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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Retata di omosessuali in tre cinema di Palermo: si torna al Medioevo
Retata di omosessuali in tre cinema di Palermo: si torna al Medioevo
Pubblichiamo gli interventi dei gruppi gay e l'articolo del Giornale di Sicilia di martedì 11 aprile 2000
Mercoledì 12 Aprile 2000
di Gay.it
in Focus

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Retata di omosessuali in tre cinema di Palermo: si torna al Medioevo







A chi giova l'operazione della Buoncostume dentro ai cinema a luci rosse di Palermo? Quale problema sociale si propone di risolvere? In che direzione spinge?

In una città come Palermo, quasi una metropoli mediterranea, la più grande e popolosa città della Sicilia, non esistono luoghi di aggregazione per le persone omosessuali. L'Arcigay e le altre organizzazioni omosessuali vivono faticosamente, senza una sufficiente attenzione da parte delle istituzioni per il ruolo di coesione sociale svolto dalle associazioni gay e lesbiche. L'amministrazione comunale non si è mai posto il problema di risolvere la pesante condizione di emarginazione sociale e di invisibilità culturale delle decine di migliaia di omosessuali palermitani. La pressione sociale per comportamenti conformi allo stile di vita eterosessuale è così forte che, ricordiamolo, proprio da Palermo prese il treno due anni fa Alfredo Ormando, l'intellettuale gay di San Cataldo che si sarebbe dato fuoco il giorno dopo, 13 gennaio 1998, sul sagrato di San Pietro a Roma.



In questa situazione, in trasformazione, fortunatamente, per le generazioni più giovani, che possono guardare all'Europa come modello positivo di legislazione antidiscriminatoria, il vissuto delle persone non più giovanissime spesso assume caratteri drammatici.

Che senso ha dunque l'odiosa gogna a cui la Questura di Palermo ha voluto sottoporre decine di cittadini omosessuali spiandoli, filmandoli, denunciandoli per un reato (atti osceni in luogo pubblico) che è francamente paradossale se riferita ad una situazione di invisibilità coatta, di necessità di trovare luoghi nascosti di incontro, proprio a causa del forte pregiudizio sociale che impedisce di vivere la propria identità e le proprie relazioni affettive alla luce del sole?



Chiediamo al sindaco di Palermo Leoluca Orlando di pronunciarsi su questa triste vicenda, in nome dei principi di democrazia, di inclusione sociale, di attenzione al disagio sociale che hanno in passato caratterizzato la politica dell'amministrazione palermitana

Il Comune di Palermo ci dia una mano a far uscire il 5% della sua popolazione dal destino di invisibilità a cui il pregiudizio sociale vorrebbe continuare a mantenerla.



Sergio Lo Giudice





Ieri 10 aprile 2000 sono stati chiusi per ordine della Buoncostume tutti i

cinema a luci rosse di Palermo. Sono inoltre state denunciate 60 persone

omosessuali per atti osceni in luogo pubblico. Riportiamo un articolo di

Piero Montana, presidente del Circolo di cultura omosessuale Piero Montana

di Bagheria (PA), presentato al giornale La Repubblica (Cronache di Palermo)



Sodoma e/o Camorra (?)



Da che mondo è mondo a Palermo non era mai successo. Ma già, questo è l'anno

santo ed una crociata contro le streghe era più che consentita. Ora da parte

degli inquirenti ci si aspetta il plauso, il tripudio e magari la

benedizione papale. Le incursioni nel regno di Sodoma, le sale a luci rosse

dei nostri cinema hanno dato i loro frutti: più di 60 persone, si legge in

qualche giornale, denunziati per il reato di atti osceni in luogo pubblico,

anche se questi reati sono stati commessi al buoi e nel chiuso dei cessi dei

cinema in questione, o alla sola luce poliziesca di chi è stato mandato a

indagare, per chissà quale crimine, assassinio, ladrocinio. Ma già, siamo in

tempi di restaurazione ed è dunque lecito indagare non più sugli onorevoli

che mettono le mani sulle cose pubbliche, bensì phuntare i riflettori su

quelli che le mettono su cose assai intime, private, sia pure in sale dove

non è consentito l'accesso ai minori e pure si è sempre coperti dalle

tenebre che avvolgono gli spettatori delle proiezioni cineamtografiche.

