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| World Pride. Badaloni, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Lazio, smentisce di aver chiesto lo spostamento della manifestazione di luglio. |
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| Pubblichiamo l'estratto dell'intervento di Titti De Simone all'incontro con Badaloni e rifondazione da cui è nata la smentita. Pubblichiamo l'articolo di Liberazione, il comunicato stampa di ARCILESBICA e del Mario Mieli |
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| Giovedì 06 Aprile 2000 |
| di Redazione |
| in Focus |
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Estratto DELL'INTERVENTO DI TITTI DE SIMONE AL DIBATTITO organizzato dalla federazione del Prc di Roma: "IL DIRE E IL FARE" - incontro con l'associazionismo sulla crisi della politica - martedì 4 aprile, Teatro dell'Orologio - Roma. Le ragioni di un impegno politico per la trasformazione sociale "L'esperienza dei governi di centro sinistra (da Prodi a D'Alema) ha aperto molte lacerazioni fra la politica del centro sinistra e il corpo sociale, politico, civile di una sinistra di alternativa. La guerra prima, il finanziamento pubblico alle scuole private poi, e infine le scelte oscurantiste in materia di procreazione assistita, sono anelli di un degrado della politica a mero gioco di potere e di compromesso. Davanti a questi avvenimenti, molte forze democratiche sono scese in campo per contrastare le scelte del governo: associazionismo, movimenti, volontariato, mondo sindacale e politico, e se non sono riuscite a bloccare i processi in corso, hanno avuto il ruolo importante di smagliare la rete dell'omologazione e dell'indifferenza e di creare partecipazione politica e senso critico. Oggi ci troviamo di fronte ad uno scenario complesso a cui l'intero corpo politico della società è chiamato a dare risposte chiare. Innanzitutto, negli ultimi venti anni la diversificazione culturale che si è prodotta con i movimenti, espressioni di identità e culture politiche, ha dipanato straordinarie potenzialità di trasformazione sociale. Quale progetto politico programmatico è in grado di rappresentare e di agire oggi questa complessità, che è tutta iscritta nella questione della democrazia e della cittadinanza? Assistiamo spesso indignati, al dibattito che si è scatenato in Italia a proposito della manifestazione mondiale dei gay e delle lesbiche, e all'ennesimo show delle contraddizioni e dei limiti del centro sinistra sulle questioni che attengono al progresso civile e alle libertà individuali, alla battaglia contro le discriminazioni e le esclusioni. Se la sinistra rinuncia al ruolo di trasformazione sociale, e persegue una politica sganciata dai suoi principi e dai suoi valori, persegue una politica senza futuro che prelude ad un ritorno della destra. Io davvero non capisco, perché nell'anno del Giubileo, dovrei tacere che ci sono responsabilità oggettive e storiche di persecuzione della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali e delle lesbiche, che purtroppo permangono in certa parte della cultura cattolica. Mi chiedo: è possibile aprire un percorso nuovo che ci spinge tutti e tutte a compiere un passo in avanti, laici e cattolici progressisti, per raggiungere un livello di civiltà più avanzato e abbattere il muro del razzismo e della discriminazione, ognuno dalla propria cultura? Io credo che tutte queste cose, sia giusto e sacrosanto manifestarle in un paese libero e segnare un percorso, un orizzonte su cui proseguire. Leggendo le dichiarazioni dell'on. Badaloni a proposito del rinvio del World Pride, ho pensato: qual è la differenza fra lui e un razzista come Storace? E' possibile che il centro sinistra non difenda nemmeno la laicità dello Stato e la libertà di manifestare il proprio pensiero, la propria opinione? On. Badaloni, noi non ci aspettavamo parole entusiastiche da parte sua, ma nemmeno che lei francamente intervenisse per unirsi al suo rivale Storace. Noi a questo gioco non ci stiamo, e le voglio dire che molti gay e molte lesbiche probabilmente da ieri non la voteranno o forse non voteranno affatto. Le importa questo? Tutto ciò a molto a che fare con la crisi della politica e della partecipazione. Noi non ci stiamo ad essere sacrificati sull'altare dei compromessi elettoralistici, ad essere oggetto di scambio di una politica senza valori. Noi le chiediamo quindi di smentire le sue dichiarazioni e di rivedere la sua posizione. Lo slogan battere le destre non