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| Donazioni di sangue: a rischio privacy dei gay |
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| Privacy delle persone gay a rischio, quando un modulo chiede all'aspirante donatore di sangue di dichiarare «se è omosessuale o no». Un esposto al Garante di Franco Grillini («Parità diritti omosessuali») denuncia: la verifica dei «comportamenti a rischio» contagio da Hiv, «viola» i dati personali. |
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| Venerdì 07 Aprile 2000 |
| di Sergio Lo Giudice |
| in Focus |
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Il Corriere della Sera di venerdì 7 aprile:
Privacy delle persone gay a rischio, quando un modulo chiede all'aspirante donatore di sangue di dichiarare «se è omosessuale o no». Un esposto al Garante di Franco Grillini («Parità diritti omosessuali») denuncia: la verifica dei «comportamenti a rischio» contagio da Hiv, «viola» i dati personali.
DONAZIONI DI SANGUE: SI PONGA FINE ALLA DIFFAMAZIONE ANTIGAY Una norma propriamente razzista nella legislazione di uno Stato democratico. Come altro si puo' definire il Decreto Ministeriale del 15.1.91, che chiede ai donatori di sangue informazioni sul proprio orientamento sessuale al fine di escluderli dalla possibilita' di donare? Quella domanda non solo e' uno schiaffo al diritto alla privacy e al principio di pari dignita' sociale fra i cittadini sancita dall'art.3 della Costituzione italiana; rappresenta, per di piu', il perseverare di una categoria antiscientifica, quella delle "categorie a rischio" che e' origine di disinformazione e dell'aumento dei nuovi contagi fra eterosessuali, soprattutto giovanissimi. Un atto dell'allora Ministro De Lorenzo che, di fronte al contagio di migliaia di emofiliaci a cui era stato trasfuso sangue infetto e non sottoposto ad adeguati controlli, con una manovra sfacciata e diffamatoria, pretese di mettersi al riparo dalle critiche emanando il Decreto per l'accertamento della idoneita' dei donatori di sangue che sanciva l'esclusione delle persone omosessuali dal novero dei donatori. Come nel '300 l'angoscia per la diffusione della peste poté essere placata individuando negli Ebrei i diffusori del morbo, cosi' si e' creduto di offrire un elemento di falsa rassicurazione alla popolazione circoscrivendo i nuovi untori a determinate categorie ed escludendole in toto dalla possibilita' della donazione. Ricordiamo che nel novembre del 1998 una sentenza del Tribunale di Roma ha riconosciuto le responsabilita' del Ministero della Sanita' per quelle trasfusioni. Misure come la proscrizione di un omosessuale, magari monogamo o dedito solo al sesso sicuro, dalla possibilita' di compiere un dovere civico come la donazione di sangue hanno rappresentato solo un demagogico tentativo di scaricare su altri le proprie responsabilita'. Anche in questo caso, dal Strasburgo era gia' arrivato un segnale chiaro quando, nell'aprile del '98, il Parlamento europeo aveva chiesto di sostituire il riferimento alle relazioni omosessuali con la formula "relazioni sessuali a rischio". La richiesta proveniente dal Ministero delle Pari Opportunita' va finalmente nella stessa direzione. Chiediamo al Garante della Privacy di porre rimedio ad un decennio di diffamazione nei confronti delle persone omosessuali, additate al popolo dei donatori, tramite un odioso questionario, come soggetti potenzialmente contagiosi, elevando una nuova "colonna infame" dietro cui nascondere le responsabilita' politiche di un serio ed accurato controllo del sangue. Sergio Lo Giudice Presidente Nazionale Arcigay Questo articolo ha ricevuto 312 visite.
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