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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Pedofilia. Un dossier dell'agenzia cattolica Fides
Pedofilia. Un dossier dell'agenzia cattolica Fides
Un terzo dei pedofili è omosessuale. L'equazione omosessualità = pedofilia non regge.
Domenica 14 Agosto 2005
di La redazione di Gaynews
in Focus

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PEDOFILIA: GLI 'ORCHI' SU INTERNET, 'ADESCATO' 13% MINORI CHE CHATTANO =

DOSSIER FIDES, BABY INTERNAUTI POCO SORVEGLIATI DA GENITORI
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Il 13% dei minori che navigano su internet ha avuto un ''contatto in chat con un adulto che intraprende discorsi su pratiche sessuali'', in pratica ha subito un tentativo di adescamento, probabilmente da parte di un pedofilo. Il dato e' contenuto nel dossier ''Occhi di orchi su internet'', realizzato dall'Agenzia Fides (Agenzia della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli), ed e' tratto da ''Child Internet Risk Perception'', una ricerca sulla percezione del rischio da parte dei minori utenti di Internet, realizzata dall'Icaa (International Crime Analysis Association), che rivela i dati e la linea attraverso cui agisce il pedofilo in Rete. L'indagine e' stata condotta su 5 mila bambini tra gli 8 e i 13 anni e su 500 insegnanti e genitori in 7 regioni italiane (Torino, Genova, Terni, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo) .

Secondo la ricerca, il 23% dei ragazzini tra gli 8 e i 13 anni utilizza abitualmente le chat line (il 94% dei baby-internauti naviga su siti web e solo il 26% lo fa sotto il controllo di uno dei genitori). Di quanti chattano, il 13% ha dunque avuto un incontro online con un adulto, presumibilmente un pedofilo, su tematiche sessuali. Esperienza che nel 70% dei casi nasconde ai genitori.

''Tale situazione -sottolinea la ricerca- costituisce di fatto il fattore di maggior rischio perche' il pedofilo puo' agire incontrastato nel suo tentativo di molestia e adescamento''. Le ragioni di tale omerta'? Non soltanto la scarsa confidenza e quindi la vergogna a parlarne (per il 16,6% degli intervistati), ma anche perche', per un ragazzino su quattro (25%), ''in fondo non c'e' niente di male'', mentre il 16,6% era incuriosito di sapere dove sarebbe arrivato e l'8,3% aveva promesso di mantenere un segreto; infine, secondo il 33,5% dei ragazzini intervistati, i genitori ''non avrebbero capito''.

In ogni caso, la reazione di quanti si sono imbattuti in un contatto online con il pedofilo e' neutrale per il 61,5%, che ha dichiarato di non aver provato ''nulla di particolare'', risposta che non evoca, sottolinea la ricerca, ne' situazioni di particolare attrattiva, ma nemmeno di allarme e di conseguente richiesta di aiuto; il 15,3% ha invece provato curiosita', il 7,6% attrazione e il 15,6% rabbia.

Nel Dossier Fides viene proposta poi una sintesi dei dati sulla pedofilia online nel mondo, elaborata dall'associazione Meter, che riassume l'impressionante dilagare del fenomeno: vi sono 552 organizzazioni e associazioni di ''rivendicazione dei diritti dei pedofili'' (tra cui 12 italiane). Dal 1995 al 2003 sono aumentate vertiginosamente ,del 200%.

Sono 5.680 i soggetti che quotidianamente scrivono sui Forum e BBS specializzate per elaborare una ''strategia planetaria di accettazione dei pedofili e del consenso del bambino'' (il dato analizzato e' tra giugno e agosto 2003). Esistono tre associazioni religiose per ''rielaborare una teologia del pedofilo'' e 5 associazioni di donne pedofile ''per manifestare universalmente l'amore alle bambine senza vergogna e con delicatezza''

Sempre secondo l'associazione Meter sono state individuate oltre 500 Agepedo (sigla per agenzie di pedofili) che offrono consulenza e sostegno giuridico e psicologico ai pedofili.

Esiste una radio online per la pedofilia libera. Sono tre i database online di studi e ricerche per l'accettazione della condizione dei pedofili e del loro orientamento sessuale e l'esplicitazione dello stesso. In rete vi sono cinque siti cartoons di produzione e divulgazioni per pedofili. Due sono le riviste pedofile internazionali.

Ben cinque libri scritti da organizzazioni 'pedofile' sono scaricabili online. Due sono i siti specializzati per la produzione e la vendita di magliette, gadget, banner a favore della pedofila.

Esiste un'agenzia di stampa per la pedofilia. Vi sono tre celebrazioni annuali per l'orgoglio pedofilo e la ''giornata del boylove day''.

Cinque i portali 'madre' per la raccolta nuovi adepti. 62 le sigle di individuazione (vezzi e acronimi) individuate su internet. Infine vi sono cinque Chat e Webring.



PEDOFILIA: PROLIFERANO SITI INTERNET, MILIONI DI CONTATTI OGNI GIORNO =

DOSSIER FIDES, PER OGNUNO CHE VIENE CHIUSO SE NE APRONO ALTRI DUE
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Sono almeno 272.000 i siti pedopornografici scoperti e denunciati da organizzazioni non governative (Meter, Innocence en danger, Save the Children, Ecpat Le Blocier e altre) e dal costante monitoraggio delle forze di Polizia internazionale (Interpol, Fbi e sezioni di Polizia Telematica dei diversi paesi). Il dato, inedito, tratto dalle interrogazioni alla Commissione Europea e dal Seminario Internazionale della Polizia Svizzera tenutosi a Lugano nel settembre del 2003, e' contenuto nell'ampio dossier realizzato dall'Agenzia Fides sulla pedofilia in rete e fornisce un'indicazione della diffusione del fenomeno.

''La rete mondiale di Internet ha chiaramente allargato la piaga della pedofilia e ne ha anche cambiato le caratteristiche -sottolinea Fides- perche' in alcuni casi chi compie abusi sui bambini non e' un pedofilo nel senso classico, ma uno sfruttatore senza scrupoli, un procacciatore di merce. Premesso che i bambini coinvolti sono di tutte le eta', dai 2 ai 15-16 anni, e che sono milioni in ogni parte del mondo, i numeri apparentemente bassi dei siti che poi diffondono la pedofilia online, dipendono prima di tutto dal fatto che, per entrare nelle statistiche, devono essere scoperti, individuati, denunciati e chiusi dalla polizia. Ogni giorno se ne scoprono di nuovi e ad ogni sito che viene chiuso si calcola che almeno un altro o altri due vengono aperti.''

