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| Un saluto di NOI all'incontro dei laici del Polo |
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| E' positivo che anche nel centrodestra si affermi un'area dei diritti e delle libertà |
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| Domenica 24 Settembre 2000 |
| di Gay.it |
| in Focus |
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Cari amici, siamo ancora costernati per la gratuita campagna aggressiva e diffamatoria che viene messa in atto in queste settimane contro di noi da un alleato ormai organico del Polo come la Lega Nord; e ancor più per il silenzio a questo riguardo dei vertici di quello schieramento, e per la compiacenza dimostrata nei suoi confronti da alcuni autorevoli suoi esponenti che, pur prendendo le distanze dai toni violenti di Bossi, hanno affermato di condividerne nella sostanza le tesi. Già ci era sembrata inaudita la richiesta di vietare, dopo la prepotente intimazione vaticana, lo svolgimento di una manifestazione, come il World Gay Pride, che da anni si svolge pacificamente in tutte le metropoli del mondo occidentale. Ora assistiamo sgomenti a una campagna di aggressione che prende a pretesto una questione, quella delle adozioni da parte delle coppie gay, che è così inesistente da non essere neppure prevista da nessuno dei progetti di legge pendenti davanti alle Camere in materia di riconoscimento dei diritti dei cittadini omosessuali. Temiamo che in realtà l’obiettivo di questa campagna di odio sia quello di additare nuovi nemici all’opinione pubblica, su cui finiranno per riversarsi frustrazioni e aggressività di individui psicolabili o culturalmente emarginati. Questa campagna trae origine dalla passività con cui l’intero spettro della politica italiana, ma soprattutto il centrodestra, sta accettando di farsi dettare il programma di governo dai vertici della Conferenza episcopale. E purtroppo, in questa materia, a fronte della totale indifferenza della società secolarizzata per le prescrizioni sessuali della morale cattolica, la condanna dell’omosessualità ha una sola funzione pubblica: quella di dare una copertura di rispettabilità e di presentabilità ai pregiudizi che alla parte più arretrata della società italiana derivano non già dalla sofferta adesione a dogmi religiosi di cui teologi e cattolici consapevoli avvertono l’insostenibilità ma anche la difficoltà ad emanciparsene, bensì dai retaggi di un’antropologia patriarcale e primitiva, contadina e premoderna, in cui tali pregiudizi si accompagnavano con naturalezza a quelli contro ebrei e stranieri di ogni sorta, diversi di ogni specie, donne, disabili, minori, ecc. Come è ovvio che sia, dato che la struttura della discriminazione nei confronti degli omosessuali è identica a quella del razzismo in senso stretto, posto che l’una e l’altro fanno discendere la pretesa di supremazia morale dell’identità maggioritaria da una condizione ascritta, non oggetto di libera scelta, di cui gli individui giudicati indegni della parità di diritti sono portatori. Siamo vivamente allarmati dal totale silenzio al riguardo dei vertici nazionali del centrodestra e fortemente preoccupati che una vittoria di questo schieramento finisca per condurre a una limitazione degli spazi di libertà e parità di trattamento che i cittadini omosessuali stanno conquistando lentamente in ogni parte dell’Europa occidentale, nonché a una politica culturale tesa a creare un clima di aggressività e di violenza nei nostri confronti. Non c’è nessuna ragione perché metà della classe politica italiana nutra questa avversione nei nostri confronti (tra l’altro, l’omofobia non ha neppure mai pagato in Italia in termini elettorali). Da tempo auspicavamo che i liberali e i laici del Polo ritrovassero forza e voce. Contiamo di sentire da parte vostra una parola di razionalità e di civiltà che finora il centrodestra ha drammaticamente e inopinatamente mancato di pronunciare. Cordiali saluti e molti auguri di buon lavoro, Franco Grillini Direttore di NOI-Gay.It Presidente Onorario ARCIGAY Questo articolo ha ricevuto 158 visite.
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