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| Per il Consiglio d’Europa quella contro i gay è “una delle forme più odiose di discriminazione” |
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| La raccomandazione approvata giovedì dall’Assemblea parlamentare e osteggiata dalla destra italiana è stata passata sotto silenzio dai media italiani. Un modo per confermare che l’Italia è, in questo campo, uno dei paesi più incivili dell’Europa occidentale. |
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| Domenica 01 Ottobre 2000 |
| di Gay.it |
| in Focus |
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È stupefacente quanto scarso sia stato il rilievo dato dai media italiani all’approvazione, lo scorso giovedì (lo stesso giorno della visita del Presidente Ciampi), di una raccomandazione sui diritti degli omosessuali da parte dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, l’istituzione europea che si occupa di diritti umani e che, dopo la fine del comunismo, comprende ben 41 Stati membri (ne abbiamo già pubblicato il testo inglese e francese, e fra qualche giorno ne presenteremo anche la traduzione italiana). Molti importanti giornali nazionali non l’hanno neppure citata. Eppure il voto, già previsto per lo scorso giugno, era stato rinviato su richiesta di parlamentari italiani della Lega e del Polo, e per di più l’approvazione è avvenuta con la maggioranza del 77%, quindi tutt’altro che con il sostegno del solo centrosinistra europeo, come gli schieramenti esistenti in questa materia in Italia avrebbero potuto far supporre ai disinformati. La raccomandazione ribadisce l’orientamento ormai consolidato delle istituzioni europee – ma, si potrebbe più esplicitamente ormai dire della cultura giuridica europea e della stessa civiltà liberale in Occidente – secondo cui discriminare sulla base dell’orientamento sessuale degli individui non è ammissibile. Ma lo fa con termini estremamente decisi, che sottraggono la materia al campo delle questioni opinabili, e ne rivelano la natura di scelta di civiltà: Quella basata sull’orientamento sessuale è, secondo il Consiglio d’Europa, “una delle forme più odiose di discriminazione”. Una delle più odiose, rispetto alle altre, a quelle da tutti universalmente condannate, almeno a parole, cioè rispetto a quelle basate sulla razza, la religione, la lingua, l’etnia, il sesso, l’handicap, ecc. Certo, la notizia di agenzia è arrivata tardi, giovedì sera. Ma qualche quotidiano, come il Resto del Carlino, ne ha parlato ampiamente, dandole il rilievo che meritava. I grandi mezzi di informazione, invece, hanno preferito illustrare le pretestuose campagne razziste di Bossi contro gli omosessuali e l’assordante silenzio o le dichiarazioni compiacenti di alcuni dei suoi alleati. Si può “uscire dall’Europa” non solo per incapacità di rispettarne i criteri di virtuosità economica e finanziaria, ma anche per l’incapacità di rispettarne i valori fondanti di libertà e di uguaglianza formale dei cittadini. I dibattiti in corso in queste settimane in Italia (come a luglio quelli sull’eventualità di proibire il Gay Pride), se confrontati con le discussioni europee, confermano la posizione del nostro paese come uno dei più incivili d’Europa, almeno in questo campo. Questo articolo ha ricevuto 141 visite.
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