''Ad ognuno di questi siti si collegano in realta' migliaia di persone come dimostra l'ultima stima fatta da Le Bouclier secondo la quale agli oltre 200 mila siti pedopornografici individuati e chiusi si collegavano 3-4 milioni di persone. L'ampiezza del fenomeno, quindi, e' notevole e non si arresta con la chiusura dei siti: nel caso migliore, infatti -avverte Fides- vengono perseguiti gli organizzatori della rete di pedofilia online, mentre gli utenti restano liberi e continuano ad alimentare il mercato''.

In Italia, ''dal 2002 al primo semestre 2004 sono stati 15.070 i siti pedopornografici denunciati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni dall'Associazione Meter di don Fortunato Di Noto -ricorda Fides- Solo nel primo semestre 2004 sono stati 91 i riferimenti italiani (gli italiani, o parole italiane o linguaggio italiano monitorati nelle chat e nelle BBS, giornali di bordo online) e in Italia (i siti pedopornografici allocati in server italiani) che sono stati formalmente denunciati all'autorita' giudiziaria e debitamente oscurati dalla Procura distrettuale di Catania''.

Sul complesso dei siti denunciati nel mondo il 52% si trova in America del Nord, Stati Uniti e Canada. L'Europa arriva subito dopo l'America del Nord. Molti siti appartentemente russi sono in realta' installati su provider negli Stati Uniti ma si conferma comunque la tendenza di un aumento dei siti principalmente sul territorio russo, ma anche in altri paesi europei. Lo sviluppo di Internet in Europa lascia prevedere un sensibile aumento dei siti pedofili nei prossimi anni.

I siti installati nei paesi asiatici sono proporzionalmente in calo costante dopo il 1996, quando si nota una riduzione dei siti con i documenti pedo-pornografici e una quasi parita' d'offerta di documenti ''soft''. In America Latina il numero dei siti recensiti non e' significativo anche se si stima che quelli realmente operanti siano il doppio di quelli individuati. In Africa e Medio Oriente pochi i siti, per effetto della poverta' di infrastrutture tecniche, tuttavia i siti identificati sono realmente e fisicamente nei paesi di queste due aree geografiche. Forte e' il timore che lo sviluppo di Internet sara' accompagnato anche qui da una crescita del numero dei siti, favorita per l'Africa in particolare dalla corruzione oltre che dall'assenza di leggi e di mezzi tecnici di controllo.

Nel complesso si registra una crescita costante, allarmante e senza ostacolo, con un aumento di oltre il 46% del numero dei siti, l'allarme lanciato da piu' parti dalle organizzazioni di tutto il mondo viene confermato in modo drammatico e si unisce alle osservazioni del National Criminal Intelligence Service inglese che annuncia una crescita ancora piu' elevata pari al 64%

Dall'analisi del contenuto dei siti pedo-pornografici denunciati nel 2003 dall'Associazione Meter, emergono i dati del coinvolgimento di bambine nello sfruttamento sessuale e della loro tratta di esseri umani come merce. Il campione visionato dagli esperti dell'e'quipe di Meter e' rappresentato da 6.682 foto con bambini sia di sesso femminile che maschile: si tratta di 6.682 soggetti coinvolti nel mercato della produzione pedo-pornografica. In dettaglio il 78% (4.430,4) e' composto da bambine. L'eta' e' compresa in media tra i 3 anni e i 11 anni, non di rado si e' verificato la presenza di neonati di sesso femminile (10 foto) di eta' compresa, verosimilmente tra i 2 mesi e un anno di eta'.

La ricerca ha individuato anche la provenienza territoriale, attraverso l'analisi somatica, delle bambine sfruttate sessualmente: il 65% e' occidentale, prevalentemente dei paesi dell'Est; il 15%, dato nuovo che segna una svolta per lo sfruttamento sessuale, e' composto da bambine provenienti dai paesi arabi; il 7% da adolescenti provenienti dai Paesi Africani.

Sono tre le tipologie principali dei siti che vertono sugli abusi su bambini: vi sono infatti siti gestiti dalle mafie e 'commerciali', siti 'militanti' e siti 'privati'. Si assiste a una autentica esplosione dei siti commerciali (156.793 nel 2002) spesso gestiti dalla mafia tradizionale, a volte vicina ai centri politici, secondo il centro antipedofilia ''Le Bouclier'', con foto e video che mostrano stupri di bambini che i navigatori della rete possono acquistare. Molte tra le piccole vittime hanno tra i 4 e i 6 anni.

Altri 'responsabili' di siti pedofili sono delle 'nebulose filosofiche e settarie' (7.925 siti), cui fanno riferimento siti dove non si trovano documenti pornografici ma testi, messaggi, testimonianze e ogni genere di dichiarazione. La maggior parte di questi siti sono frequentati da individui che sono gia' stati condannati per atti di pedocriminalita', alcuni vivono con minori. Non mancano i teorici ne' gli adepti. Qualunque sia la lingua, il principio e' lo stesso con delle piccole varianti: ''la sessualita' del pedofilo e quella del bambino sono identiche, soltanto la societa' e i genitori impediscono lo sviluppo dell'uno e dell'altro''. Il numero di questi siti inferiore rispetto a quelli gestiti dalla criminalita' non deve ingannare: ci sono centinaia di migliaia di pedofili che vi si collegano.

Vi e' poi la la massa dei privati per i quali, secondo la logica ''non visto, non preso'' davanti allo schermo del proprio computer, tutto e' permesso. Ed e' esattamente quello che succede in un numero sempre crescente di casi in cui sono dei privati a creare ''pagine Internet personali'' o club che offrono collegamenti, possibilita' di chattare o di inserire annunci gratuti.

Di questo tipo di siti privati ne sono stati identificati, per ora, 8.939. Ma questa cifra non riflette la reale ampiezza del fenomeno che e' senz'altro superiore.



PEDOFILIA: SU INTERNET ANCHE LA PEDO-PORNOGRAFIA VIRTUALE =

DOSSIER FIDES, CON IL 'MORPHING' VENGONO RITOCCATE IMMAGINI NORMALI
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Le nuove tecnologie hanno cambiato la natura della pornografia, rendendo piu' facile produrla e piu' difficile punirla, e trovano applicazione anche nello specifico della pedo-pornografia. ''Usando il software grafico digitale, e' possibile unire due immagini in una, o distorcere o crearne una completamente nuova: un processo denominato 'morphing': vale a dire che le immagini vengono ritoccate. Immagini non pornografiche di bambini reali possono essere fatte apparire come pornografia, cosi' da creare immagini pornografiche di 'bambini virtuali''', spiega l'Agenzia Fides nel suo dossier dedicato alla pedofilia su Internet.

