 |
| 30 anni fa, il 2 settembre ’69, nasceva Internet. Da strumento militare a mezzo di comunicazione e libertà per tutti. Ma in Italia funziona malissimo e qualcuno propone di dar vita ad un “movimento di liberazione dall’inefficenza tecnolo |
 |
|
 |
| Venerdì 03 Settembre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
|
 |
|
Internet nasce 30 anni fa nei laboratori della UCLA di Los Angeles con fini militari. Per diverso tempo la struttura viene gestita da ARPANET del Pentagono. Lo scopo era quello di avere una rete di comunicazione veloce, diretta, segreta in caso di attacco nucleare da parte dell’URSS. Tutti sanno poi come è andata e, dopo la rinuncia del Pentagono, Internet è diventata di uso universale dando vita alla più grande rivoluzione tecnologica e sociale dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera di Gutenberg.
Internet è ora utilizzata da 150 milioni di persone, ha cambiato e sta cambiando la comunicazione, l’editoria, il mercato. Anche il nostro giornale non esisterebbe senza Internet che ci ha dato la possibilità di fare un quotidiano di notizie omosessuali a disposizione di tutti con collaboratori volontari che non hanno affatto bisogno di risiedere in una redazione fissa, ma possono tranquillamente abitare a qualsiasi angolo del pianeta. Con Internet bastano le 200 parole dell’inglese base per capirsi in tutto il mondo e comunicare istantaneamente con chiunque a qualunque ora. Certo: il rischio dell’omologazione, dell’uniformità, del livellamento al basso è forte. Come è reale il rischio del controllo e del “grande fratello” di orwelliana memoria. Ma per ora Internet è soprattutto un’occasione di libertà senza censure e divieti. Rendiamo omaggio, quindi, agli inventori che hanno cambiato la nostra vita e il nostro modo di lavorare e auguriamoci che le inefficenze clamorose e insopportabili dei vari fornitori italiani di accessi, TIN in testa, siano presto superate anche grazie alla pressione di chi chiede meno costi e più funzionalità dei servizi. Mentre scrivo queste righe sono a Venezia alla 56^ mostra del cinema- Ebbene, nella sala stampa non è possibile accedere a Internet nonostante moltissimi giornalisti accreditati lavorino ormai pere riviste on line di cinema. Anche tentando di connettersi dalla propria abitazione il POP non funziona. Non sarebbe il caso di dar vita ad un movimento di liberazione dall’inefficienza tecnologica? Questo articolo ha ricevuto 251 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|