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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Le donne italiane vengono retrocesse dal discorso politico allo statuto di soggetti minori
Le donne italiane vengono retrocesse dal discorso politico allo statuto di soggetti minori
Le donne non sono soggetti sovrani ma oggetto di cura statale e curiale
Giovedì 01 Dicembre 2005
di Il Manifesto
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A che serve

IDA DOMINIJANNI

O sotto accusa o sotto tutela, grazie al centrodestra e al centrosinistra uniti nella rincorsa al cardinal Ruini le donne italiane vengono retrocesse dal discorso politico allo statuto di soggetti minori, deboli e potenzialmente criminali.

La realtà per fortuna è cosa diversa dal discorso, ma il discorso produce effetti di realtà e dunque questa retrocessione va presa sul serio, contrastata e rispedita ai mittenti e, ahinoi, alle mittenti. Quando nelle stesse ore alla camera la mano destra dà il primo via all'indagine sull'applicazione della 194 e la mano sinistra propone un assegno di sostegno alla gravidanza; e tutte e due, la mano destra e la mano sinistra, giurano di agire «per aiutare le donne», c'è una sola risposta possibile a tutte e due ed è «no, grazie».

L'indagine sulla 194, brillante idea del neoeletto segretario dell'Udc che altra via non aveva per accedere agli onori della cronaca, non servirà a sapere nulla che già non si sappia sull'applicazione della legge (peraltro già annualmente monitorata dal ministero della sanità), ma serve a rimettere le donne sul banco degli imputati, supportando istituzionalmente la campagna di criminalizzazione dell'aborto che imperversa su media potenti e meno potenti. L'assegno di sostegno alla gravidanza non servirà a estendere un diritto alle lavoratrici precarie (perché Livia Turco e Rosi Bindi non si stendono sul tavolo programmatico di Romano Prodi per imporgli l'impegno all'abrogazione della legge 30?), serve a consentire al ministro Storace di dare a entrambe, Livia Turco e Rosi Bindi, il benvenuto nel fronte della «prevenzione» dell'aborto.

Tutt'e due, indagine e assegno, servono a rafforzare il messaggio che da ogni parte risuona, che le donne non sono soggetti sovrani ma oggetto di cura statale e curiale. Siamo nelle loro mani, e in che mani.

Le stesse mani che in parlamento si rinviano da uno schieramento all'altro la palla delle quote rosa, ripetendo all'infinito una pantomima ipocrita e ineffettuale che non servirà a candidare più donne, serve a strumentalizzarle a fini di schermaglia politica e ad alimentare un'immagine di miseria femminile che ricade in primo luogo sulle parlamentari stesse, di destra e di sinistra parimenti. Le stesse mani che si rincorrono e si stringono per entrare nelle grazie non dei cattolici ma delle gerarchie vaticane, e prontamente rispondono agli ordini di Ruini quali che siano. Il cardinale ricorda che la vita è un dono di Dio di cui la donna è puro contenitore e veicolo, e il giorno dopo partono l'indagine sulla 194 e l'assegno per la gravidanza: mai si ricorda tanta solerzia nella politica italiana.



Il discorso della politica istituzionale sulle donne da molto tempo non dice e probabilmente non ha mai detto granché sulla realtà delle donne. Ma dice molto sulla realtà della politica istituzionale: de vobis, non de nobis fabula narratur. A sostegno dell'assegno di gravidanza Rosi Bindi ha sostenuto ieri che è un'anticipazione della prossima politica di governo del centrosinistra. Il buongiorno si vede dal mattino: se questo è il mattino, sarà buio a mezzogiorno.

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