''Questa pseudo-pornografia solleva un insieme nuovo di domande e di questioni -sottolinea Fides- Quanti anni ha quel bambino virtuale? Si puo' parlare di crimine senza una vittima reale? Quale e' il luogo criminale: dove l'immagine e' prodotta, dove l'immagine e' ospitata, o dove l'immagine e' vista? Molte leggi di pornografia si occupano, purtroppo, soltanto dei bambini reali e degli eventi che sono accaduti realmente. I difensori, quindi, possono sostenere che un immagine ritoccata non e' reale e percio' non e' illegale''.

Piu' in generale, in materia di pornografia, Fides ricorda che ''le macchine fotografiche digitali ed i videoregistratori hanno reso la produzione piu' facile e meno costosa. Inoltre c'e' anche un minore rischio di essere scoperti perche' con i nuovi mezzi non servono persone estranee che sviluppino le immagini come invece accade con la fotografia convenzionale. E' anche migliorata la riproduzione: le immagini digitalizzate infatti non invecchiano e non perdono la loro qualita' se vengono copiate''.

''Con Internet poi, la distribuzione delle immagini pornografiche e' diventata piu' facile, meno costosa e piu' veloce. E mentre internet va oltre le frontiere nazionali e le leggi, la scoperta e l'azione giudiziaria diventano sempre piu' difficili'', sottolinea Fides. Che lancia poi l'allarme sull'ultima fontiera tecnologica della pronografia, i cellulari e i palmari di ultima generazione , media che permettono nuovi guadagni: ''Si parla di 1,5 miliardi di dollari per il 2005 soltanto in Europa occidentale''

trend ''e' stato confermato durante l'Adult Online Europe Forum, una conferenza internazionale svoltasi ad Amsterdam nel 2004 e interamente dedicata proprio ai modi di generare profitti attraverso la vendita di contenuti pornografici via telefonino. Alcuni leader delle telefonia propongono gia' da tempo una sezione con foto di ragazze o modelle seminude. Alcune compagnie telefoniche, hanno creato da poco una figura dirigenziale ad hoc, il 'capo dei servizi per adulti'. Per i grandi operatori di telefonia mobile, il mondo del porno potrebbe rappresentare una enorme possibilita' di business e apre un nuovo fronte di pericolo per la diffusione della pornografia e della stessa pedofilia''.



PEDOFILIA: LA STRATEGIA DELLA UE PER COMBATTERLA =

DOSSIER FIDES, RECLUSIONE FINO A 10 ANNI - IMPUTABILI ANCHE PERSONE GIURIDICHE
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Da uno a tre anni di reclusione, fino a un massimo di cinque e dieci anni: sono le pene previste in una Decisione del Consiglio Ue (n. 68/2004) per la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile. Lo ricorda l'Agenzia Fides nel suo dossier sulla pedofilia. Secondo il Consiglio non soltanto i privati, ma anche le persone giuridiche dovranno rispondere dei reati legati allo sfruttamento sessuale dei minori di 18 anni e alla pornografia infantile, due fattispecie generali che spesso coincidono e si diffondono anche attraverso la rete Internet e la pratica del turismo sessuale.

Le sanzioni si applicheranno non soltanto a coloro che in vario modo costringono, inducono, traggono vantaggio o utilizzano i minori a scopo di prostituzione, ma anche a quanti vendono, cedono, pubblicano, acquistano o possiedono materiali a carattere pedopornografico. I reati compiuti a mezzo Internet saranno perseguiti indipendentemente dalla dislocazione territoriale dei sistemi informatici che li consentono.

L'orientamento programmatico del Consiglio dell'Unione europea e' quello di contrastare questi reati con tutti gli strumenti legislativi gia' adottati nella lotta contro il crimine organizzato (sequestro dei beni, mandato di cattura europeo, cooperazione giudiziaria, monitoraggio di Internet, ecc.) e di fissare delle disposizioni minime di riferimento.

Tra queste vi sono anche l'interdizione dalle attivita' professionali legate alla cura dell'infanzia, il divieto di esercizio commerciale, e la perseguibilita' dei reati commessi anche solo parzialmente nella giurisdizione territoriale di uno Stato membro, indipendentemente dalla denuncia della persona oggetto di reato.

Gli Stati membri dovranno recepire le nuove indicazioni nei propri ordinamenti giuridici entro il 20 gennaio 2006, anche attraverso l'autonoma adozione di misure penali contro le condotte di istigazione, favoreggiamento, complicita' e tentativo. Viene infine ribadita la necessita' di adoperare tutte le misure gia' previste per la tutela delle vittime, l'appropriata condotta processuale e le forme di assistenza a favore delle loro famiglie.

La Commissione Europea, punta anche sull'informazione ritenendo che la pratica della pedofilia nei paesi terzi sia causata da problemi patologici individuali, ma anche da un diffuso atteggiamento di disprezzo piu' o meno conscio verso le persone dei paesi piu' poveri. ''I pregiudizi negativi che descrivono tali societa' come caricature dove tutto e' permesso a chi ha soldi, cosa peraltro realistica in piu' di un caso, finiscono per legittimare azioni che nessuna persona normale si azzarderebbe mai a giustificare nel proprio paese'', sottolinea Fides.

''In questo senso e' rivoluzionaria la legislazione che l'Italia ha approvato per perseguire al rientro in patria coloro che commettono reati di pedofilia all'estero. Con la promulgazione della legge 269/98 -spiega Fides- se c'e' una denuncia per pedofilia contro un cittadino italiano all'estero, indipendentemente dall'esito dell'iter giudiziario locale, questo dovra' fare i conti con la giustizia italiana al rientro. Purtroppo il limite di questa legge e' la flagranza di reato''.

Di difficile interpretazione sono poi i dati emersi dalla prima inchiesta sul turismo sessuale a danno dei bambini condotta dall'Unione Europea. ''Stupisce -afferma Fides- il livello di informazione medio degli europei rispetto al grande riserbo, o forse pudore, che si ha verso questo argomento. Il 94% del campione di cittadini della Ue (ancora a quindici) intervistato considera moralmente inaccettabile il turismo sessuale, e il 63% ritiene che si possa evitare. Per quanto riguarda le cause dell'offerta, il 72% la collega alla poverta' dei paesi del Sud del mondo, seguita dall'esistenza di reti criminali''.

Sulle soluzioni il campione si spacca, il 38% tende alla repressione mentre il 36% alla prevenzione, infine, ben il 54% del campione dichiara di essere disponibile a cambiare luogo di vacanze se scoprisse che si pratica la prostituzione infantile.

Finora sono state avviate campagne di sensibilizzazione nel Nord Europa, soprattutto sugli aerei che viaggiano in Asia e in Brasile e sono stati finanziati diversi programmi di cooperazione destinati ad aiutare bambini strappati alle reti criminali della prostituzione.

