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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Voglio una vita omosessuale
Voglio una vita omosessuale
Da “Il Venerdì” del 10 dicembre ‘99. Rubrica di Natalia Aspesi “Questioni di cuore”
Sabato 11 Dicembre 1999
di Franco Grillini
in Focus

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Da “Il Venerdì” del 10 dicembre ‘99. Rubrica di Natalia Aspesi “Questioni di cuore”



Voglio una vita omosessuale



Sono un giovane professionista (ho 28 anni e un aspetto decisamente gradevole) piuttosto affermato, con davanti un avvenire senza troppe nubi e che non ha mai avuto, grazie anche alla sua famiglia alcuna difficoltà economica. Ho scoperto la mia omosessualità (o forse dovrei dire che non ho più potuto nasconderla a me stesso) circa due anni fa, senza problemi, con un rapporto molto bello e molto intenso che purtroppo si è deteriorato e poi interrotto per mancanza di coraggio da parte dell'altro, che continua a proclamare la sua eterosessualità trattandomi come una specie di corruttore. Dopo nulla, se non la solita giostra di sesso usa e getta a base di emozioni brutali e niente sentimenti. Solitudine, un po' di malinconia, un senso di squallore rientrando a casa la notte dopo un incontro veloce. Credevo di essere un gay nella norma finchè (lo segnalava anche Barbara Palombelli nella sua rubrica di lettere) ho acquistato il libro﷓inchiesta 'Pornocuore' di Reim e Veneziani, sui “sogni e desideri segreti dei giovani omosessuali" e sono rimasto sconvolto. Possibile che l'ornosessualità, tranne rare eccezioni, sia inevitabilmente così violenta, così estrema, così disperata? Mi si è riversata addosso un'angoscia da non dire: mi sento come se appartenessi a una razza a parte, predestinato a priori all'isolamento e all'infelicità. Non credo certamente che gli "altri" siano dei santi ma è come se questa "diversità” esasperasse a tutti i costi le cose, rendendo praticamente impossibile un rapporto di coppia basato si sul sesso, ma anche sui sentimenti sulla complicità, sulla voglia di costruire insieme qualcosa. Mi accorgo di non riuscire a spiegare sino in fondo il mio disagio e mi piacerebbe entrare in contatto con i due autori. Purtroppo abito in un piccolo centro vicino a Roma dove sono piuttosto conosciuto, e perciò non posso rendere pubblico il mio indirizzo.

Lettera non firmata



Per entrare in contatto con i due autori, che io non conosco, può scrivere loro presso la casa editrice che inoltrerà la lettera. Purtroppo il libro non l'ho ancora letto, quindi non ne posso discutere. Immagino che sia sincero, come sono sincere, mi auguro, le lettere che ricevo, scritte da omosessuali infelici e sereni, promiscui e accasati, violenti e dolcissimi. Certamente quello che so della realtà omosessuale è molto poco, l'ho appreso da romanzi, spesso molto belli, da riviste come Babilonia o l'americana "Advocate", da omosessuali per cui provo amicizia e stima. Mi rendo conto che io conosco solo la facciata della vita gay, e non la parte nascosta, le ferite dell'esserlo, quel senso di isolamento, infelicità ed esclusione di cui un mio amico a cui voglio molto bene mi ha parlato: raccontandomi di cosa voglia dire, da bambino, desiderare qualcosa che non puoi avere, perché tutti, la famiglia, la Chiesa, la scuola, gli amici, quel desiderio condannano o ridicolizzano. Potrei dirle, per esperienza anche personale, che non è necessario essere gay per essere in certi periodi della propria vita, infelici, feriti profondamente, insicuri, gravati da un senso di diversità e solitudine. Tutti attraversiamo queste nebbie dolorose, da cui poi si esce, per caso, perché maturiamo, perché troviamo un equilibrio, perché scopriamo nuovi affetti e nuove emozioni. Però immagino che anche lei conosca persone che vivono un rapporto omosessuale sereno e costruttivo, che formano coppie legate da affetto, stima, complicità, comprensione. Ho degli amici che vivono insieme felicemente da trent'anni. Certo, come nelle coppie etero, lungo la strada l'incanto sessuale si è perduto, o lo si è trovato altrove. Insomma nessuno può avere tutto, ma non si inoltri nella vita col timore che le verrà negato quello che lei vorrebbe, anche se non le sarà facile ottenerlo. Come a tutti.

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