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Edizione di Lunedì 21 Maggio 2012
Sale a 3 il numero delle vittime dell’attentato omofobo a Londra in un bar del quartiere gay della capitale inglese. Anche un italiano di Pordenone tra i feriti gravi. Si vuole colpire con il terrore e la paura un esempio di comunità omosessuale ser
Sale a 3 il numero delle vittime dell’attentato omofobo a Londra in un bar del quartiere gay della capitale inglese. Anche un italiano di Pordenone tra i feriti gravi. Si vuole colpire con il terrore e la paura un esempio di comunità omosessuale ser
Sabato 01 Maggio 1999
di Franco Grillini
in Focus

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“Stop hate crimes”, con questo slogan che campeggiava nello striscione d’apertura, alcune migliaia di omosessuali e lesbiche inglesi hanno manifestato a Londra contro l’ondata di attentati terroristici che stanno insanguinando la capitale inglese. Si tratta di terrorismo razzista che vede protagonisti gruppi neonazisti i quali hanno preso di mira le minoranze razziali e sessuali. Gli ordigni fatti esplodere in occasione dei week end sono confezionati in modo artigianale e sono a base di chiodi.

Che sia presa di mira la città di Londra si spiega probabilmente con la politica di integrazione razziale e dei diritti civili del governo Blair che vede al suo interno un ministro dichiaratamente omosessuale (Chris Smith, alla cultura e allo sport), 2 sottosegretari e ben 4 parlamentari omosessuali eletti nelle liste dei laburisti. L’ultima bomba fatta esplodere dai nazisti del gruppo “Lupi bianchi” prende di mira il cuore gay di Londra noto qualche anno fa come la cina town della capitale inglese e poi poco a poco divenuto il centro del quartiere gay di Soho ricco di negozi, bar, pub, teatri frequentatissimi dalla comunità omosessuale inglese che vi si è trasferita in massa. Per chi va a Londra e passeggia nella centralissima Old Compton Street, dove c’è il bar in cui è stata fatta esplodere l’ultima bomba, non può non notare con gioia le centinaia e centinaia di omosessuali e lesbiche che vivono la loro identità e la loro giornata alla luce del sole, in modo esplicito. Soho a Londra rappresenta un esempio di vita omosessuale comunitaria dove l’omosessualità si rappresenta come “normalità”, come fatto scontato, come comunità integrata e serenamente convivente con il resto della società. Turisti, londinesi, etero e gay si mescolano a Soho assieme ai membri delle altre minoranze in una mescolanza di identità e di stili di vita che rappresenta senza dubbio un bellissimo esempio di come e di cosa si vorrebbe realizzare anche qui da noi in Italia. E’ evidente, quindi, che è proprio questo che si vuole attaccare e colpire: attraverso il terrore e la paura i neonazisti tentano di fermare il cammino degli omosessuali delle lesbiche verso quella liberazione umana e verso quella convivenza civile nella diversità pienamente vissuta che è da sempre l’obiettivo del duro lavoro e della lotta del nostro movimento dalla sua nascita.

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