indagini sulla vita privata del soggetto in questione. Il decreto infatti afferma che: “Ogni potenziale donatore deve essere sottoposto ad attenta e completa anamnesi mirante. ad accertare eventuali comportamenti a rischio, pregressi o in atto. L’anamnesi deve mirare ad evidenziare le abitudini e lo stile di vita anche sessuale, del potenziale donatore, l'eventuale assunzione di droghe, ogni tipo di malattia a trasmissione sessuale”.
E per far ciò “ si dovrà condurre un'analisi anamnestica molto approfondita, utilizzando anche i questionari adottati dalle singole Regioni per i donatori di sangue”. Nel caso poi che il donatore sia cadavere le informazioni andranno cercate “coinvolgendo parenti, familiari e amici”. Insomma: è successo che alcuni parenti si siano sentiti chiedere “ma il vostro caro congiunto era gay?”. Per certi versi quindi il decreto sulle donazioni è persino peggio del decreto sangue perché mentre nel secondo è prevista solo la compilazione di un questionario autosomministrato, nel decreto sugli organi invece si parla di “stili di vita” e di indagini vere e proprie. La nuova legge presumibilmente non entrerà nel merito su chi può o non può donare e rimarranno valide le norme previste nel decreto del ’92 che escludono tassativamente gli omosessuali di ambo i sessi dalla donazione.
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