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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Lo storico voto dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a sostegno dei diritti degli omosessuali.
Lo storico voto dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a sostegno dei diritti degli omosessuali.
Mentre in Italia si assiste, nel silenzio di tomba dei suoi alleati del Polo e con la compiacenza di molti di loro, alla irresponsabile campagna di odio omofobo scatenata da Umberto Bossi, l’organismo europeo che si occupa di diritti umani invita tutti gli Stati membri ad adottare una completa legislazione antidiscriminatoria e a introdurre il riconoscimento della parità di diritti per le coppie gay. Se lo vuole, Silvio Berlusconi può bloccare l’incivile aggressione di Bossi, ma finora non lo ha fatto. Un nostro commento e (in inglese) il comunicato dell’Ilga.
Mercoledì 27 Settembre 2000
di Gay.it
in Focus

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L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, l’organismo internazionale che si occupa di diritti umani nel nostro continente e a cui aderiscono 41 paesi, ha approvato, con la maggioranza del 77%, una raccomandazione a tutti gli Stati membri a introdurre una completa legislazione antidiscriminatoria, a riconoscere la parità di diritti per le coppie gay e a includere il divieto di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, il trattato principale su cui si basano dal 1949 i lavori del Consiglio d’Europa.
Questo voto segue quello dello scorso giugno, quando la stessa Assemblea aveva approvato un’analoga raccomandazione, con cui invitavano gli Stati membri a riconoscere la persecuzione degli omosessuali come causa del riconoscimento del diritto d’asilo nel proprio territorio e a riconoscere il diritto di immigrazione per i partner di coppie gay binazionali. Allora, su richiesta degli oppositori della proposta oggi approvata (soprattutto italiani del Polo e della Lega), il voto era stato rinviato. Ieri l’approvazione definitiva.
Risulta così ancor più evidente l’opposizione radicale fra la coscienza civile e la civiltà giuridica dell’Europa liberale del 2000 e l’oscurantismo aggressivo e violento di cui si fa portavoce in Italia soprattutto la Lega Nord, con la sua campagna demagogica e pretestuosa contro una proposta giuridicamente inesistente in Italia come quella delle adozioni da parte delle coppie gay. In realtà, niente altro che una campagna di odio, che non ha nulla di diverso dalle campagne altrettanto pretestuose che nei decenni passati movimenti analoghi alla Lega Nord di oggi montavano contro ebrei e stranieri di ogni sorta, contro i quali aizzare l’odio sociale dei ceti più culturalmente svantaggiati. Anche se sorprendente, dato che è iniziata a più di sei anni di distanza dalla risoluzione del Parlamento europeo che, sola fin qui, aveva affrontato la questione, e dopo che in questi anni la Lega Nord aveva ospitato nel suo seno un gruppo gay – i LOS Padania – ampiamente pubblicizzato da tutti i suoi media, la pretestuosità di questa campagna di odio può non stupire chi consideri il patetico livello culturale della dirigenza della Lega e la sua estraneità radicale alla cultura politica dell’Occidente liberale. Quel che invece suscita allarme è il silenzio di tomba degli alleati della Lega, e in particolare di Forza Italia e del suo capo. Anzi, salvo voci isolate di alcuni superstiti singoli parlamentari laici del Polo, le sole voci autorevoli che si sono espresse da quel versante politico sono state di blanda critica ai toni usati da Bossi, ma di sostanziale condivisione e avallo delle sue posizioni. L’Italia si avvia così alle prossime elezioni politiche con uno dei due principali schieramenti attestato su una linea di razzismo omofobico dettata dalla Lega Nord e di cui, attraverso dichiarazioni compiacenti o un silenzio connivente, sono corresponsabili tutti i suoi alleati. Questo atteggiamento non corrisponde certo ad umori maggioritari nel paese – del resto in Italia l’omofobia non ha mai pagato in termini elettorali – e neppure, crediamo, all’orientamento maggioritario degli elettori del centrodestra, che si considerano moderati e non certo estremisti, che si pensano normali europei e non fanatici antioccidentali; probabilmente non rappresenta neppure l’opinione prevalente fra i quadri stessi della Lega Nord, abituati però a obbedire senza fiatare anche alle più cervellotiche e capricciose bizzarrie del loro capo.
Silvio Berlusconi è perfettamente in grado, se lo vuole, e lo ha dimostrato su altri argomenti, di imporre uno stop alle follie di Bossi, prima che qualche fanatico le prenda a spunto per atti di aggressione violenta. Purtroppo finora ha drammaticamente mancato di pronunciare quella parola di razionalità e di civiltà con cui qualunque statista o leader politico della destra moderata europea avrebbe stroncato sul nascere una campagna incivile come quella di Bossi.

