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| L'opposizione al regime cubano non può essere liquidato con battute |
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| Risposta alle dichiarazioni di Nichi Vendola su il Foglio del 28 giugno 2003 |
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| Lunedì 30 Giugno 2003 |
| di Aurelio Mancuso |
| in Focus |
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Nichi Vendola, parlamentare di Rifondazione Comunista ha definito la posizione delle persone che hanno firmato l’appello per spostare la manifestazione pro Cuba del 28 giugno “presuntuosa e bigotta”, questo non fa onore alla sua storia all’interno del movimento glbt italiano. Dissentire verso un’iniziativa che si è tenuta proprio il giorno del gay pride mondiale non può essere liquidato con “Sono simili a quelli che non volevano il gay pride a Padova perché c’era la settimana santa. Provino con argomenti più seri”. Possiamo pure pensarla in maniera diversa rispetto a Cuba, ma non si può passare sopra ad una questione del genere con alcune battute di dubbio gusto, che tra l’altro non rispondono al problema posto dai rappresentanti delle più importanti organizzazioni glbt italiane (Arcigay, Arcilesbica, Mario Mieli, Azione Trans, ecc.). Che cosa sarebbe successo se l’8 marzo qualche buontempone avesse manifestato a favore dei diritti degli uomini, oppure se il 1° maggio, la Confindustria avesse organizzato una manifestazione nazionale di solidarietà con le categorie imprenditoriali? La sinistra tutta sarebbe insorta, mentre per il 28 giugno è bastata l’indifferenza di tanti suoi dirigenti, che non ritengono abbastanza nobili i diritti di cittadinanza delle persone omosessuali (ve ne sono sempre altri preminenti e politicamente più spendibili). Se poi, proprio i gay che hanno posizioni di grande rilievo nella politica nazionale sminuiscono il valore del 28 giugno, significa che c’è ancora molto da fare! E con tutta franchezza, vale poco ricordare che anche negli Stati Uniti o nei paesi arabi i diritti degli omosessuali sono calpestati: il movimento glbt italiano non ha mai fatto sconti a nessuno, si è sempre nettamente schierato contro ogni tipo di repressione, violenza e discriminazione, questo gli ha anche procurato negli anni diffidenze da parte delle varie partigianerie. La manifestazione pro Cuba è stata archiviata, molte delle forze e movimenti che vi hanno aderito sono da anni alleati del movimento glbt italiano, ma non possiamo tacere che siamo delusi, che le dichiarazioni che abbiamo letto ci hanno sorpreso. Per tutte queste ragioni per noi la vicenda non è conclusa. Non possiamo, ne vogliamo tacere rispetto a ciò che avvenuto e sta avvenendo a Cuba. Siamo come sempre pronti al più ampio confronto, naturalmente alle diverse posizioni deve essere riconosciuta la medesima dignità politica. Questo articolo ha ricevuto 201 visite.
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