Sono state costruite ad esempio case-alloggio per accogliere i piccoli strappati alla malavita a Calcutta (India), Bogota' (Colombia), Olinda (Brasile) e Nairobi (Kenya), ''ma -sottolinea Fides- si e' ancora molto lontani dal raggiungimento di risultati concreti''.



PEDOFILIA: TRATTA MINORI NELLE MANI DELLE MAFIE INTERNAZIONALI =

DOSSIER FIDES, OBBLIGATI A PROSTITUIRSI FRUTTANO 5 MLD DI DOLLARI L'ANNO
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Passa per le mani delle grandi mafie internazionali la tratta dei minori destinati a un vero e proprio mercato della prostituzione indirizzato ai pedofili, della pedo-pornografia. A raccontare i passaggi di questi percorsi dell'orrore e' l'Agenzia Fides in un dossier dedicato appunto al dramma della pedofilia. ''Le organizzazioni criminali, come le Triadi cinesi, la Yakuza giapponese, la mafia europea centro-orientale, rapiscono i bambini dai campi profughi in Asia, Africa, dalle strade delle grandi metropoli ovunque nei cinque continenti, ai villaggi piu' poveri dispersi sulle montagne''. Cinque miliardi di dollari, tanto fattura questo tipo d'industria dello sfruttamento sessuale dei minori, secondo le stime dell'Onu.

''Grazie ai contatti di cui dispongono, si procurano con facilita' documenti falsi e fanno arrivare la merce a destinazione.

Dove? In un paese occidentale, in cui i bambini sono risucchiati nei circuiti criminali paralleli, prostituzione, spaccio di droga, furto, accattonaggio, lavoro nero, e schiavizzati. In genere, l'anello del network che strozza la vita di centinaia di minori, e' proprio quello dei traffici pedofili. Uomini molto ricchi sono pronti a pagare profumatamente pur di possedere un bambino, alimentando in tale modo uno smisurato giro d'affari. Sempre di piu', comunque, chi abusa e' anche gente appartenente al ceto medio''.

''Diversamente dalle droghe o dalle armi, i bambini, come le donne, possono essere venduti parecchie volte, sono prodotti di un commercio sopranazionale che genera miliardi di dollari e che opera con buone possibilita' d'impunita''', sottolinea Fides.

In Asia, le rotte del traffico sono dalla Thailandia e dalle Filippine verso l'Europa occidentale, passando dalla Russia, dalla Polonia e dall'ex Cecoslovacchia, o verso gli Usa, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. Ma giovani donne e ragazze sono vendute dalla Thailandia anche in Africa meridionale, via Singapore, mentre i bambini da molte nazioni africane sono venduti in Asia Sud-Orientale, passando per l'Africa meridionale.

I bambini sono venduti anche dalla Cina in Thailandia, e dalla Corea e dal Vietnam in Cina. Ci sono rapporti non confermati di giovani filippini venduti in luoghi insospettabili come Africa, Papua, Nuova Guinea e Guatemala. In questo caso, l'ultima destinazione e' probabilmente il Canada o gli Usa.

Esiste il traffico di bambini anche dal Paraguay al Brasile e viceversa. Complici in questo caso gli scarsi, e quanto mai superficiali, controlli dell'immigrazione alla frontiera Paraguay-Brasile. Le autorita', infatti, non chiedono le carte di accompagnamento per i bambini che sono da soli o per gli adulti che viaggiano con bambini piccoli.

Spesso le ragazzine sono reclutate con false promesse lavorative o con l'inganno del matrimonio. Come accade a giovani donne che dalla Romania e dalla Moldavia vengono portate fino in Asia con la promessa di lavori onesti, mentre in realta' vengono costrette a lavorare come prostitute.

Un rapporto del 2003 redatto dalla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite evidenzia come l'Africa meridionale sia diventata un mercato fertile dal quale comprare bambini da avviare alla prostituzione nell'Africa stessa ma anche in Europa e Asia. Bambini dall'Angola, Mozambico, Senegal, Kenya, Etiopia e Uganda sono costantemente rapiti e venduti, per essere prostituiti sulle strade di Johannesburg e Cape Town.

Le bande criminali coinvolte nella tratta di minori in Africa non sono esclusivamente africane (di Angola, Congo e Nigeria per lo piu'), ma anche bulgare, russe, cinesi e tailandesi.

I gruppi di ufficiali dell'Onu incaricati di investigare, hanno rilevato fame diffusa, poverta' e forme di apartheid, tutti elementi che contribuiscono al proliferare di tali attivita' criminali. Le stesse disperate condizioni di vita spingono spesso i parenti delle vittime a venderle al mercato del sesso, per poter sopravvivere.

Sempre in Africa altri bambini, orfani di genitori malati di Aids, si prostituiscono per le strade nel tentativo di racimolare soldi per mangiare. Sono circa 600 mila i bambini che hanno perso i genitori per l'Aids.

In Europa le rotte che coinvolgono i minori nel traffico internazionale sono dall'America Latina all'Europa e dal Sud-Est asiatico al Nord Europa. Vi e' inoltre la formazione di un mercato interno europeo, caratterizzato da movimenti Est-Ovest. Da alcune fonti sembrerebbe che non meno di 15mila minorenni russe siano rinchiuse in case chiuse, di loro il 5% avrebbe meno di 5 anni.

Le rotte del traffico variano secondo le circostanze o i fattori locali di offerta e di domanda. Non basta piu' dire che le vittime sono portate dai paesi poveri a quelli piu' ricchi. In molti casi infatti la direzione o il flusso puo' sembrare illogico. Per i trafficanti inoltre e' vantaggioso tenere comunque le loro vittime in un ambiente straniero in cui non soltanto sono vulnerabili perche' sono entrate in modo illegale, ma anche perche' sono in difficolta' poiche' non conoscono la legge, la cultura e la lingua del paese.

bambini possono essere spostati o all'interno di un Paese oppure oltre le frontiere nazionali per il mercato internazionale. Il traffico dei bambini all'interno del Paese, meno diffuso di quello oltre frontiera, avviene dalle campagne alle aree urbane o anche verso zone turistiche o abitate da soggetti che per lavoro vivono lontani da casa, come campi petroliferi, cantieri, porti o basi militari.

Il traffico oltre frontiera puo' coinvolgere tre paesi: il paese d'origine (cioe' da dove i bambini sono presi illegalmente), il paese di destinazione (quello che riceve i bambini) e il paese di transito (non la destinazione finale, ma piuttosto un punto di entrata in un altro paese o altra regione).