IL COMUNICATO DELL’ILGA

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa delibera in una votazione storica in favore dei diritti di gay e lesbiche.
ILGA Europe Media Release
L’Assemblea richiama i paesi membri a una legislazione contro la discriminazione, l’abrogazione di leggi discriminatorie sugli abusi sessuali e età del consenso, e l’introduzione di registri per le coppie in tutta Europa.
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa stamattina presto ha votato a grande maggioranza a favore di una larga serie di raccomandazioni in supporto dei diritti di gay e lesbiche. L’Assemblea, che è costituita da una selezione rappresentativa di membri del Parlamento da circa 42 paesi europei, per una popolazione totale di 8oo milioni di persone, ha invitato i governi degli stati membri:
- a includere nella legislazione nazionale l’orientamento sessuale tra le motivazioni di discriminazione illegali;
- a revocare tutti i provvedimenti legislativi che rendano atti sessuali tra adulti dello stesso sesso consenzienti, punibili legalmente;
- a rilasciare chiunque si trovi attualmente imprigionato per atti sessuali tra adulti omosessuali consenzienti;
- a prendere posizione attiva per combattere le tendenze omofoniche, specialmente nelle scuole, nella professione medica, nelle forze armate e polizia, per mezzo di interventi di formazione;
- a coordinare gli sforzi in vista del lancio simultaneo di una campagna di informazione su larga scala nel maggior numero possibile di paesi;
- ad assicurare pari trattamento agli omosessuali nell’ambito lavorativo;
- ad adottare una legge che prevede la possibilità di registrare le coppie;
L’Assemblea ha anche ripetuto i suoi richiami ad aggiungere l’orientamento sessuale, tra i motivi di discriminazione proibiti dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani. La raccomandazione, portata avanti dal parlamentare ungherese Csaba Tabajdi, è la più importante affermazione in supporto dei diritti di gay, lesbiche e bisessuali da una storica dichiarazione del 1981. Questa includeva un decisivo preambolo che attaccava le affermazioni omofoniche di certi politici e leader religiosi: «Ai nostri giorni, gli omosessuali sono ancora tutti troppo spesso soggetti a violente discriminazioni o violenza a scuola o per le strade. Sono percepiti come una realtà a parte dal resto della società, come se ci fosse il pericolo che l’omosessualità, una volta riconosciuta, potesse diffondersi… Questa forma di omofobia è talvolta propagata da certi politici e leader religiosi, che la usano per giustificare il fatto che continuino a esistere leggi discriminatorie e, soprattutto, atteggiamenti aggressivi o sprezzanti».
Il voto doveva aver luogo in giugno, ma fu bloccato dall’opposizione perché l’assemblea non raggiungeva il quorum. Comunque, una raccomandazione a riconoscere la persecuzione basata sull’orientamento sessuale come una motivazione per l’asilo, e i diritti di immigrazione di una coppia omosessuale composta da cittadini di due nazioni diverse, fu approvata con successo; queste raccomandazioni dimostravano l’esistenza nell’Assemblea di un vasto appoggio ai diritti di gay e lesbiche.
Nico Beger, delegata al Consiglio d’Europa di ILGA Europe, ha commentato: «E’ un grande passo avanti. Le raccomandazioni sono state appoggiata da una maggioranza del 77%! Anche se il voto non è vincolante per i governi nazionali, rappresenta una delle più potenti affermazioni democratiche in Europa, e come tale aiuterà a influenzare le tendenze della politica dei singoli governi nel continente». Il suo co-delegato, Nigel Warner, ha aggiunto: «E’ un grande successo sia per i parlamentari di tanti paesi che hanno lavorato duramente su questo argomento, sia per molti individui e organizzazioni gay o lesbiche in Europa che hanno creato una forte unione così efficace»

The Report and Draft Recommendation are available at: http://stars.coe.fr/do c/doc00/edoc8755.htm; the final text of the Recommendation will be available tomorrow at the Parliamentary Assembly website, http://stars.coe.int/asp/DocByDate.asp.

THE INTERNATIONAL LESBIAN AND GAY ASSOCIATION
The International Lesbian and Gay Association is a world-wide federation of 350 national and local groups dedicated to achieving equal rights for lesbians, gay men, bisexuals and transgendered people everywhere. ILGA-Europe is its European Regional organisation.

THE COUNCIL OF EUROPE
The Council of Europe's main role is to strengthen democracy, human rights and the rule of law throughout its member states. Founded in the wake of the Second World War, it is the continent's most important human rights organisation, with some 41-member states committed to observing its human rights standards. The European Convention on Human Rights is the most significant of its many human rights treaties. The European Court of Human Rights settles complaints of violations of this Convention.
The Council of Europe is governed by the Foreign Ministers of its member states (who together form its decision-making body, the "Committee of Ministers") and by Representatives from their parliaments (who make up its "Parliamentary Assembly".) More information on the Council can be obtained from its web site, www.coe.fr.
NB: The Council of Europe is NOT the same as the European Union, which is primarily an economic institution, comprising 15 West European member states.

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