HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Torino. Una ricerca del Comune su gay e lesbiche
Torino. Una ricerca del Comune su gay e lesbiche
A Torino, per la prima volta in Italia, il Comune promuove una grande ricerca su lesbiche e omosessuali. E ne traccia un inedito identikit. Attraverso storie, amori, contraddizioni
Domenica 19 Gennaio 2003
di L'Espresso
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Nuovi profili Mondo Gay di ChiaraValentini Foto: Claus Lunde

Uno su due è isolato sul lavoro. E c'è chi inventa una tinta fidanzata per evitare problemi

Ma quanti sono i gay e le lesbiche in una grande città del Nord, per esempio a Torino Qual’è la loro percentuale in rapporto alla popolazioni etero? Se vi viene questa curiosità, probabilmente dovrete tenervela e non solo perchè l'Istat li esclude pudicamente, dalle sue statistiche... Se infatti era possibile azzardare qualche cifra ai tempi della, loro emarginazione, quando, questa scelta sessuale segregava in un ghetto di diversità chi l'aveva compiuta, oggi tutto appare più complicato. Non c'è bisogno di prendere alla lettera un guru della post-modernità come il sociologo Tony Giddens, secondo cui «più l'anatomia cessa di essere una fatalità, più l'identità sessuale diventa una questione di stili di vita», per accorgersi che i confini fra omo ed etero si sono fatti fluidi e che non tutte le scelte devono per forza essere eterne. «Se adesso mi lasciassi con la mia compagna, sono più portata a pensare che potrei avere un'altra storia con un ragazzo piuttosto che con una ragazza. Quindi non riesco molto a definirmi», racconta Tiziana, 26 anni, in un'esemplare ricerca sull'omosessualità, "Diversi da chi?", condotta a Torino da una studiosa della famiglia e dei rapporti sociali come Chiara Saraceno con Chiara Bertone, Alessandro Casiccia e Paola Torrioni (in uscita da Guerini). La città che una trentina di anni fa aveva visto nascere il movimento gay, che è ricca di circoli e associazioni e ospita il Festival internazionale del cinema omosessuale, è un ottimo terreno per mettere a fuoco le figure dei moderni omosex. Che appaiono molto lontani dai vecchi frequentatori dei ragazzi di vita, ma anche dal travestitismo esibito e provocatorio dei Gay Pride. Come sostiene un omosessuale quasi cinquantenne, Enzo, «non siamo i gay delle piume, siamo come gli altri». Questa voglia di normalità attraversa le pagine di una ricerca condotta su più di 500 persone, coinvolgendo anche le associazioni gay, lesbiche e transessuali di Torino. Per la prima volta in Italia è stata commissionata da un'amministrazione pubblica, il Comune, con lo scopo di individuare i punti di emarginazione che ancora sopravvivono, le nuove richieste e le vecchie discriminazioni di questo popolo che sembra sempre più desideroso di uscire dall'ombra. Popolo maschile, ma che sta diventando anche largamente femminile. «Forse la maggior novità è consistita nell'ascoltare in modo paritario gay e lesbiche, trattate nelle ricerche come un'appendice poco significativa, per avere un'immagine attendibile anche di questa categoria, finora rimasta troppo in ombra», dice Chiara Saraceno. Le differenze vengono fuori già nel modo stesso di definirsi in base all'attrazione per le persone del proprio sesso. Se una maggioranza larga di uomini, il 69 per cento, si dichiara esclusivamente omosessuale, solo un terzo delle donne, il 35 per cento, si riconosce come tale. Mentre fa sapere di essere attratta anche dai maschi il 39 per cento, con punte che arrivano quasi alla metà nella fascia delle venti-trentenni. Ci sarebbe fra le più giovani un'ondata di bisessualità? Non è così semplice. «Alle elementari mi piacevano le bambine, poi dalle medie fino al liceo mi ero fatta la convinzione di essere bisessuale... Adesso sto vivendo un periodo lesbico che non so quanto andrà avanti. Dipende, penso, da quanto durerà la relazione che ho adesso con la mia compagna», dice Grazia, 21 anni, interpretando uno stato d'animo piuttosto diffuso. Per le donne sembra che, ancor più del sesso, conti la persona e le emozioni che suscita. Che l'omosessualità sia vissuta più come una scelta che come un destino. E quel che d'altra parte ha cercato di spiegare ne "Gli svergognati" (La Tartaruga), un libro che è diventato una piccola bibbia del mondo lesbico, la giornalista de "l'Unità" Delia Vaccarello, una delle voci più originali dì questo ambiente. La ricerca torinese mostra poi a ogni passo che sono molto più i gay delle lesbiche a sentire il bisogno di una comunità di riferimento separata. La stessa ricerca del primo partner per gli tomini avviene molto spesso nei circoli e nelle associazioni gay, nella comunità virtuale delle chat o con i tradizionali annunci sulle riviste per omosessuali. «Con mille fatiche mi comprai un giornale gay e risposi ad alcuni annunci. Trovai così un ragazzo che abitava molto vicino a dove abitavo io ed ebbi finalmente la prima relazione», racconta Vincenzo, un quarantenne arrivato a Torino dalla provincia per vivere più liberamente la sta condizione. Per le donne, invece, gli incontri, compresa la famosa "prima volta", avvengono molto più spesso nella vita di tutti i giorni, a scuola come nei luoghi di lavoro e in vacanza. E nel 40 per cento dei casi si tratta di una persona che si conosceva già da tempo, magari un'amica o una collega. Questa maggior disinvoltura delle donne, a cui contribuisce l'esperienza del femminismo, appare anche nel momento clou della rivelazione in famiglia. Le più giovani, al contrario delle generazioni precedenti, hanno meno timore a dichiararsi a quella figura ancora vagamente minacciosa che è il padre e nella quasi totalità, il 93 per cento, si confidano con i fratelli. Ma l'aspetto forse più interessante è che ora i padri sono molto più choccati e contrariati dall'omosessualità dei figli maschi che da quella delle femmine. Secondo Saraceno, la ragione profonda è nel fatto che una relazione al femminile è sentita come un'infrazione meno grave rispetto ai codici dell'eterosessualità, dell'uomo che penetra e della donna che deve essere penetrata. « La rinuncia al ruolo dominante di maschio è vissuto come un tradimento più grande, più difficile da accettare», dice Saraceno. Nonostante la patina della disponibilità e dell'apertura, molti umori negativi circolano ancora sotto la pelle della nostra società. Quasi la metà dei gay, per esempio, dichiara di essere stato tormentato e isolato a scuola dai compagni, pronti a trasformarsi in persecutori dei ragazzi che non rispettano i codici di comportamento maschili (ma solo il 10 per cento delle donne ha vissuto esperienze simili). Impegnativo poi dichiararsi omosessuali nei luoghi di lavoro, dove sono rare le discriminazioni ma non le battutacce, e dove epiteti come "frocio", "ricchione" e "checca" sono ancora sussurrati alle spalle, magari sotto specie di scherzo pesante. Molti per un po' parlano di fidanzate inesistenti oppure, come Cinzia, architetta di 33 anni, fingono che la persona con cui vivono sia dell'altro sesso. «Ma ho capito che questo far finta di essere normale con i cosiddetti normali e poi tornare a casa e fare l'amore con la mia donna era un modo di ghettizzarmi», dice Cinzia, che come la maggioranza degli omosex torinesi ha finito per fare il suo coming out, dichiarare la sua condizione vera, pagandone alcuni prezzi. Il desiderio di essere accettati nelle proprie scelte è forte so