Alcuni paesi possono rientrare in tutte e tre le categorie: Il Guatemala, per esempio, puo' essere considerato un paese d'origine, poiche' bambini guatemaltechi sono portati nel vicino Messico o negli Stati Uniti, ma e' anche un paese di destinazione per alcuni bambini che vengono da El Salvador, Honduras e Nicaragua. Ed e' un paese di transito per i piccoli che vengono dai paesi vicini del centro America diretti verso gli Usa.

Secondo i rapporti dell'Onu, anche il processo di rimpatrio puo' traumatizzare un bambino che e' stato portato oltre frontiera e ''salvato''. Questo perche' i bambini vengono spesso trattati come dei criminali, sono considerati colpevoli di avere violato la legge in quei paesi che criminalizzano chi pratica la prostituzione e sono considerati colpevoli anche di avere violato le leggi sull'immigrazione perche' sono entrati in un paese illegalmente.

Inoltre possono essere soggetti a prigione o a riabilitazione prima di essere mandati di nuovo al loro paese d'origine. C'e' anche la possibilita' che una volta ritornati a casa vengano puniti di nuovo perche', secondo le leggi e le politiche dei loro paesi, sono emigrati illegalmente.

''E' necessario applicare piu' umanamente le leggi e le politiche di immigrazione nel caso dei bambini vittime del traffico pedofilo, cosi' come sono necessari accordi per una cooperazione internazionale'', raccomanda Fides, sottolineando che ''qui si chiude la catena, ma chissa' quanti altri tasselli questo squallido mercato nasconde. Se moltissimi minori, di differenti nazionalita', sono portati da Est a Ovest e nelle rotte interne, significa che c'e' una complicita' che va ben oltre a quella dei genitori ridotti alla miseria o dei pedofili assetati di nuova 'merce'''.

''Significa che ci sono molte persone che credono che un bambino possa essere ceduto e sfruttato e si organizzano perche' questo avvenga -accusa Fides- Il business della pedofilia e' un mercato mondiale sommerso e, per molti versi sconosciuto, dove i soldi ordinano, decidono e giustificano orrori inimmaginabili''.

La tratta dei minori trova il suo principale alimento nel turismo sessuale, considerato il massimo fattore responsabile del fatto che oltre tre milioni di bambini vengano costretti a prostituirsi. Di questi, 500 mila vivono in Brasile e il resto soprattutto nell'Asia meridionale e orientale.

Il giro d'affari di questo mercato che si aggira attorno ai cinque miliardi di dollari e' alimentato da clienti provengono dai paesi piu' ricchi della Terra, un girone infernale cresciuto a dismisura a partire dagli anni '70, con la crescita economica dei paesi industrializzati, l'abbassamento dei costi dei biglietti aerei e le mille offerte dei tour operator.

Oggi in poche ore i turisti del sesso possono raggiungere il Brasile, la Thailandia o le Filippine, dove la miseria spinge migliaia di famiglie, spesso anche tratte in inganno, a cedere i propri figli agli intermediari delle case chiuse.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i bambini provengono da localita' remote dell'interno di questi paesi. Qui sono stati comprati ai loro genitori per cifre irrisorie da intermediari che, di solito, dichiarano di volere il bambino per impiegarlo in citta' come personale domestico. Per la famiglia e' una bocca in meno da sfamare e un piccolo capitale inaspettato; per il bambino il quasi sicuro approdo, in pochi giorni, in una casa chiusa.

Come negli altri rapporti economici Nord-Sud, quanto piu' povero e' il paese di origine, tanto piu' alto e' il beneficio ottenuto con l'esportazione del bambino. Nelle zone piu' remote di confine tra Thailandia, Birmania e Cambogia, si e' sviluppata una economia criminale che si basa sui traffici di droga e di bambini destinati a rifornire le case chiuse frequentate dal turismo internazionale.

Ma ovviamente il fenomeno della prostituzione infantile non riguarda soltanto i ricchi turisti occidentali: In Brasile, Venezuela e Colombia, esistono bande specializzate nell'acquisto o sequestro di bambine per rifornire le case chiuse dei centri minerari in Amazzonia.

Sui paesi arabi non si hanno notizie certe, ma e' noto il traffico di bambini razziati in Sudan ed esportati come schiavi.

Anche i mille conflitti dell'Africa offrono il pretesto per il sequestro di bambini che diventano prima schiavi sessuali dei vari eserciti, e poi, se sopravvissuti, si trasformano in baby-soldati. L'Interpol sta seguendo da anni questo spaventoso fenomeno e ha tracciato una mappa che mette in risalto i paesi di origine dei pedofili, le destinazioni privilegiate, la criminalita' organizzata e l'uso dei moderni mezzi telematici, come la rete Internet, che agevolano il collegamento tra l'offerta e la domanda.

Qualunque sia la loro provenienza e il luogo in cui vengono sfruttati, i minori vittime dell'industria del sesso vengono vessati ben al di la' dell'orrore: nelle case chiuse di Pattaya o di Manila, l'assistente sociale belga France Botte (autrice de ''La notte dei coccodrilli''), ha intervistato baby-prostitute di 8-10 anni con i corpi martoriati dalle bruciature di sigarette o addirittura con piccole mutilazioni sessuali.

In Brasile, il giro della prostituzione infantile si nutre dei ''ninos de rua'', i bambini di strada che a migliaia si aggirano senza fissa dimora nelle metropoli del paese. Qui e' facile trovare bambine di otto anni che si prostituiscono sotto il controllo di protettrici dodicenni. Questi bambini, che spesso non risultano nemmeno all'anagrafe, vivono una breve vita d'inferno presto consumata da malattia e violenze, e la loro scomparsa non viene nemmeno registrata.

Molto spesso l'unica via di fuga per questi piccoli sono la droga dei poveri, la colla da calzolaio, e il crack.

Da rilevamenti fatti a campione in Thailandia, circa il 50% delle baby-prostitute sono state contagiate dal virus HIV ed e' prassi comune che quando cominciano a farsi notare i primi sintomi della malattia vengono eliminate senza lasciare traccia.

A Fortaleza e a di Rio de Janiero le bambine vengono rapite, vendute e portate nei garimpos: i giacimenti diamantiferi dell'Amazzonia. Queste ragazzine sono costrette a vivere in case chiuse nel cuore della foresta amazzonica, completamente isolate e con poche possibilita' di uscirne libere o vive, la loro eta' va dai 10 ai 20 anni e sono sottomesse giorno e notte ai disperati che lavorano nei giacimenti.



