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| Il 5° congresso radicale. Gli interventi di Franco Grillini e le opinioni di Alfredo Biondi di FI, Claudio Martelli, Marco Taradash, Pecoraro Scanio dei Verdi raccolte dal nostro inviato Yuri Guaiana. |
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| Lunedì 02 Agosto 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Lo sviluppo integrale della libertà attraverso una riforma liberale liberista e libertaria, questo il tema centrale del V° congresso italiano del Partito radicale transnazionale. Naturalmente la priorità in questo momento è dato ai temi liberisti, sui quali è incardinata anche la battaglia referendaria. Ma sia Marco Pannella sia Emma Bonino tengono a precisare come i tre concetti siano inscindibilmente legati l’uno con l’altro. “La riforma oltre che liberale e liberista deve essere anche libertaria – precisa Pannella – perché noi da sempre facciamo battaglie libertarie”. Tocca a Emma esemplificare il legame esistente tra le varie forme di libertà sostenendo che un mercato del lavoro più libero e accessibile potrà garantire una maggiore autonomia – economica, ma non solo – dalla famiglia.
Interessante anche il riferimento ad internet che “se ne infischia di proibizioni e divieti” ed è poco diffuso in Italia a causa dell’ostracismo di verso le libertà civili culturali ed economiche che attraverso questo strumento potrebbero diffondersi.
Il riferimento è apprezzato da Franco Grillini che presenta la sua idea di riforma del movimento gay. Le battaglie del movimento, dice, non devono essere di categoria, ma di libertà. Si deve combattere ogni cultura che non si di libertà e occorrono iniezioni di essa tanto a destra quanto a sinistra perché solo in un sistema veramente liberale e libertario anche lesbiche e gay potranno vedere riconosciuti i loro diritti e il loro spazio. Elogi all’intervento di Grilini arrivano da Antonio Pisani Ceretti di Articolo 3 e da Carlo Manera che annuncia la nascita di un movimento liberale e libertario che rivendichi gli specifici diritti di gay e lesbiche e che sostituirà il Los padania.
Numerose anche le personalità politiche ospiti. Alfonso Pecoraro Scanio che invita i lettori di NOI a partecipare al congresso verde di gennaio e ad aderire al nuovo soggetto politico verde che per lui dovrà essere ecologista, libertario e legalitario. Pecoraro Scanio auspica la costituzione di un “intergruppo libertà”, che si ponga “il problema della libertà di coscienza su tutto contro uno strisciante proibizionismo odioso dovuto al conformismo bigotto che è diffusissimo anche in Parlamento”. Occorre “uno Stato meno invadente che abbia meno pretesa di decidere la vita degli individui e più capacità di garantire poche regole essenziali”.
Alfredo Biondi che esprime un parere favorevole alla legge antidiscriminatoria a favore di lesbiche e gay e per il quale Forza Italia deve essere coerente con i principi guida liberali ed evitare che vengano soffocati dal timore del “diverso”. In quest’ottica chiederà “agli amici di Forza Italia di non fare discriminazioni all’interno della società”. Pessimista invece sulla costituzione di un intergruppo libertario.
Marco Taradash, per il quale il Parlamento “se non vuole tornare indietro al medioevo della prima repubblica clericale deve trovare al suo interno le risorse per affermare diritti” come quelli previsti dalla legge antidiscriminatoria. Rimane invece scettico sulla possibilità di creare delle correnti su singoli temi, come quelli libertari, in un Parlamento frazionato come l’attuale. Sollecitato infine da una nostra domanda sulla sua alleanza con An, sostiene che in essa trovino posto alcune istanze libertarie pur essendo maggioritaria una cultura tradizionalista che la rende molto insensibile a questi temi.
Claudio Martelli, per il quale vi è “un gran bisogno di un polo liberal – socialista” che accolga istanze liberai e libertarie con caratteristiche di sinistra intesa come l’erede di “un eterno liberalismo”. Martelli pur criticando la maggioranza ritiene che le difficoltà incontrate nel riconoscimento delle Unioni Civili in Italia stia nella chiusura del Polo più che in quella di alcuni settori del centro – sinistra.
Ma dall’assise radicale non poteva rimanere estranea l’Europa, ecco allora l’europarlamentare Gianfranco Dell’Alba il quale sostiene che l’impegno radicale per affermare i diritti di lesbiche e gay in Europa e nel mondo, anche collaborando con l’intergruppo “gay frendly” al Parlamento europeo (PE), non potrà che essere rafforzato dal grande successo elettorale conseguito il 13 giugno scorso.
Saranno, tuttavia, Marco Cappato e Maurizio Turco ad essere più direttamente coinvolti, essendo membri della Commissione per le libertà pubbliche al PE e il primo, da NOI intervistato, più che essere interessato agli intergruppi ritiene necessario provocare giurisprudenza da parte del Consiglio d’Europa e “far vincere al PE delle istanze concrete e determinate sulla via delle riforme per le libertà e i diritti”.
Infine, i radicali, dopo il grande successo dei referendum days, danno l’appuntamento per il 2 – 3 – 4 settembre quando si replicherà. Questo articolo ha ricevuto 428 visite.
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