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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Libertà d’insulto, per la tv gli omosessuali non esistono
Libertà d’insulto, per la tv gli omosessuali non esistono
Invitiamo i lettori a spedire lettere e e mail di protesta al direttore della Rai Cattaneo e al presidente di Mediaset Confalonieri
Mercoledì 13 Ottobre 2004
di Franco Grillini
in Focus

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Gli omosessuali si possono insultare liberamente ricevendone in cambio notorietà mondiale senza che agli interessati sia data la possibilità di replica.

E’ quello che è successo al cosiddetto ministro per gli italiani all’estero, l’ex (?) repubblichino alleato dei nazisti Mirco Tremaglia il quale, su carta intestata del suo Ministero, ha diffuso un comunicato in cui a) si definiscono gli omosessuali come “culattoni” secondo il ben noto gergo volgare e offensivo, b) che i gay sarebbero ormai in maggioranza in Europa e quindi in grado di condizionare la vita politica e parlamentare dei governi e delle istituzioni europee (come si diceva un tempo degli ebrei).

Ci si sarebbe aspettati una reazione adeguata ad un fatto così grave. E’ successo invece l’opposto. Mentre la carta stampata ne da ampio resoconto, mentre le agenzie italiane e di tutto il mondo rilanciavano le espressioni indecenti di un ministro della Repubblica, la TV pubblica e privata, oltre a edulcorare la portata delle esternazioni del Ministro derubricate a gogliardata, non davano minimamente voce agli interessati. Nessun esponente della comunità gay e lesbica italiana è stato ne citato ne sentito dai Tg dando vita di fatto a una censura totale verso le vittime degli insulti e delle offese. Per la Tv pubblica e privata gli omosessuali non esistono nemmeno se sono insolentiti e offesi da un Ministro della Repubblica. A una Comunità di milioni di persone non è consentito di replicare e difendersi di fronte all’aggressione di Stato che propala razzismo e pregiudizi a piene mani contribuendo alla notorietà di un residuato della dittatura fascista che dovrebbe essere pensionato da un pezzo e che, viceversa, siede nel Governo del paese.

I leader gay italiani su questa triste vicenda sono stati intervistati dalla BBC, dalla Reuter, dall’Associated Press in video e nelle agenzie. In Europa e negli USA le tv hanno mandato in onda le opinioni dei gay italiani su Tremaglia e Buttiglione. In Italia no, qui vige la censura, l’omertà, il divieto di parlare e di dare la parola agli omosessuali anche quando vengono insultati, anche quando si usano le istituzioni per propagandare razzismo e omofobia.

Nei prossimi giorni scriveremo una lettera aperta ai direttori di testata delle tv italiane, scriveremo per l’ennesima volta anche al presidente della Commissione di Vigilanza RAI e organizzeremo, se necessario, anche manifestazioni pubbliche davanti ai cancelli delle sedi Rai e Mediaset. Sempre ammesso che sia ancora consentito di manifestare liberamente in questo paese.



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