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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
"Guerra e Pacs tra i delfini del Polo"
La materia del contendere è se le coppie omosessuali siano o meno composte da esseri umani
Giovedì 15 Settembre 2005
di l'Unità
in Focus

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di Lidia Ravera

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«Io ti chiedo: ma andare a rimorchio del leader del centro sinistra a chi giova, se non al centro sinistra? Hai acquistato visibilità ma hai perso la ragione di esistere e di farti votare. Soddisfatto?». La vibrante questione è rivolta a Gianfranco Fini, da Marcello Veneziani.

L'ho letta su Libero. Materia del contendere è, ancora una volta, se le coppie omosessuali siano da nascondere in un apposito letamaio dove possano dedicarsi alle loro ripugnanti pratiche senza accedere ai diritti di chi si accoppia correttamente (il pisellino e la patatina, graditi al Vaticano) oppure se siano da considerare esseri umani come gli altri, essendo la camera da letto un luogo privato, come gli altri titolari di doveri, e quindi pure di diritti.

Veneziani vede nella dichiarazione della coppia Fini-Prestigiacomo (eventualmente etero), già rea di aver disobbedito al Vaticano (che al centrodestra, quando può, dà una mano) a proposito del referendum contro la legge 40, una pura manovra politica: Casini starebbe prendendo troppa luce, poiché l'ombra minaccia il Cavaliere, Fini allora avrebbe tentato, difendendo i Pacs, semplicemente di accendere uno spot anche su se stesso. Sarebbe, insomma, tutta una battaglia fra delfini.

Se uno dei due è cattolicissimo (a parte il dettaglio del suo divorzio), l'altro deve essere almeno un po' liberale, così l'elettorato stanco dell'etica barzellettiera del Presidente del Consiglio può scegliere, fra il tabernacolo e lo "storico balcone", il cui inquilino non si era certo formato sul catechismo (ma ve lo ricordate quando Benito, ventenne, sfidò Monsignor Taglialatela, dimostrando, cronometro alla mano, che Dio non esiste, in un uragano di applausi?).

Io, a istinto, credo che Gianfranco Fini sia sinceramente scocciato dal proliferare delle scemenze veteroparrocchiali: in una società moderna si prende atto che ci si ama, ci si accoppia, si mette su casa insieme anche fra persone dello stesso sesso. E che questo non toglie niente a chi preferisce amarsi accoppiarsi e mettere su casa con persone di un sesso diverso dal proprio. E che "la famiglia", in una società decente, è tenuta insieme dall'amore, da nient'altro.

Perciò esistono famiglie omosessuali e famiglie eterosessuali. È una falsificazione vergognosa credere che "famiglia" è papà mamma bambino, mentre le coppie composte da due maschi o da due femmine sono vizio, malattia, marginalità, diversità, solitudine. E vanno abbandonate al loro destino. Se fra i votanti di centrodestra ci sono persone aperte e intelligenti, e sono certa che ci sono, voteranno Gianfranco Fini. Così come i votanti di centrosinistra sceglieranno Prodi anche perché, benché ex democristiano, non ha intenzione di offrire alcun sacrificio rituale dell'intelligenza sua e nostra, all'esigente B16. Chi invece si è stufato di tutte le declamazioni e dichiarazioni, di tutti i calcoli e le compromissioni, di tutti i primi piani e le vanterie elettorali, darà la sua preferenza ai "senza volto". L'ho letto su Il manifesto: «Alle ore 12 alcuni uomini e donne con un passamontagna color arcobaleno si sono presentati in vari punti di ogni città scelta per la presentazione del candidato dei disobbedienti e hanno presentato il programma per le primarie del centro sinistra» (la ripetizione del verbo "presentare" è responsabilità di B.V. firmatario dell'articolo, non mia).

È successo «da Milano ad Ancona, da Roma a Napoli, da Trento a Cosenza». Si sono presentati in monopattino perché un Tir non possono permetterselo. Il loro programma è: ritiro delle truppe dall'Iraq, chiusura dei CPT e abolizione della Bossi-Fini, misure antiproibizioniste per le droghe leggere, lotta alla precarietà. Un bel programma. Ed è bello anche annullare ogni personalismo nascondendosi dietro un simbolo grande e accogliente, come quello della pace e usarlo perché a parlare siano le idee. Giovedì sapremo il nome del candidato, perché non si può partecipare alle primarie in gruppo. La scelta è obbligata, e perciò ininfluente. Chi è stufo del teatrino della politica, con le care vecchie maschere, tutte ormai un tantino usurate, potrà scegliere il "prestanome" dei "senzavolto". Sarà un modo di far eleggere Prodi, segnalando, contemporaneamente, la propria stanchezza per il vecchio carrozzone. A questo servono le primarie, a dire: stiamo con Prodi, però vorremmo... un po' di questo, un po' meno di quello eccetera eccetera, un po' di attenzione là dove non ce n'è... fossi in lui, sarei contento.

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