PEDOFILIA: TURISMO SESSUALE CREA COMPORTAMENTI CRIMINALI =

DOSSIER FIDES, IN GERMANIA 50MILA ACQUIRENTI DI PEDO-PORNOGRAFIA LO PRATICANO
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Il turismo sessuale e' di fatto un crimine contro le popolazioni delle localita' oggetto di questa pratica e crea un comportamento criminale dei singoli che lo praticano che viene poi 'importato' nei loro paesi d'origine. ''Esiste un nesso, e' stato rilevato dagli esperti internazionali, tra la diffusione del turismo sessuale nel Sud del mondo e i casi di pedofilia criminale registrati in Europa -scrive l'Agenzia Fides nel suo dossier sulla pedofilia- chi in un posto lontano da casa sa di avere diritto di vita o di morte su un bambino, importa a casa propria un meccanismo psicologico difficile da controllare''.

''Secondo dati del Governo federale tedesco, in Germania sono circa 50mila le persone che consumano regolarmente pornografia infantile e che si recano all'estero in localita' dove l'offerta di questo tipo di perversione viene soddisfatta senza grossi rischi'', riporta Fides.

Esistono comunque delle differenze fra il 'profilo' del pedofilo e quello di chi pratica il turismo sessuale: nel primo l'eta' e' in genere oltre i 25 anni e gli episodi sono ricorrenti. Nel 40% dei casi i pedofili che raccontano le loro esperienze su internet hanno subito abusi in eta' infantile e arrivano a questo tipo di scelta sessuale ''con molta sofferenza -dice il presidente di Ecpat Italia, Marco Scarpati- mentre il cliente di turismo sessuale non ha coscienza di compiere qualcosa di illecito e pensa di controllare la situazione, quindi e' piu' pericoloso del pedofilo''.

Sul web, clienti di turismo sessuale e pedofili sono maschi nel 97% dei casi, un terzo e' composto da omosessuali; il materiale sequestrato dalla polizia e' a contenuto gay nel 45% dei casi. Fra chi utilizza internet per acquisire materiale pedo-pornografico l'eta' scende fino ai 18 anni.Nei reati legati alla pedofilia la recidiva e' altissima (75%), mentre negli altri reati contro la persona in genere non supera il 30%. Nei contatti attraverso la rete, in particolare nelle chat, il cliente ''e' alla ricerca dei suoi pari -nota il presidente di Ecpat Italia- Internet aiuta la creazione della comunita', il sentirsi normali all'interno di un gruppo perche' si coltivano tendenze condivise''.



PEDOFILIA: POVERTA' E GUERRE FACILITANO LA TRATTA DEI MINORI =

DOSSIER FIDES, 80% VITTIME DELL'INDUSTRIA DEL SESSO MOLESTATO GIA' IN FAMIGLIA
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - La tratta e lo sfruttamento sessuale dei bambini sono 'facilitati' da una serie di fattori che contribuiscono a renderli vittime di trafficanti e sfruttatori. Nel suo dossier sulla pedofilia Fides analizza tutti gli elementi che 'indeboliscono' i minori a partire dalla poverta' delle loro famiglie per arrivare a particolari abitudini socio-culturali, come il matrimonio precoce o temporaneo.

La poverta' puo' essere un catalizzatore principale, ma non puo' spiegare adeguatamente lo sfruttamento sessuale commerciale dei bambini. Lo sfruttamento sessuale dei bambini avviene sia in paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Si ritiene che quasi l'80% dei bambini sfruttati nell'industria commerciale del sesso soffrano di abuso psicologico o fisico presso le loro famiglie e molti di piu' hanno sofferto di una qualche forma di aggressione sessuale da un membro o da un amico della famiglia.

I bambini spesso sono separati dai loro genitori nel caos delle guerre, della fuga e dello sradicamento dai loro luoghi di origine; altri diventano orfani. I bambini soli sono particolarmente vulnerabili sia al rischio di abuso che di sfruttamento sessuale.

L'intensificarsi dei conflitti armati nel mondo ha fatto crescere il numero dei bambini che sono facile preda degli sfruttatori. La scomparsa di molti bambini e' stata segnalata nei campi profughi in Kosovo, cosi' come in Africa.

Molti bambini sono stati prelevati dalle situazioni di conflitto per lavorare nelle case chiuse di Myanmar (Birmania) in Thailandia. In Colombia esistono rapporti su ragazze di dodici anni obbligate ad avere rapporti sessuali con uomini di forze paramilitari.

Una realta' a parte quella dei paesi sviluppati o comunque non poverissimi dove, scrive Fides, ''i giovani sono spinti alla prostituzione non soltanto perche' cercano di fuggire dalla poverta', ma anche perche', pur facendo parte della classe media, pretendono un reddito piu' alto. Entrano nel commercio del sesso perche' sono confusi dalla prospettiva di guadagnare molto di piu' e piu' rapidamente.'' I minori ''sono attratti dalla pressione dei coetanei o dal potere della pubblicita' che impone prodotti di marca costosi. In alcune isole delle Fiji, per esempio, ci sono casi di bambini che si prostituiscono intorno al Natale per guadagnare soldi per i regali''

Un peso forte sul destino dei bambini lo ha la drammatica diffusione dell'Aids in alcune aree del mondo: Secondo dati Unicef del 2000, 10,4 milioni di bambini africani con meno di 15 anni hanno perso le loro madri o entrambi i genitori per l'Aids. Per l'associazione Terre des Hommes, presto l'Asia superera' l'Africa in termini di numeri assoluti di persone infettate. Sono proprio i bambini orfani, carichi di responsabilita' per accudire i fratelli minori, che sono piu' vulnerabili allo sfruttamento sessuale.

La vita di strada e' un fattore di alto rischio: In molte citta' dell'America centrale o meridionale si possono trovare bambini nelle strade che si prostituiscono per sopravvivere e i loro guadagni, paragonati a quelli di altre forme di prostituzione, sono molto piu' bassi. A Ciudad Juarez, una citta' di frontiera nel Messico, i bambini di strada, di solito i ragazzi hanno tra i 12 e i 17 anni, lavorano occasionalmente nel commercio del sesso per vivere o per pagarsi la droga.

Situazioni simili si possono trovare in Europa orientale. In Bielorussia, per esempio, i bambini che si sono allontanati da casa, sono presi alle stazioni ferroviaria e venduti nelle case chiuse locali. In Romania si stima che il 5% dei bambini senza casa siano vittime di sfruttamento sessuale commerciale.

In uno studio recentemente commissionato dall'Ecpat sulla prostituzione infantile nella Thailandia del Nord, bambini ''hilltribe'' sono stati identificati come uno dei gruppi maggiormente a rischio di entrare nel commercio del sesso. Questo e' dovuto soprattutto al fatto che e' loro negata la cittadinanza thailandese e cio' limita il loro accesso alla scuola e a un giusto lavoro.

