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| Evviva la destra artistica, abbasso i guitti di sinistra! |
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| Artisti orgogliosamente di destra che difendono la “normalità” omosessuale. Il Secolo d’Italia, per questa ragione li attacca, cui seguono repliche forti e importanti |
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| Venerdì 14 Gennaio 2005 |
| di Aurelio Mancuso |
| in Focus |
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In tutto il dibattito, che si è sviluppato intorno alla fiction “Mio figlio”, andata in onda sulla rete ammiraglia della Rai in prima serata, è utile rilevare come non si levi nemmeno una voce artistica di sinistra. Il rumoroso silenzio degli intellettuali e dei tanti artisti più o meno impegnati e democratici (come si diceva una volta), è sintomo di un atteggiamento per noi non nuovo. A Lando Buzzanca e Lino Banfi non possiamo che dire: bravi!!! E confortarli ricordando loro che in Europa sono molti i leader politici, partiti, artisti ecc. conservatori che portano avanti le loro posizioni. Purtroppo viviamo in un Paese dove sui temi dei diritti civili e individuali la destra politica è becera (a parte alcune eccezioni) e la sinistra ipocrita e codarda. Da questo ne discende anche un panorama culturale sconfortante, quasi del tutto disinteressato rispetto ai temi dell’oggi, pauroso di non urtare la sensibilità di oltre tevere, che anzi è visto come un posto molto importante da raggiungere per un’ospitata piazza del colonnato, oppure nella gran sala dei ricevimenti per dare sfogo alla propria ugola o alla propria prosa, intervallate da doverose genuflessioni.
E’ tutto uno sgomitare per non sprofondare nel dimenticatoio, luogo oggi affollato da tante stelle e stelline e, quindi vero inferno per tanti con o senza talento. Certamente parlare di omosessualità è uno dei temi tabù, che non possono aiutare una carriera, quindi, meglio tacere o peggio, come è avvenuto anche in questi ultimi anni, magari raccogliere l’invito a partecipare a manifestazioni del movimento lgbt, per poi puntualmente dare forfait all’ultimo minuto con scusanti davvero coraggiose “scusami, ma forse mi fanno fare un programma in Rai… è meglio che non mi faccia vedere..” “mi dispiace, ma mi hanno detto che sarò ospite a Sanremo, questo significa che devo stare buona per un po’”..
Sempre in prima fila ai raduni della sinistra culturale, gli artisti e intellettuali democratici si dileguano quando si tratta di sostenere il movimento lgbt.
Buzzanca e Banfi, non sono certo i nuovi paladini dei gay, ma almeno hanno avuto il coraggio di difendere le proprie idee, scontrandosi con il proprio partito di riferimento (che tra l’altro in questo momento comanda in Rai); questa dignità gli artisti di sinistra non sentono di doverla avere.
Anzi c’è capitato in molte occasioni di godere sulle reti nazionali di performance comiche, oppure di talk show, dove il guitto di turno non si poteva trattenere dal lanciare battute omofobe o di stigmatizzare le orrende manifestazioni del Gay Pride.
Per nostra fortuna negli ultimi tempi alcuni bravi artisti omosessuali stanno emergendo e su di loro si può davvero contare: da Fabio Canino ad Alessandro Fullin, da Wladimir Luxuria a Mattia Boschetti, e tanti altri (escludendo Platinette su cui è meglio stendere una trapunta pietosa!).
Ma possiamo dirci soddisfatti? Assolutamente no! La codardia dell’immenso mondo artistico, giornalistico, intellettuale di sinistra (dove naturalmente esistono le eccezioni, ma guarda caso, di solito emarginate dagli entourage che contano) è lì a ricordarci, che il nostro bel paese è davvero un esempio a se stante, dove galleggia chi non disturba la cultura dominante nazional popolare di cui sono intrisi tanti, senza distinzione di area politica d’appartenenza.
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