suali e addirittura "una trappola" da molte lesbiche, consapevoli dell'esperienza femminista. Fra i maschi poi, nonostante il rischio Aids, continua a esistere una corposa minoranza di cultori dei bar a luci rosse, delle dark room e di quegli incontri anonimi e frettolosi che si fanno nei luoghi del battuage. C'è una costante, invece, che accomuna uomini e donne, e che potremmo definire l'orgoglio gay. Sono veramente pochi e poche, meno del 15 per cento, quelli che, potendolo fare, sceglierebbero di rinascere eterosessuali. E questa è forse la miglior testimonianza di quell'identità nuova che poco a poco si sta costruendo. ∎

Questo articolo ha ricevuto 203 visite.



Articoli correlati...

Inchiesta de L'Espresso: 'Lesbiche? Per lo Stato sono malate'. Di Tommaso Cerno Focus
Giovedì 05 Aprile 2012
Inchiesta de L'Espresso: 'Lesbiche? Per lo Stato sono malate'. Di Tommaso Cerno
Secondo i moduli del dicastero della salute il "lesbismo" è una vera e propria malattia. E non si tratta di una gaffe, ma di una classificazione vecchia di anni
di L'Espresso
La Rai nel giorno dell'Aids: non dite «profilattico». Email interna: è la linea del ministero Salute
Venerdì 02 Dicembre 2011
La Rai nel giorno dell'Aids: non dite «profilattico». Email interna: è la linea del ministero
La parola profilattico nell’Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi
di Corriere della Sera
Hollywood: Daniel Radcliffe, dopo Harry Potter diventa omosessuale? Spettacoli
Venerdì 02 Dicembre 2011
Hollywood: Daniel Radcliffe, dopo Harry Potter diventa omosessuale?
L’attore sembrerebbe interessato a interpretare il ruolo del controverso poeta americano Allen Ginsberg nel film "Kill Your Darlings"
di La redazione di Gaynews
Radicali presentano interrogazione a ministri competenti su caso Asl Mestre Primo piano
Giovedì 01 Dicembre 2011
Radicali presentano interrogazione a ministri competenti su caso Asl Mestre
I deputati Radicali-Pd, prima firmataria Rita Bernardini, hanno oggi depositato una interrogazione urgente ai Minsitri dei Trasporti, della Salute e delle Pari Opportunità
di Associazione Radicale Certi Diritti



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)