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| Gay e scuola: “Educare al rispetto”. Presentato a Bologna dall’ARCIGAY il primo corso nazionale di formazione per gli insegnanti. All’interno il frontespizio del programma. Di Franco Grillini |
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| Mercoledì 23 Febbraio 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Parte il 29 febbraio il 1° corso di formazione per gli insegnanti dal titolo “Educare al rispetto”, “Percorsi di educazione socioaffettiva e prevenzione del bullismo sulle tematiche dell’orientamento sessuale” con l’autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione. Proprio nel rapporto con il Ministero sta la novità di questa iniziativa (preceduta un anno fa da un corso analogo a Pisa in collaborazione con il locale Provveditorato) che si può definire di rilevanza storica per il movimento e la comunità gay e lesbica italiana per la sua importanza e per la sua caratteristica di novità assoluta nel panorama dei rapporti tra gay e istituzioni. Possiamo spingerci a dire persino che una iniziativa come questa ci riconcilia un po’ con il centrosinistra che non ha brillato certo per iniziativa e disponibilità sulle questioni poste dalle lesbiche e dagli omosessuali. Naturalmente è partita subito la grancassa della destra contro “Educare al rispetto”: “omosessualità di Stato”, accuse di proselitismo nelle scuole (sic!!) e via delirando. Come si sa per i conservatori italiani l’unico modo di rapportarsi all’omosessualità è tacere. Con questo corso di formazione ufficialmente insediato (la cui frequenza viene riconosciuta come aggiornamento ufficiale per gli insegnanti) prende il via un intervento nelle scuole volto a porre un argine alla sofferenza dei giovani omosessuali esposti a volte senza difese alla violenza verbale e fisica del bullismo e del pregiudizio. Abbiamo più volte richiamato anche su questa testata il dramma dei suicidi dei giovanissimi omosessuali, suicidi in qualche modo connessi alla vita scolastica e alla frequentazione delle scuole. Forse un corso per 25 insegnanti non è ancora un fatto risolutivo, ma è pur sempre un segnale anche sul terreno simbolico. Finalmente il Ministero della pubblica Istruzione riconosce che il problema è reale e che occorre intervenire con strumenti adeguati. Nei prossimi giorni NOI pubblicherà articoli e resoconti più dettagliati attorno a questa iniziativa. Nel frattempo la nostra testata e la redazione di NOI rivolge un caldo augurio di buon lavoro a coloro che sono impegnati in questa esperienza e i più sentiti complimenti per essere riusciti a realizzare questa piccola-grande conquista-vittoria che apre la strada al dialogo con studenti genitori e insegnanti sui diritti e le libertà e la vita degli adolescenti omosessuali. Questo articolo ha ricevuto 240 visite.
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