HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
"Pregiudizio universale". Il cardinal Sodano, n° 2 vaticano, auspica un "ripensamento" sul World Pride 2000, ovvero proibire la manifestazione gay a Roma che non è una manifestazione "contro" ma una iniziativa "per" i diritti civili e umani. Di Franco Gri
"Nessuno, nemmeno le autorità vaticane, può considerare Roma una proprietà privata o un territorio a sovranità limitata, nemmeno nell’anno del Giubileo. Le gerarchie colgano piuttosto l’occasione di una manifestazione che vedrà la presenza di uomini e donne omosessuali da tutto il mondo, che sono discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale e della propria identità, per aprire un dialogo positivo con chi da sempre è tra quegli esclusi che a parole i cattolici dicono di voler difendere."
Sabato 29 Gennaio 2000
di Franco Grillini
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

“Pregiudizio universale”. Con questo titolo di prima pagina “Il Manifesto” di sabato 29 gennaio dedica ampio spazio (come del resto tutta la stampa nazionale e i TG) alla polemica innescata dalle gerarchie vaticane contro la manifestazione internazionale del World Gay Pride del luglio 2000 a Roma. E di pregiudizio omofobico si tratta perché si chiede alle autorità civili di “riconsiderare” i finanziamenti e i permessi alla manifestazione stessa, perché si considera offensivo per Roma la manifestazione per i diritti degli omosessuali, perché si invoca il “buon senso” contro le istanze e la piattaforma sui diritti di una minoranza da sempre perseguitata, in primo luogo dalla chiesa cattolica. E’ bene chiarire, quindi, che il World Pride non è una manifestazione “contro” il Giubileo, ma un evento “per” rivendicare la fine delle discriminazioni antigay, l’abrogazione di normative vergognose per un paese civile come quelle che proibiscono agli omosessuali di donare sangue e organi, l’affermazione dei diritti di libertà in primo luogo per quanto riguarda le coppie omosessuali escluse da ogni tutela giuridica. Una manifestazione civile, pacifica, non violenta com’è da sempre nel costume del nostro movimento, una tradizione di cui possiamo a ragione andare orgogliosi. Probabilmente è proprio la natura “propositiva” della presenza gay nella società, il suo svolgere quella funzione generale di stimolo sui diritti e le libertà a dar fastidio ad una gerarchia cattolica incapace di dialogare con la modernità e con i nuovi soggetti sociali come gli omosessuali che sfuggono ad una dottrina chiusa nelle sue formule dogmatiche sessuofobiche ed omofoniche. L’arroganza del n° 2 vaticano indica in modo preoccupante il livello di “intromissione” della chiesa cattolica nella vita politica italiana che giunge, con questa vicenda, fino al punto di chiedere alle “autorità civili” di sospendere la nostra manifestazione. Tutto ciò, purtroppo, rischia di dare fiato all’iniziativa dei gruppi violenti dell’estrema destra razzista ed omofoba che, infatti, ha già manifestato contro il World Pride annunciando raduni nazionali antigay. Bisognerà attivare una solida vigilanza ed un rapporto con le istituzioni (in particolare con il Ministero degli Interni) volto a garantire la sicurezza e la liberà di movimento delle organizzazioni omosessuali in una città come Roma, covo da sempre di numerose organizzazioni neonaziste che da sempre hanno gli omosessuali nel mirino. E’ assolutamente necessario chiedere a tutti, e in primo luogo a chi ci combatte, che occorre condannare la violenza antigay e prevenirla,

ed è bene indirizzare alle autorità vaticane un monito in tal senso.

Una considerazione, infine, va fatta sia sul concordato citato più volte dalle gerarchie vaticane sia sul rapporto tra vaticano e la capitale: Roma è la città di tutti, quindi anche degli omosessuali i quali, nella legalità, hanno il pieno e sacrosanto diritto di manifestare liberamente nei modi e nelle forme consentite dalla legge. Nessuno, nemmeno le autorità vaticane, può considerare Roma una proprietà privata o un territorio a sovranità limitata, nemmeno nell’anno del Giubileo. Le gerarchie colgano piuttosto l’occasione di una manifestazione che vedrà la presenza di uomini e donne omosessuali da tutto il mondo, che sono discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale e della propria identità, per aprire un dialogo positivo con chi da sempre è tra quegli esclusi che a parole i cattolici dicono di voler difendere. Ma anche il movimento gay rifugga dalla facile tentazione di accontentarsi del palcoscenico offerto dalle polemiche per cercare invece di avviare quel dialogo diretto con la galassia cattolica di base da molto tempo assai più disponibile al dialogo con le “persone” omosessuali. Dialogo che deve rivolgersi anche alla generalità della popolazione italiana con la capacità di convincere sui diritti universali di libertà che vengono meno se nella società esistono cittadini costretti alla sofferenza della clandestinità frutto di un odioso pregiudizio che può e deve essere definitivamente sconfitto.

Questo articolo ha ricevuto 266 visite.



Articoli correlati...

Nozze gay, 'Sì Obama solo per motivi politici'. Due americani su tre: 'Opportunismo' Mondo
Mercoledì 16 Maggio 2012
Nozze gay, 'Sì Obama solo per motivi politici'. Due americani su tre: 'Opportunismo'
L'apertura del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sui matrimoni gay ha rappresentato un vero e proprio terremoto per la politica americana
di La redazione di Gaynews
Ricky Martin saluta Obama: 'Ammiro il suo coraggio sulle nozze omosessuali' Spettacoli
Mercoledì 16 Maggio 2012
Ricky Martin saluta Obama: 'Ammiro il suo coraggio sulle nozze omosessuali'
Il presidente Usa ha partecipato al party della comunità gay a New York. Per il 67% degli americani l'apertura sui matrimoni è una mossa politica
di Adnkronos
'Celebrate la giornata contro l'omofobia'. L'invito di Profumo ai presidi Primo piano
Mercoledì 16 Maggio 2012
'Celebrate la giornata contro l'omofobia'. L'invito di Profumo ai presidi
Il 17 maggio cade la ricorrenza istituita dal Parlamento europeo nel 2007 e per la prima volta il governo promuove l'iniziativa negli istituti attraverso una circolare
di Repubblica.it
ILGA-Europe lancia il suo primo rapporto annuale sui diritti LGBT in Europa Mondo
Martedì 15 Maggio 2012
ILGA-Europe lancia il suo primo rapporto annuale sui diritti LGBT in Europa
L’occasione è la celebrazione della Giornata internazionale contro l’omofobia alla presenza del Commissario Europeo agli Interni Cecilia Malmström
di Associazione Radicale Certi Diritti



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)