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| Legge Giovanardi sulle discoteche: ecco cosa serve avere un deputato gay |
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| Il lavoro di Franco Grillini ha reso evidente il progetto bigotto e reazionario del governo e impedito il restringimento delle libertà individuali e collettive |
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| Mercoledì 07 Aprile 2004 |
| di Aurelio Mancuso |
| in Focus |
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Il lavoro di Franco Grillini in Parlamento è sotto gli occhi di tutti. Da quando si è insediato a Montecitorio, ha presentato leggi, interrogazioni, emendamenti, tutti tesi a difendere e promuovere le libertà e volti a contrastare la lunga sfilza di provvedimenti proibizionisti di una Casa delle Libertà, che da subito ha rivelato il suo vero volto di Castello dei Divieti.
Quando, come compagni gay iscritti ai DS, nel 2001 ingaggiammo una battaglia di alcuni mesi, dentro e fuori il partito, perché Franco fosse candidato ed eletto, riuscimmo a coinvolgere tutto il movimento glbt italiano, che al di là delle posizioni personali dei singoli, si rese conto che in gioco c’era la possibilità di avere finalmente lì, nei Palazzi romani della politica, un rappresentante diretto e autorevole. Questa battaglia pagò e, ci regalò inoltre l’elezione anche di Titti De Simone nelle liste di Rifondazione Comunista.
Se ve ne fosse stato ancora bisogno, alla luce di ciò che è avvenuto martedì sera, possiamo ribadire che avevamo ragione!
Il nostro deputato per mesi, in splendida solitudine finché il provvedimento non è arrivato in aula, ha seguito personalmente l’iter della proposta di legge Giovanardi, ha partecipato a tutte le commissioni competenti, spronato i suoi colleghi dell’Ulivo a comprendere la pericolosità di una proposta, che tratta il divertimento dei giovani come un problema di pubblica sicurezza, che vuole togliere la libertà di associazione, spegnere la musica, intervenire sui comportamenti individuali, vietare la mescita degli alcolici in ogni dove, mettendo a rischio persino le sagre di paese.
Ecco in questa vicenda la nostra esperienza politica, il nostro vissuto concreto, la nostra cultura libertaria e antiproibizionista hanno rivelato la loro portata generale, la loro necessità di essere un elemento costitutivo della sinistra sociale.
Le posizioni del ministro Giovanardi, sono state sbeffeggiate da Franco, raccogliendo consensi plateali a destra, al centro e a manca, perché oltre una certa soglia non si può più spingersi.
La battaglia non è naturalmente ancora vinta. I passaggi parlamentari saranno ancora molti, ma quella seduta di martedì sera segna due novità importanti: il riconoscimento che il nostro patrimonio ha uguale dignità rispetto ad altre culture e, che sui temi delle libertà è possibile costruire alleanze trasversali.
Molti di noi lo sapevano già, ma sarebbe bene che ogni tanto, anche all’interno del movimento glbt, si fosse più consapevoli delle nostre possibilità e, soprattutto della nostra potenziale forza.
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