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| Il rifiuto della diversità |
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| Andrea Benedino, assessore all'istruzione di Ivrea commenta il caso della discriminazione della donna araba a cui è stato negato un tirocinio in un asilo nido perchè portava il velo |
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| Martedì 23 Marzo 2004 |
| di Andrea Benedino |
| in Focus |
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A Samone in Provincia di Torino in un nido privato viene impedito ad una donna araba di svolgere un tirocinio perchè portando il velo avrebbe potuto "spaventare i bambini".
Riflettendo su questo episodio, mi sono tornate in mente le polemiche di qualche anno fa, quando il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini in un'intervista al Costanzo Show dichiarò che ai maestri "dichiaratamente omosessuali" doveva essere impedito l'insegnamento.
Ora come allora la visibilità della diversità, il rifiuto dell'omologazione e dell'assimilazione sembrano fattori che - anzichè contribuire alla crescita e allo sviluppo di una società multiculturale rispettosa delle diverse identità che la compongono - sembrano invece incutere nelle nostre città timori e paure, per lo più senza fondatezza. E la cosa grave, a parer mio, è che queste paure - che sono paure degli adulti - vengano veicolate attraverso le giovani generazioni alle quali dovrebbe invece essere insegnato il rispetto della diversità.
Qui non si tratta di difendere le nostre presunte "radici cristiane" o le nostre tradizioni popolari messe sotto attacco da una presunta "dittatura delle minoranze". Si tratta invece di provare a costruire le radici di una società del domani in cui tutte le diverse identità religiose, etniche, culturali o sessuali presenti possano convivere rispettandosi a vicenda.
Solo così possiamo pensare di lasciare in eredità alle nuove generazioni un mondo meno rissoso di quello attuale.
Andrea Benedino
Assessore ai sistemi educativi e per il diritto allo studio
Comune di Ivrea
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