basta più e nulla può contro l'astensionismo dilagante o le derive verso una destra trasformista che ha il volto di Bonino e Pannella. Ci vogliono i valori e gli ideali. Noi quindi, non le chiediamo di dirci qualcosa di sinistra, ma almeno qualcosa di laico e attendiamo una sua risposta. Grazie e buon lavoro". ARCILESBICA Associazione nazionale COMUNICATO STAMPA BADALONI SMENTISCE DISSENSO PER IL GAY PRIDE DI ROMA L’ARCILESBICA: CHIAREZZA E’ FATTA. LE STRUMENTALIZZAZIONI DI STORACE SONO MEZZUCCI DA POLITICA ALLA HAIDER. DOVBREBBE RICORDARI CHE GLI OMOSESSUALI SONO IL 5 PER CENTO DELLA POPOLAZIONE DEL LAZIO. ADESSO IL VIA ALLE AUTORIZZAZIONI PER LA MANIFESTAZIONE “Chiarezza è fatta, adesso si proceda con le autorizzazioni per le manifestazione del World Pride”. E’ il commento di Titti De Simone, presidente nazionale ArciLesbica che ha raccolto la smentita ufficiale del candidato alla presidenza della Regione Lazio , Badaloni. “Da questa esperienza - emerge lo squallido gioco di strumentalizzazioni che la destra sta utilizzando per farsi campagna elettorale. La smentita di Badaloni quindi è uno schiaffo a Storace e alle sue crociate anti gay. I gay e le lesbiche sono il 5 per cento della popolazione del Lazio e sono elettori attenti alle dinamiche politiche, non potrammo certo apprezzare la politica filo-Haider di Storace. Adesso però bisogna compiere un passo avanti per il rilascio delle autorizzazioni che stiamo attendendo dal Comune di Roma”. Da "Liberazione" 5-4-2000 WORLD GAY PRIDE Badaloni fa marcia indietro Titti De Simone, presidente di ArciLesbica è intervenuta ieri sera all'incontro con l'associazionismo promosso a Roma dal Prc e ha attaccato a fondo la presa di posizione di Piero Badaloni, presidente della regione Lazio uscente e ricandidato per centrosinistra e Rifondazione, a sostegno del "rinvio" oltre il 2000, "anno del Giubileo", della Giornata mondiale dell'orgoglio gay, lesbico, trans e bisessuale convocata nella capitale italiana per i primi di luglio. Per De Simone resta "inaccettabile" questa "convergenza", segno di "omologazione", di Badaloni con il candidato rivale (per il Polo e di An..) Francesco Storace. Essa "spingerà molti gay e lesbiche a non votare: si badi, sono soggetti consapevoli rispetto alla politica", ha avvertito tra applausi scroscianti. Badaloni, presente, ha preso la parola per chiarire la sua "reale posizione": egli, "personalmente", non esprime "condivisione per l'iniziativa", ma "nemmeno ne chiede il rinvio", bensì solo "un'attenzione a non apparire cone contrapposta al Giubileo". E si rende disponibile ad "un incontro di chiarificazione" con il coordinamento promotore della manifestazione. BADALONI CHIARISCE LE SUE POSIZIONI IN MERITO AL WORLD PRIDE ROMA 2000 Oggi si è svolto un incontro tra Piero Badaloni e il Circolo "Mario Mieli". L'incontro è risultato positivo. Infatti è stato chiarito l'episodio del faccia a faccia tra Badaloni e Storace sul Corriere della Sera, dove si evinceva un accordo tra i due candidati nel sostenere la richiesta di spostamento di un anno del World Pride. L'Onorevole Badaloni ha affermato che la sua intenzione era di richiedere un incontro con gli organizzatori della manifestazione per conoscerne i contenuti e non quella di richiederne lo spostamento. Durante il colloquio il Circolo Mieli ha presentato i temi e il programma del World Pride, incentrato nel campo dei diritti umani e civili. Un'occasione per richiedere la fine delle dicriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, e per diffondere il confronto tra culture diverse. Approfondita la conoscenza del programma l'Onorevole Badaloni ha dato la sua piena adesione agli scopi della manifestazione. Ancora una volta, invece, si è dimostrato come la destra, nella persona dell'Onorevole Storace, abbia strumentalizzato un evento come il World Pride per fini elettoralistici; una destra che presenta il suo lato razzista contro i diritti di gay, lesbiche e transgender, priva di coscienza civile e sociale capace persino di fare battute ciniche e di cattivo gusto su temi delicati come l'AIDS. Il Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" si ritiene, quindi, soddisfatto della presa di posizione dell'Onorevole Badaloni e auspica sue dichiarazioni pubbliche a favore di una politica delle differenze e del rispetto. Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" La Presidente Imma Battaglia Questo articolo ha ricevuto 188 visite.
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