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| Spagna. Vincono i socialisti fovorevoli ai diritti civili degli omosessuali |
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| Clamorosa sconfitta dei democristiani del PP che avevano più volte bocciato la legge sulle coppie gay |
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| Lunedì 15 Marzo 2004 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Nella foto il segretario socialista Josè Luis Zapatero
Con ogni probabilità l'elettorato spagnolo ha voluto punire duramente nelle urne le bugie del governo democristiano in occasione della strage di giovedì 11 marzo a Madrid ad opera del terrorismo di matrice islamica. Gli spagnoli hanno scelto il giovane segretario socialista Zapatero che sulla guerra in Iraq si era sempre schierato contro l'intervento americano in sintonia con la grande maggioranza degli spagnoli.
Per quanto ci riguarda, come gay, non possiamo non gioire della straordinaria vittoria socialista in terra spagnola perché con la sconfitta del PP anche in Spagna finalmente si potrà avere quella legge sulle coppie gay già in vigore in 11 paesi europei su 15 e di fatto già vigente in 7 regioni spagnole su 19.
Nel passato le Cortes (il Parlamento spagnolo) avevano votato per ben due volte , respingendola, la proposta di riconoscimento dei diritti delle coppie gay per un solo voto di maggioranza.
Poi ad una ad una le regioni spagnole (paesi Baschi, Catalogna, Navarra, ecc) hanno varato ciò che il governo centrale dominato dal PP precludeva.
Il segretario socialista Josè Luis Zapatero si è molto speso anche durante la campagna elettorale sui diritti degli omosessuali, si è dichiarato favorevole sia al matrimonio gay e persino delle adozioni. Una posizione netta incurante dello scontro con le gerarchie cattoliche, in Spagna fortissime, e dei presunti "rischi" che una simile posizione comporta in termini elettorali. L'esito delle elezioni spagnole dimostra che la scelta netta sul terreno dei diritti civili non penalizza la forza politica che la compie.
Ho potuto assistere in diretta tramite cellulare alle manifestazioni di giubilo dei socialisti spagnoli grazie ad un amico che era a pochi passi dal neopremier mentre parlava alla folla davanti alla sede socialista a Madrid. E' una gioia che condivido in primo luogo come militante gay ben sapendo che i diritti per cui ci battiamo si realizzano in un mondo caratterizzato dall'interdipendenza e dalla reciproca influenza. E, off course, il pensiero è corso rapidamente all'Italia dove la maggioranza di centrodestra ha varato provvedimenti discriminatori verso gay e lesbiche. Aznar, il premier spagnolo uscente, era il miglior amico sulla scena internazionale di Silvio Berlusconi, nonché il democristiano più prestigioso tra i conservatori europei. Proprio Aznar aveva preparato con cura la sua uscita di scena con il fine, nemmeno troppo nascosto, di assumere la presidenza della Commissione Europea al posto di Romano Prodi dopo la tornata delle elezioni europee dove il PPE sembrava avere il vento in poppa. Noi tutti possiamo facilmente immaginare le conseguenze di una vittoria del PPE sulle questioni relative ai diritti degli omosessuali che proprio dalle prese di posizione del Parlamento Europeo avevano avuto un impulso decisivo (si pensi alla notissima risoluzione del PE dell'8 febbraio 1994 sulla parità dei diritti degli omosessuali in Europa). Il risultato delle elezioni spagnole rimette tutto in movimento e ci permette di pensare al risultato delle prossime elezioni europee con meno apprensione e più fiducia sui temi che direttamente ci riguardano.
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