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| INTERVISTA A DAVID LEAVITT ALLA PRESENTAZIONE DEL SUO NUOVO LIBRO "IL VOLTAPAGINE" AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA GAYLESBICO DI MILANO |
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| "C'è un nuovo romanzo che ho completato da poco. Tra un anno sarà pubblicato in America. Non so quando arriverà in Italia. Scrivo sempre. Si tratta degli anni ottanta, dei primi anni ottanta" |
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| Lunedì 21 Giugno 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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"Questo tipo di Festival dà l'opportunità per la presentazione di un libro, perché qui si fa cultura al di là del contesto specifico cinematografico"
A caldo, subito dopo la presentazione effettuata dagli organizzatori del festival, insieme a Franco Grillini, direttore di NOI, presente a nome del Ministro delle Pari Opportunità Laura Balbo, David Leavitt esprime viva
soddisfazione per lo svolgersi della presentazione: "E' la seconda volta che il festival del cinema mi ha chiesto di fare la presentazione di un libro.
Ciò è certamente dovuto al mio rapporto personale con alcuni organizzatori del Festival, ma anche al fatto innegabile che questo tipo di Festival dà l'opportunità per la presentazione di un libro, perché qui si fa cultura al
di là del contesto specifico cinematografico. L'interculturalità è oggi molto importante e, nonostante io non sia uno scrittore legato funzionalmente ai media, i diversi media fanno parte della mia cultura, vado
molto al cinema, ascolto tanta musica, ho sempre fame di altri tipi di cultura".
David Leavitt vive da anni in Italia, nella bella campagna laziale. "Secondo me il clima socio politico non è cambiato tantissimo da quando vivo in Italia, ma il mio punto di vista è molto particolare, è la prospettiva di uno straniero che vive in un posto molto piccolo, che vive in campagna, che non è molto collegato con i grandi movimenti politici in Italia. Mi piace tanto, sempre, fare le visite in città ma la vita in campagna è tutta un'altra cosa, è molto più privata, è questo che mi attira là."
Quanto ai progetti? "C'è un nuovo romanzo che ho completato da poco. Tra un anno sarà pubblicato in America. Non so quando arriverà in Italia. Scrivo sempre. Si tratta degli anni ottanta, dei primi anni ottanta"
Un ritorno alla "Lingua perduta delle gru?". "In un certo senso. Parla del clima degli anni in cui ho scritto il libro, ma il personaggio è più simile a me: un giovane scrittore che forse può scrivere un romanzo come quello".
Il tuo libro che rileggi più volentieri? "Un luogo dove non sono mai stato".
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