In uno studio condotto nel 2000 dal Ministero delle donne, del benessere della famiglia e dello sviluppo del bambino nelle isole Mauritius sullo sfruttamento sessuale dei bambini, e' stato notato che la maggior parte dei bambini coinvolti nella prostituzione proveniva dalle zone abitate principalmente dalla minoranza creola.

Un rapporto di Save the Children Canada, stilato alla fine del 2000, ha mostrato che, mentre la gioventu' aborigena e' soltanto il 3-5% della popolazione totale, rappresenta invece la maggior parte - fino al 90% - di quanti lavorano nell'industria del sesso.

Vi sono anche fattori socio-culturali che mettono a rischio la condizione dei minori, dalle pratiche di matrimoni infantili precoci, forzati o temporanei, ad altre tradizioni e costumi che rendono i bambini vulnerabili allo sfruttamento sessuale: In alcuni paesi, ad esempio le figlie di prostitute diventano prostitute esse stesse. Questo puo' accadere attraverso strutture sociali come il sistema delle caste in Asia meridionale ma anche senza formalita' sociali, come in Guatemala, dove le figlie delle prostitute seguono il modo di vivere delle loro madri in piu' del 70 per cento dei casi.

In alcuni paesi poi lo sfruttamento sessuale dei bambini e' sottilmente travestito come pratica religiosa: In Ghana, come in quasi tutta l'Africa, bambine solitamente al di sotto dei 10 anni, venivano e ancora oggi vengono date ai capi tribu' per espiare presunte offese commesse da un membro della famiglia di origine. In questa pratica tradizionale, conosciuta come ''Trokosi'', una ragazza diventa di proprieta' del capo. Il Parlamento del Ghana ha criminalizzato questa usanza nel 1998 tuttavia, e' stato calcolato, ci sono ancora 4.500 bambine vittime di queste pratiche.



PEDOFILIA: ECCO LE ASSOCIAZIONI CHE LA COMBATTONO =

DOSSIER FIDES, DALL'UNICEF AD ARCHE' - I SITI PER CERCARE BAMBINI SCOMPARSI
Roma, 14 ago. - (Adnkronos) - Sono numerose le istituzioni, le associazioni e le fondazioni, italiane, straniere ed internazionali, che si battono quotidianamento in difesa dei bambini e contro la pedofilia in generale e le pedo-pornografia in particolare. Nel suo dossier sulla pedofilia l'Agenzia Fides ne fornisce un elenco esauriente, completo di indirizzi internet. A queste si aggiungono i siti internet che combattono direttamente sul terreno della 'rete' la pedofilia, offerndosi come strumento per contribuire al ritrovamento di babini scomparsi, possibili vittime di pedofili.

Unicef (www.unicef.org - www.unicef.it). L'agenzia delle Nazioni Unite e' senza dubbio l'associazione internazionale piu' importante nel campo dell'aiuto all'infanzia. Nata nel 1946, su mandato dell'Assemblea dell'Onu, l'Unicef e' presente oggi in 161 Paesi. Il suo lavoro consiste nella progettazione e nella realizzazione di programmi di educazione e di assistenza sanitaria per oltre due miliardi di bambini. In situazioni di emergenza (guerre o disastri naturali) l'Unicef interviene con spedizioni di soccorso e invio di materiali. Riceve contributi volontari sia da privati che da governi.

''Le Bouclier'' (www.bouclier.org). Associazione internazionale per la lotta contro la pedofilia, in particolare contro la pedo-criminalita' in Internet.

''Innocence in danger'' (www.innocenceindanger). Associazione internazionale per la protezione dei bambini. Contro i crimini sessuali e la pedofilia in Internet.

''Child Rights Information Network'' (www.crin.org). Si occupa della raccolta e scambio di informazioni sui diritti dei bambini, costituito dalle organizzazioni piu' importanti che operano nel settore della difesa minorile.

Ecpat (www.ecpat.it www. - ecpat.org). La ''Ending Child Prostitution, Pornography and Trafficking'' e' una rete internazionale di organizzazioni che lavorano per eliminare la prostituzione e la pornografia infantili e il traffico di minori a scopo sessuale. Ecpat e' presente in 50 Paesi. In Italia e' nata nel 1994 ed e' stata promotrice della legge 269/98 contro il turismo sessuale.

''Save the Children'' (www.savechildren.org).

L'organizzazione non governativa ''Save the Children'' ha sede in Gran Bretagna ed e' il piu' grande movimento internazionale indipendente per la difesa e la tutela dei diritti dei bambini. Presente in cento Paesi, opera attraverso una rete di trenta associazioni autonome guidata da un ufficio di coordinamento internazionale. Il lavoro e' rivolto soprattutto a quei Paesi in cui i diritti dei bambini sono piu' frequentemente calpestati. In Kosovo ha allestito centri di accoglienza per i bambini rifugiati, a Cuba promuove tra i giovani la prevenzione all'Aids. In tutto il mondo combatte il lavoro minorile e lo sfruttamento sessuale.

Meter (www.associazionemeter.it). Fondata da don Fortunato di Noto, Meter raccoglie l'esperienza di diverse persone che da diversi anni a questa parte si sono sempre impegnati contro la pedofila e lo sfruttamento sessuale dei bambini promuovendone diritti e favorendone la tutela. L'associazione che nasce in una parrocchia (Madonna del Carmine), ad Avola in Sicilia, su stimolo e indicazioni soprattutto dagli stessi bambini e dalle loro famiglie rinnova in profondita' lo stile e il metodo di lavoro nella lotta contro la pedofilia e la pedopornografia e la tutela dell'infanzia. L'innovazione e' frutto di una visione piu' ampia dei diritti dell'infanzia e della loro tutela e, soprattutto, della convinzione che non basta la repressione, demandata alle sole forze di polizia, per stroncare il turpe commercio.

Ciclope (www.governo.it). Ciclope e' il Comitato interministeriale di coordinamento per la lotta alla pedofilia, nato nel 2002 e che fa capo al ministro Stefania Prestigiacomo, che funge da raccordo operativo tra tutte le istituzioni governative che, a vario titolo e con diverse competenze, si occupano del fenomeno.

Cyberpatrol (www.cyberpatrol.com). Sito dell'omonimo software di protezione per la navigazione dei minori. Installato nel computer interdice siti pericolosi alla consultazione dei ragazzi.

Aibi (www.aibi.it). Dedicato alle adozioni a distanza, un mezzo per dare sostentamento ai bambini in difficolta'. E' il sito dell'Associazione amici dei bambini, un'organizzazione umanitaria internazionale per la tutela dei diritti dei bambini che offre contatti internazionali per poter diventare genitori di un bimbo straniero.

