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| Grillini sulla Sacra Rota: Il pluralismo famigliare un bene per la società |
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| “Distorsione” è solo l’ultimo degli aggettivi, e nemmeno il più pesante, che la gerarchia vaticana scaglia contro le coppie gay e la loro sacrosanta battaglia per i diritti di chi convive. |
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| Sabato 29 Gennaio 2005 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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“Distorsione” è solo l’ultimo degli aggettivi, e nemmeno il più pesante, che la gerarchia vaticana scaglia contro le coppie gay e la loro sacrosanta battaglia per i diritti di chi convive. In realtà non esiste nessuna distorsione perché l’allargamento dei diritti e l’inclusione nel riconoscimento giuridico di tutte le nuove famiglie non solo non rappresenta una minaccia per il matrimonio tradizionale ma, come è successo in quasi tutti i paesi che hanno varato leggi di questi topo (vale a dire quasi tutte le nazioni europee), i matrimoni tradizionali sono addirittura aumentati.
La gerarchia vaticana continua a lanciare strali contro gli omosessuali e le coppie gay vaticinando presunti pericoli regolarmente smentiti dalla realtà dei fatti.
La verità è che ormai l’Italia costituisce una eccezione nel panorama delle democrazie occidentali per l’assenza clamorosa di leggi che riconoscano il pluralismo delle forme familiari, quelle gay comprese. La famiglia in se non è in crisi. Siamo, invece, in presenza di una sua profonda trasformazione legata al desiderio di ognuno di realizzare rapporti significativi di amore e di vita. Un tempo ci si sposava per dovere, oggi si cerca di “scegliere” liberamente un/una partner con cui costruire un progetto di vita in comune il più felice possibile. La decisione sulla natura delle relazioni tra le persone spetta alle persone stesse e non certo alla Sacra Rota o alle intromissioni della gerarchia vaticana nella vita privata degli individui.
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