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| Elezioni europee : la posta in gioco per i diritti degli omosessuali. Di Aurelio Mancuso |
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| Nella comunità gay è diffusa una certa sfiducia e un preoccupante disinteresse. Pochi i candidati omosessuali, scarsi gli accenni programmatici dei partiti a favore dei diritti civili. In questo quadro, dove ognuno di noi naturalmente esprime un voto in piena libertà di coscienza, quindi aderente ai propri convincimenti personali, bisogna però sapere che in molte liste, in tutte le circoscrizioni elettorali, esistono candidati, partiti e movimenti che si sono spesi a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche |
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| Mercoledì 09 Giugno 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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La data delle elezioni europee è ormai prossima e non sfugge a nessuno che forti elementi esterni ne stanno condizionando l’esito.
La guerra nel Kossovo, ma anche la solita manfrina sugli equilibri interni ai poli, caratterizzano uno scontro politico, che solo a tratti, si occupa dei vari temi che saranno all’ordine del giorno della nuova Europa.
Nella comunità gay è diffusa una certa sfiducia e un preoccupante disinteresse. Pochi i candidati omosessuali, scarsi gli accenni programmatici dei partiti a favore dei diritti civili. In questo quadro, dove ognuno di noi naturalmente esprime un voto in piena libertà di coscienza, quindi aderente ai propri convincimenti personali, bisogna però sapere che in molte liste, in tutte le circoscrizioni elettorali, esistono candidati, partiti e movimenti che si sono spesi a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche.
Proprio l’Europa, con la Risoluzione del 1994 e con il Trattato di Amsterdam (articolo 13), ha dato visibilità alla nostra presenza politica e culturale, ha favorito l’ampliarsi di un’azione legislativa e amministrativa all’interno degli Stati membri di grande portata, tanto che oggi, potremmo essere alla vigilia di una stagione politica di affermazione dei diritti civili nei più importanti Paesi dell’Unione (Francia, Gran Bretagna, Germania, ecc )
Per questo le istituzioni europee, che per molti possono apparire lontane, sono invece importanti, anzi essenziali, per lo sviluppo di una politica sociale continentale a noi favorevole. Bisogna sapere, che i continui attacchi promossi nei nostri confronti dalle gerarchie cattoliche italiane, dal Papa, dai settori più conservatori, dai partiti e partitini cattolici, derivano dal fatto, che più avanzano politiche comunitarie di attenzione verso i diritti civili, e più questi antichi poteri rischiano di trovarsi isolati, al di fuori della nuova Europa.
È in atto cioè il tentativo di fermare la storia, di far subire una battuta d’arresto a quel processo politico e culturale che inevitabilmente, nei prossimi decenni, dovrà riconoscere (anche attraverso normative precise e vincolanti) il diritto alla sessualità, all’affettività all’unione delle persone omosessuali.
Una battaglia di lungo corso attende i movimenti omosessuali europei e uno dei luoghi fondamentali dove è possibile ottenere dei risultati è il Parlamento europeo.
Scegliere in Italia candidati dichiaratamente gay (come Gianni Vattimo nella circoscrizione Nord-Ovest) o candidati amici, che se eletti, difenderanno sicuramente i nostri diritti, è anche un modo per inviare un messaggio fermo e chiaro alle forze politiche, che in sede comunitaria hanno svolto un buon lavoro (DS, Rifondazione, Verdi, Repubblicani e Liberali, alcuni parlamentari di Forza Italia) e che però in patria continuano ad avere, nei nostri confronti, atteggiamenti ambigui, se non di ostilità.
Toccherà a noi evidenziare le incongruenze e i duplici comportamenti, ma siccome l’Europa peserà sempre di più nella vita concreta dei cittadini italiani, sarà comunque sempre più difficile per i partiti votare in un modo a Strasburgo e in un altro a Roma. Per tutto ciò è necessario andare a votare ed operare scelte di campo che possano davvero pesare.
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