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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Pedofilia. L'errore dei TG Rai, la vergogna della strumentalizzazione
Pedofilia. L'errore dei TG Rai, la vergogna della strumentalizzazione
Selva, la belva, tira in ballo il gay pride, ma dovrebbe spiegarci ilsilenzio suo e dei suoi colleghi sulla pedofilia nelle "famiglie certe con figli certi"
Venerdì 29 Settembre 2000
di Franco Grillini
in Focus

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In tutta franchezza crediamo che bene abbiano fatto i direttori dei TG Rai a rassegnare le dimissioni per non aver controllato prima ed impedito poi che i loro TG trasmettessero materiale pedo-pornografico che, se trovato in possesso di qualunque cittadino, implica diversi anni di galera. E bene farebbero a riconfermarle anche dopo il parere contrario dei CDA Rai per non fungere nei prossimi mesi da punching ball di una destra scatenata,clerico-fascista e moralista pronta a fare di ogni erba un fascio, a sfruttare politicamente la pedofilia, a utilizzare pregiudizi secolari contro le minoranze per fare della sessuofobia e del tradizionalismo familista un tema centrale della prossima campagna elettorale. Il capogruppo di AN Gustavo Selva non ha esitato a mettere nel calderone anche il gay pride e pare che nessuno finora, tranne il presidente dell'ARCIGAY Sergio LoGiudice, abbia protestato. L'operazione maramaldesca di Selva e compagnia è di chiaro stampo strumentale. La nostra "belva" sa bene che se c'è un gruppo umano non coinvolto nelle violenze sui minori questo è proprio quello omosessuale per la semplice ragione che gli omosessuali in genere non hanno figli e se li hanno li trattano come Dio comanda e comunque non gestiscono istituzioni educative. Perché, parliamoci chiaro, la pedofilia in genere, e quella violenta in particolare, si annida laddove vivono i bambini ovvero in famiglia e nelle istituzioni educative. Lo dicono le statistiche: nel 1998il 98% dei processi celebrati per violenze sui minori coinvolgevano genitori, parenti o persone vicine di casa. Il 70% degli abusi sessuali sui bambini vede come responsabili i parenti più stretti. Una realtà drammatica,che lascia tracce profonde nella psicologia del minore. Spesso chi fa violenza da adulto è la stessa persona che l'ha subita da piccolo. Ma di tutto ciò non c'è traccia nell'informazione pubblica a privata. Non c'è traccia nemmeno nella legislazione che si occupa solo di internet, di materiale pornografico e di traffici fuori dall'ambiente domestico dove avviene la maggior parte delle violenze. Come gay dobbiamo essere in prima linea nella denuncia della violenza sui minori che è anche, e forse il più delle volte, violenza sui minori omosessuali (non dimentichiamoci che una parte rilevante dei suicidi degli adolescenti sono causati proprio dalla violenza antigay che si respira in famiglia e nelle parrocchie). La pedofilia è il peggior nemico della libertà sessuale, perché coarta la volontà di chi ancora non è in grado di decidere e di esprimere il consenso.La pedofilia è il peggior nemico delle libertà sessuali, perché crea un clima di allarme sociale nel quale hanno buon gioco tutti coloro che vogliono far tornare indietro di secoli l'orologio della storia. Proprio per questo dobbiamo combattere con la massima determinazione i pregiudizi di ogni genere compresi quello che vede i sacerdoti cattolici molestatori incalliti("chi non è stato molestato da piccolo da un prete cattolico?") per far sì che la lotta alle violenze sessuali si possa svolgere con il concorso di tutti e che la legge colpisca la violenza in ogni luogo ove essa avviene(solo Di Pietro ha avuto il coraggio di proporre di togliere immediatamente la patria potestà ai familiari molestatori). Per questo, bene hanno fatto ARCIGAY e ARCILESBICA ad annunciare per i prossimi mesi una campagna nazionale contro la diffamazione, l' omofobia, il pregiudizio e bene farebbero a distribuire al grande pubblico dati e statistiche sulla violenza familiare, con buona pace di chi vorrebbe approfittare vergognosamente dell'allarme sociale per rilanciare il tradizionalismo familista responsabile, in realtà, di orrori e sofferenze. Un'ultima annotazione: se nelle scuole ci fosse l'informazione sessuale,alla quale si oppone il Vaticano da sempre, i bambini avrebbero finalmente la possibilità non solo di difendersi ma, soprattutto, di capire la molestia e di denunciarla. Vogliamo cominciare a parlare delle responsabilità di chi non vuole l'informazione sessuale nelle scuole?

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