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| Aosta. Il testo della mozione pro Pacs approvata dal Comune |
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| Si sollecita "il prossimo Parlamento italiano a discutere una legge sulle unioni civili che mantenga la sostanza del Pacs francese" |
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| Venerdì 24 Febbraio 2006 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Focus |
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MOZIONE DI INDIRIZZO
I sottoscritti consiglieri comunali con la presente mozione intendono aprire un confronto sui diritti civili, tema ampiamente dibattuto nei parlamenti e nelle assemblee elettive degli Stati europei, compreso il Parlamento italiano.
CONSIDERATO CHE
Il principio generale di non discriminazione ha un valore universale, riguarda ogni persona e, come tale, è affermato nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948;
Lo stesso principio è sancito dall’art.3 della Costituzione Italiana, ove si afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza ,di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
Il Parlamento europeo ha più volte sollecitato “gli Stati membri che non vi abbiano già provveduto ad adeguare le proprie legislazioni al fine di riconoscere legalmente la convivenza al di fuori del matrimonio indipendentemente dal sesso”; e questo rileva la necessità di compiere rapidi progressi nell’ambito del riconoscimento reciproco delle varie forme di convivenza legale a carattere non coniugale;
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, proclamata a Nizza nel dicembre del 2000, già recepita dal Parlamento italiano e inserita nel Trattato Costituzionale europeo di prossima approvazione, riconosce il diritto a tutti di costituire una famiglia e all’art. 9 distingue in modo chiaro il diritto di sposarsi da quello di costituire una famiglia e all’art. 21 introduce l’orientamento sessuale fra le cause di discriminazione da combattere;
Sedici paesi europei riconoscono oggi, sotto varie forme legislative, dignità e diritti alle coppie di fatto (Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia Svezia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Portogallo, Ungheria, Lussemburgo, Gran Bretagna, Svizzera, Spagna); e altri paesi si stanno apprestando a rispettare l’invito del Parlamento europeo (Croazia, Repubblica Ceca e Austria);
L’Italia è rimasta l’unica nazione europea a non offrire nessun riconoscimento legale alle coppie di fatto, facendo registrare a tutti gli effetti un vuoto normativo.
RIBADITO CHE
La Corte Costituzionale individua nella famiglia fondata sul matrimonio, (storicamente riconosciuta come legittima), “una dignità superiore, in ragione dei caratteri di stabilità e di certezza e della corrispettività dei diritti e dei doveri che nascono soltanto dal matrimonio”, e la stessa Corte, al contempo, riconosce anche la legittimità del Parlamento ad adottare soluzioni diversificate per la famiglia fondata sul matrimonio e per la famiglia di fatto, permettendo quindi l’adeguamento della legislazione italiana alle richieste dell’Unione europea;
Questo adeguamento non deve necessariamente giungere ad una equiparazione assoluta, sotto il profilo degli effetti, delle coppie di fatto al matrimonio, ma portare l’adozione di una formula ispirata al modello dei Pacs francesi (Patto Civile di Solidarietà), che dà un riconoscimento giuridico alle coppie more uxorio;
L’articolo 29 della Costituzione, nel riconoscere i “diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” non nega dignità a forme diverse di rapporti di coppia. E la stessa Corte Costituzionale attribuisce alla famiglia di fatto la natura di formazione sociale di cui all’articolo 2 della Costituzione, in quanto: “un consolidato rapporto, ancorchè di fatto, non appare, anche a sommaria indagine, costituzionalmente irrilevante, quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali e alle conseguenti intrinseche manifestazioni solidaristiche” (2-Corte Cost.18/11/1986, n.237);
Il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto non si pone in conflitto con l’art. 29 della Costituzione;
Il fenomeno delle coppie di fatto trova un sicuro fondamento costituzionale nell’art. 2 della Costituzione italiana, che ”riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”, e nel successivo art. 3, che afferma la pari dignità sociale e l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini;
L’art. 4 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, “Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente” recita “agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”;
La Commissione Giustizia della Camera, del Parlamento italiano, ha avviato la discussione in merito alle numerose proposte di legge relative al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, anche dello stesso sesso, (proposte sottoscritte da 220 parlamentari del centrosinistra e del centro destra);
La Commissione Giustizia è stata impegnata a definire la proposta di una legge che introduca il nuovo strumento del Pacs (Patto Civile di Solidarietà), un istituto diverso e distinto dal matrimonio che dà riconoscimento giuridico alle coppie di fatto che desiderino accedervi, consentendo loro di regolare i propri rapporti personali e patrimoniali in relazione alla loro vita in comune;
Il Consiglio Regionale il 27 maggio 1998 ha approvato la Legge regionale n.44 sulla Famiglia (Iniziative a favore della famiglia), riconoscendo all’Art. 1 (Principi e destinatari) comma 2 quanto segue: “La Regione, ai fini dell’applicazione della presente legge, riconosce, inoltre, come formazione sociale primaria e soggetto di fondamentale interesse pubblico la famiglia comunque formata, fondata su legami socialmente assunti di convivenza anagrafica, di solidarietà, di mutto aiuto, di responsabilità nella cura delle persone che la compongono e nell’educazione dei minori”;
Dall’ultimo censimento Istat risulta chiaramente l’emergere di forme alternative alla famiglia tradizionale, che non rappresenta più l’unico modello di riferimento per la convivenza familiare;
SPECIFICATO CHE
La proposta di legge n. 3296 recante titolo “Disciplina del patto civile di solidarietà e delle unioni di fatto”, intendeva offrire un’opportunità a tutti coloro che convivono stabilmente more uxorio e che desiderano regolamentare la loro condizione;
Il Pacs è un riconoscimento giuridico delle convivenze stabili e rappresenta per queste coppie di fatto la tutela di alcuni fondamentali diritti: l’assistenza in ospedale e accesso alle informazioni sanitarie che riguardano il partner; la scelta del regime patrimoniale (comunione legale, comunione convenzionale) e il riconoscimento della successione legittima (eredità); il diritto al lavoro (inserimento nelle graduatorie occupazionali o in categorie privilegiate di disoccupati o ancora in pubblici concorsi) e la disciplina fiscale e previdenziale (reversibilità della pensione).
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA
LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
A inviare la seguente mozione ai Presidenti di Camera e Senato e alle Commissioni parlamentari di competenza al fine di sollecitare il prossimo Parlamento italiano a discutere una legge sulle unioni civili che mantenga la sostanza del Pacs francese, dando così una concreta risposta ai ripetuti inviti dell’Unione Europea e alle nuove esigenze della società civile italiana;
A comunicare al futuro Deputato e al futuro Senatore della Valle d’Aosta l’orientamento del Consiglio Comunale di Aosta affinché se ne facciano portatori nelle sedi parlamentari;
E IMPEGNA
Il Consiglio, le sue Commissioni e la Giunta Comunale a monitorare con cura, nell’ambito delle rispettive competenze, i regolamenti e le delibere al fine di verificare l’assenza di discriminazioni rispetto ad ogni forma di convivenza e rispetto agli orientamenti sessuali delle cittadine e dei cittadini.
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