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| Grande manifestazione dell’ARCIGAY a Como per le Unioni Civili. Moltissime le adesioni, grande l’eco nella città. Il filosofo Vattimo: "Sono gay e felice di essere in questa manifestazione, se verrò eletto al Parlamento europeo sarò un punto d |
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| Domenica 23 Maggio 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Sabato 22 maggio per le vie di Como gli uomini e le donne dell’ARCIGAY hanno manifestato per chiedere che il Parlamento discuta finalmente la legge sulle Unioni Civili e la sua rapida approvazione.
Assieme alla principale organizzazione omosessuale del paese c’erano quasi tutti i gruppi gay italiani. Ed anche la sinistra ha aderito al gran completo con la presenza di alcuni esponenti di punta da Gianni Vattimo, al liberale Zanone, a Graziella Mascia, coordinatrice della segreteria di Rifondazione Comunista. La manifestazione, decisa da mesi, ha provocato un grande dibattito nella città di Como, con prese di posizione di tutti i partiti, della giunta comunale che prima ha annunciato l’adesione e poi sotto l’incalzare di AN l’ha ritirata. Persino il vescovo comasco, l’ultrareazionario e potentissimo Maggiolini, ha riconosciuto che “qualcosa” sul tema delle coppie gay si deve concedere (sia pure senza mettere in discussione la “famiglia”).
Da ultimo, il sondaggio di gay.it che ci dice come la stragrande maggioranza degli omosessuali condivida l’obiettivo delle Unioni Civili e che, in caso di approvazione della legge, è disposto ad unirsi civilmente, segno di una profonda maturazione intervenuta anche nel corpo della comunità omosessuale e di come l’idea dei diritti civili di libertà sia siano ormai radicato fortemente anche tra gli omosessuali stessi.
Quella del 22 maggio a Como sarà probabilmente l’unica manifestazione nazionale del movimento gay italiano nell’anno del 30 esimo anniversario della rivolta di Stonewall e ciò deve far riflettere sull’attuale debolezza della politica omosessuale in Italia. Ma proprio l’iniziativa di Como e il suo attuale successo (mai prima d’ora nella città lombarda si era discusso così tanto dei diritti degli omosessuali, mai si era visto una manifestazione così numerosa) dovrebbe indicare la strada per le prossime manifestazioni: occorre infatti cercare di sensibilizzare quella zona profonda dell’Italia dei 100 campanili dive non si è mai parlato di omosessualità e dove non c’è mai stato traccia di battaglie per i diritti. Qualche migliaio di manifestanti in una grande città scompaiono, mentre poche centinaia di militanti in una piccola città possono provocare un grande cambiamento. La speranza e l’augurio è che Como possa rappresentare una felice inversione di rotta e un positivo segnale per il futuro. Questo articolo ha ricevuto 179 visite.
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