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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Elezioni 2006, mettiamo nell’urna l’orgoglio omosessuale
Elezioni 2006, mettiamo nell’urna l’orgoglio omosessuale
Votate chi volete ma non la destra che ha fatto del razzismo antigay il centro della sua campagna elettorale.
Domenica 09 Aprile 2006
di Franco Grillini
in Focus

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Non la destra!! In tutte le sue versioni. La nostra testata si schiera, come sempre del resto, con il centrosinistra non solo perché nel centrosinistra ci sono quelle forze (DS, Verdi, RC, RNP, PdCI, IDV, Ulivo, Socialisti, Repubblicani) che più di altre si schierano nettamente a favore dei diritti delle persone lgbt e più in generale per i diritti individuali di libertà; ma anche perché, e in questa occasione soprattutto, la destra italiana in tutte le sue varianti ha messo al centro della sua campagna elettorale l’omofobia, il razzismo antigay, il rifiuto di riconoscere i diritti delle coppie di fatto. E lo ha fatto con manifesti insultanti (vedi le foto che riproduciamo in questo articolo) e violenti tesi a raccogliere il peggio del razzismo antigay e del rifiuto della diversità.

Clicca per ingrandire... Lo ha fatto con discorsi ripetuti raccogliendo l’invito di Umberto Bossi, leader della lega Nord Padania, ha picchiare duro sulla questione omosessuale come cavallo di battaglia per sconfiggere il centrosinistra, così come aveva fatto Bush utilizzando l’integralismo e il fanatismo delle sette evangelicali americane.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale abbiamo assistito ad una escalation contro gli omosessuali e l’omosessualità, contro i transessuali, contro ogni forma di diversità. Linguaggio da caserma, battute da avanspettacolo, feroci prese in giro.

Clicca per ingrandire... Alla fine non c’è stata distinzione tra An, FI, Udc e Lega. Abbiamo visto Bossi parlare di “sinistra alla vaselina”, Casini insultare spagnoli e olandesi per la loro legislazione civile, Fini urlare contro i Pacs, Berlusconi dire che il Pacs distrugge la famiglia “naturale”. Un moralismo senza morale propalato dalla destra dei divorziati e dei separati. Una ipocrisia senza freni che da per scontata un’Italia ferma al 1948, quella evocata dal Cavalier “coglioni” che, mettendo i suoi interessi personali avanti a tutto, parla di scelta di civiltà e di “valori”, confondendo valori morali e valori bancari.

Clicca per ingrandire... Le forze “liberali” e laiche della destra italiana sono letteralmente scomparse come pure si sono volatilizzati gli esponenti più sensibili alle problematiche sui diritti civili che, non a caso, non sono stati ricandidati o sono stati messi in posizioni non eleggibili.

In questi anni ci hanno sostenuto le forze di sinistra e di centrosinistra. Nel programma dell’Unione il riferimento ai diritti delle coppie di fatto, comprese quelle dello stesso sesso, c’è, insoddisfacente, ambiguo, ma c’è e di sicuro nella prossima legislatura la discussione nelle aule parlamentari sul Pacs o sulle Unioni Civili si farà se gli elettori daranno la preferenza, come noi auspichiamo, al centrosinistra. Non solo per il Pacs, ma anche per una legge contro le discriminazioni, per una politica seria ed efficace di lotta alle malattie a trasmissione sessuale e contro l’Aids, per un intervento culturale del Governo contro ogni razzismo e per una cultura della diversità e della tolleranza.

La condizione per tutto ciò è la sconfitta netta e radicale della destra italiana, la più omofoba dell’occidente.

Se il centrosinistra dovesse prevalere, come ci dicono tutti i sondaggi e come ci hanno detto tutte le elezioni vinte dal centrosinistra dal 2002 in poi, avremo tuttavia bisogno di non ripetere l’esperienza deludente del precedente governo e della precedente esperienza di centrosinistra, quella dal 1996 al 2001, e proprio per questo avremo bisogno di un movimento lgbt vivo e presente capace di una fortissima pressione sul Governo e sul Parlamento a partire dalla manifestazione del gay pride di Torino il 17 giugno prossimo, manifestazione che deve essere imponente e politicamente efficace. Avremo bisogno di una forte presenza e di una forte “visibilità” di ognuno di noi e soprattutto di ogni coppia lgbt.

Ma prima di tutto mandiamo a casa gli omofobi, un centrodestra che ha imbarcato i nazisti capitanati dalla nipote del dittatore Mussolini i quali hanno fatto una campagna vergognosa contro di noi e contro il movimento lgbt.

Domani e dopodomani devono essere veramente un altro giorno. Mettiamo nell’urna l’orgoglio omosessuale, non come fatto di parte, ma come contributo ad un paese più giusto, dove libertà e diversità siano finalmente di casa come nel resto dell’Europa civile.











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