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| Il Piccolo di Trieste dedica la sua prima pagina alla questione gay e polemizza con AN |
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| Nell'editoriale di Fucillo si afferma che "non è solo politicamente scorretto confinare l’omosessualità nella scatola dell’anormalità:è sciocco.Scientificamente, socialmente, quantitativamente stupido |
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| Sabato 15 Gennaio 2005 |
| di Il Piccolo |
| in Focus |
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SABATO, 15 GENNAIO 2005
Pagina 1 - Prima Pagina
Forse bisognerebbe evitare di leggere i giornali di partito non appena si occupano di altro che non sia, appunto, il partito. Almeno non prenderli sul serio. E non tanto perché stampino spesso e volentieri sciocchezze, accade ovunque, quanto perché, con un po’ di ingenuità e più consistente malizia, li si può confondere e spacciare come pulpiti morali e cattedre di vita. Stavolta è toccato al «Secolo», quotidiano di An, mettersi le dita nel naso e trovarsi immortalato nel gesto. Si sono infilati nel vicolo cieco della «normalità» o «anormalità» sessuale. Si sono incartati, hanno inciampato in se stessi, si sono autoinflitti una brutta figura. Infatti, non è solo politicamente scorretto confinare l’omosessualità nella scatola dell’anormalità: è sciocco. Scientificamente, socialmente, quantitativamente stupido. Con sprezzo del ridicolo poi il «Secolo» va all’assalto dell’attore-interprete del padre di un gay: «Così legittima l’anormalità».
Forse vuol dire che Alleanza nazionale e, in genere, la destra la pensano così? Per prima cosa vuol dire che in un giornale di partito scrive chi capita, talvolta, anzi spesso, in preda a ebbrezza da identità. Comunque, se «in vino veritas», non è dunque la conferma, sia pure alticcia, che la destra è omofoba e sessuofoba? Non proprio: la destra, in tema di sesso, è soprattutto doppia morale.
Famiglia unita e indissolubile, ma «un’amica» oppure un amante aiuta. Sesso nei Sacramenti, ma ovviamente anche fuori.
Omosessualità da fare a pezzi nei discorsi «tra uomini» ma non più da perseguire, purchè «non si facciano vedere». E ansia di normalità, angoscia di efficienza, bisogno di una «patente» da esibire. Tanto è ipocrita la destra (si fa ma non si dice), quanto esibizionista è la sinistra. Talvolta, a leggere i suoi giornali di partito, si ha la netta percezione che l’eterosessualità sia giudicata una condizione «minore» di esistenza.
Ovviamente la destra non è piena di bastonatori di gay e la sinistra non è così gay come sembrano raccontarsi. L’Italia, di destra e di sinistra, pensa oggi che l’omosessualità è fatica di vivere, non vergogna morale. A guardar bene, di «anormale» c’è che politici di prima e ultima fila si sentano in diritto e in dovere di occuparsene e che qualcuno si occupi poi di quel che hanno detto e scritto come ne avessero titolo.
Mino Fuccillo
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