 |
| 1° Giornata mondiale sull'AIDS. Poca informazione, scarsa attenzione, si è abbassato il livello di guardia. Rilanciare la battaglia per la prevenzione. |
 |
|
 |
| Mercoledì 01 Dicembre 1999 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
|
 |
|
Dal 1982, anno della prima diagnosi di AIDS in Italia, al 30 Giugno 1999, sono stati notificati al COA (Centro Operativo Aids del Ministero della Sanità) 44.516 casi cumulativi di AIDS2. Di questi, 34.746 (78,1%) erano di sesso maschile, 674 (1,5%) in età pediatrica (<13 anni ), e 1.999 (4,5%) erano stranieri. L'età mediana alla diagnosi, calcolata per gli adulti, risultava essere di 33 anni per i maschi (range: 13 anni - 85 anni), e di 31 anni (range: 13 anni - 80 anni ) per le femmine.
La distribuzione dei casi adulti per anno di diagnosi e categoria di esposizione evidenzia come il 64,2% del totale dei casi sia attribuibile alle pratiche associate all'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa (tossicodipendenti + tossicodipendenti/omosessuali). La distribuzione nel tempo mostra un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale (omosessuale ed eterosessuale) ed una corrispondente diminuzione dei casi attribuibili alle altre modalità di trasmissione. Gli omosessuali colpiti sono 6840 pari al 19,9% della popolazione maschile con AIDS; se si aggiungono gli omosessuali tossicodipendenti ci si avvicina ad un quarto dei maschi colpiti da AIDS. Il dato è quindi estremamanete preoccupante e non consente nessun abbassamento della guardia. Qualcuno si è illuso che con i nuovi farmaci il problema fosse quasi risolto, ma le cose non stanno affatto così. Anche tra gli omosessuali sono tornati i comportamenti a rischio, il preservativo è usato sempre meno perchè all'AIDS in qualche modo ci si è "abituati". Occorre quindi rilanciare la battaglia per la prevenzione con iniziative anche di lotta radicale visto che la posta in gioco è la vita delle persone e la salute di tutti. Questo articolo ha ricevuto 299 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|