Manitese (www.manitese.it). Si occupa di denunciare lo sfruttamento minorile nell'ambiente lavorativo.

Rappresenta l'Organismo non governativo di Cooperazione allo Sviluppo.

Realizza progetti di solidarieta' nel sud del mondo e si occupa della difesa dei minori dal lavoro minorile. Offre un'ampia visione dei luoghi dove sono messi in atto gli abusi in questo campo.

Telefono Arcobaleno (www.telefonoarcobaleno.com). Fondata nel 1996, e' una associazione Onlus che si prefigge lo scopo di contribuire attivamente alla difesa e alla tutela dei diritti inviolabili dei bambini combattendo ogni forma d'abuso e di sfruttamento. Le attivita' dell'associazione sono: monitoraggio sull'intera rete Internet contro la pedofilia, monitoraggio e denuncia di giochi e programmi dannosi per i minori, studi sociali sul fenomeno della pedofilia, osservatorio sul fenomeno della magia, osservatorio sulle pubblicita' ingannevoli.

Tdhitaly (www.tdhitaly.org). Terre de Hommes Italia si rivolge a chi vuole saperne di piu' sull'infanzia in difficolta', senza discriminazioni di ordine politico, razziale o religioso.

Telefono Azzurro (www.azzurro.it). E' dedicato alle denunce di violenze fisiche e psicologiche che possono essere fatte ai minori il sito ufficiale di Telefono Azzurro. Informazione ben strutturata e immediata. Anche per chi volesse seguire corsi di formazione non mancano notizie al riguardo. Fondata nel 1987, l'associazione si pone l'obiettivo di costruire una societa' civile che rispetti i diritti dei bambini. Non riceve finanziamenti pubblici e accetta soltanto contributi volontari.

Il cuore dell'attivita' di Telefono Azzurro e' il centro nazionale d'ascolto telefonico. Tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24, una linea telefonica e' a disposizione di tutti i bambini (fino a 14 anni) che vogliano denunciare maltrattamenti e abusi. Collaborano con l'associazione il ministero dell'Interno e 59 Prefetture italiane.

Negli ultimi anni Telefono Azzurro si e' concentrato soprattutto nella lotta alla pedofilia.

Amici dei Bambini (www.distancesupport.org).

L'associazione ''Amici dei Bambini'' (Ai.Bi.), nato nel gennaio 1986 su iniziativa di alcuni genitori adottivi, lavora per inserire bambini orfani nelle famiglie adottive. Negli ultimi anni ha conosciuto un'espansione molto rapida, grazie soprattutto alla promozione capillare dei diritti dei minori. Segue le coppie che vogliono adottare un bimbo fornendo consulenze legali e gestendo le procedure di adozione internazionale. Da qualche anno ha avviato anche progetti di cooperazione in Europa, America Latina ed estremo Oriente. Ai.Bi.

finanzia i propri progetti con il sostegno a distanza.

Arche' (www.arche.it). Molto particolare il lavoro di Arche', associazione non profit nata nel 1989 a Milano. E' stata la prima ad occuparsi di bambini sieropositivi. Oggi presta assistenza quotidiana ad oltre cento minori con Aids conclamato o affetti da virus Hiv.

Internet contro Internet. Direttamente in rete operano poi siti che possono aiutare nella ricerca di bambini scomparsi. www.bambiniscomparsi.it e' il sito attivato il 15 marzo 2000 grazie alla collaborazione del ministero dell'Interno e della polizia di Stato, allestito con l'International center of missing and exploited children che negli Stati Uniti ha permesso in tre anni un incremento dal 66 al 93 per cento dei ritrovamenti.

www.missingkids.co.uk e' stato ativato Scotland Yard, si tratta di un sito gemello di quello italiano che opera in Gran Bretagna con le stesse procedure.

www.catolicos.org e www.fredi.org sono siti internazionali nei quali si possono inserire richieste di aiuto corredate di notizie e fotografie dei minori scomparsi e ricevere segnalazioni dai navigatori interessati.



PEDOFILIA: DONNE PEDOFILE IN AUMENTO, GLI INDIZI SU INTERNET =

DOSSIER FIDES, IN RETE LA 'CONGREGHE FEMMINILI PEDOFILE'
Roma 14 ago. - (Adnkronos) - Aumentano le donne pedofile o almeno aumenta la loro visibilita'. Un chiaro indizio in questo senso e' riportato nell'ampio dossier realizzato dall'Agenzia Fides sulla pedofilia. ''Nel vasto scenario di Internet sono in aumento quelle che vengono definite 'congreghe femminili pedofile', passate da 2 nel 2003 a 5 gia' all'inizio del 2004. Si tratta -spiega Fides- di associazioni pseudo-culturali di donne pedofile che rivendicano il diritto di vivere, desiderare e cercare relazioni affettive e sessuali con bambini. Un nuovo orientamento sessuale che vede le donne coinvolte, e che identifica il pedofilo non piu' solo con il sesso maschile''.

''Non di rado -dice don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione Meter- ci siamo imbattuti in foto (2% circa) raffiguranti espliciti atteggiamenti sessuali tra minori e una donna adulta''. Nell'immaginario collettivo il termine 'pedofilia' viene associato al sesso maschile, sottolinea la sociologa e criminologa, Nicoletta Bressan, socia dell'associazione Meter, secondo la quale, la pedofilia ''e'' considerata come la maggioranza delle parafilie, una patologia rara nel sesso femminile'', ma, ''contrariamente a quanto si pensa, complice la mancanza di informazione, la parafilia colpisce anche le donne, contraddicendo il tradizionale giudizio clinico che ha sempre sostenuto la rarita' delle perversioni nelle donne''.

''E' difficile tracciare un quadro completo e ben delineato del fenomeno pedofilia femminile. Essa, come quella maschile, si cela all'interno delle mura domestiche -afferma la sociologa- tra segreti, sentimenti di amore-odio e rapporti pericolosi. Ma esattamente come succede per i pedofili maschi, le donne pedofile evadano dalla comune realta' ricercando altrove gli oggetti dei loro spasmodici e incomprensibili desideri: i ninos de rua, i bambini di strada''.

''Come di consueto, quindi, per chi pratica la pedofilia, i soldi diventano lo strumento che compra il silenzio e l'accondiscendenza dei piccoli. In questo senso, tra uomini e donne, pedofili, non vi e' alcuna differenza.'' Conclude Bressan. Il dossier dell'Agenzia Fides sottolinea poi che ''una nuova e grave emergenza da fronteggiare e' quella della pedofilia culturale: su Internet si stanno diffondendo siti che descrivono la pedofilia come un'azione positiva, come manifestazione di amore verso i bambini''.

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