Personalmente pur non condividendo i comportamenti omosessuali incriminati

all'interno dei nostri cinema hard da tutta questa caccia alle streghe, il

clima di precetto pasquale o meglio ai finocchi, che nel medioevo si

bruciavano nei loro roghi, si ha comunque l'impressione che la polizia

piuttosto che protendere tutti i loro sforzi nella lotta alla mafia, al

malaffare, alla macro e mini criminalità, viene con queste irruzioni

nell'ombra del proibito e del peccato, a contribuire a criminalizzare,

stigmatizzare persone assai innoque, colpevoli di aver cercato o realizzato

rapporti di natura omosessuale al riparo delle tenebre nei ghetti dei cinema

hard.



Piero Montana





Il Giornale di Sicilia

'Sesso fra uomini in platea': chiusi tre cinema a luci rosse.



I poliziotti hanno acceso le luci. E forse hanno interrotto un'emozione. In sala però nessuno badava al film, bensì ai vicini di sedia. Gli spettatori (tutti rigorosamente uomini) dei cinema a luci rosse della città non commentavano tra loro le immagini salienti, le inquadrature migliori o il famoso montaggio analogico di 'Eva Henger non stop' o di 'Dietro è meglio', oppure di 'Sottomissione bestiale'. Ci 'davano dentro', invece, come se fossero nel letto di casa, senza pudore e senza vergogna. Rapporti sessuali espliciti in platea, accoppiamenti plurimi davanti alle uscite di sicurezza, orge nei gabinetti. Il festival del sesso libero - dicono gli investigatori - fino a ieri pomeriggio si teneva all'Orfeo di via Maqueda, storico luogo di ritrovo per militari in libera uscita e pensionati in cerca di emozioni forti; oppure nel più moderno Embassy (sala A e sala B) o nell'attiguo Etoile di via Stabile. Poco dopo le 17, i poliziotti della squadra mobile hanno acceso le luci nelle sale e sgomberato i locali. Tutti i cinema a luci rosse della città sono così sotto sequestro: pensionati, militari, travestiti, extracomunitari, ma anche insospettabili professionisti sono stati rimandati a casa. Sessantaquattro le persone denunciate a piede libero per atti osceni in luogo pubblico. Nessun provvedimento è stato invece adottato nei confronti dei titolari dei cinematografi che, almeno sulla carta, erano all'oscuro di quello che accadeva in sala. Il sequestro dei tre cinema, dicono gli investigatori, è stato disposto per evitare la 'reiterazione del reato', ovvero che gli spettatori continuassero allegramente a 'darci dentro'. L'indagine è scattata a febbraio. La sezione Buoncostume della squadra mobile, diretta da Raffaella Calabrese, era sulle tracce di un giro di prostituzione nei cinema a luci rosse. Così sono scattati i controlli nelle sale: gli agenti hanno fatto finta di essere normali clienti e pensavano di seguire una normale indagine. Ma si sono accorti che si sbagliavano non appena hanno scostato i pesanti tendoni che separano le biglietterie dalle platee. Nelle sale, dicono gli agenti, succedeva di tutto e anche di più: gli spettatori, tutti uomini, come minimo si masturbavano a vicenda, altrimenti si passava a cose più 'serie'. Gli accoppiamenti avvenivano in platea, mentre scorrevano le immagini dei film, ma anche nei gabinetti e davanti alle uscite di sicurezza. 'In un caso - afferma un poliziotto della Buoncostume - abbiamo trovato chiuse in bagno sei persone seminude'. Le relazioni di servizio degli agenti sembrano una sorta di 'Bignami' del Kamasutra. Rapporti a due, a tre, fra le poltrone, oppure in piedi nei corridoi. I protagonisti erano i più svariati: dal travestito che adescava i clienti nei cinema all'anziano che pagava militari e ragazzini per qualche minuto di piacere; ma anche insospettabili professionisti si sarebbero dati appuntamento nelle sale a luci rosse per avere incontri occasionali. Uno è stato beccato nella pausa pranzo: era appena uscito dall'ufficio e si concedeva un paio d'ore prima di rientrare al lavoro. In tutto sono stati una ventina i sopralluoghi della polizia. E centinaia i preservativi trovati in platea. In un caso gli agenti hanno sequestrato persino un fallo di gomma. Fin qui i particolari 'hard', corredati pure da una sfilza di presunte violazioni amministrative. I bagni dei cinema a luci rosse, oltre a essere utilizzati per le orge, assomigliavano alle fogne di Calcutta. Sporchi e maleodoranti, già da soli, secondo l'accusa, avrebbero giustificato il sequestro delle sale. E poi misure di sicurezza inesistenti, come i servizi riservati agli handicappati. Ieri sono scattati i sigilli, adesso partirà un procedimento parallelo per la revoca della licenze ai titolari dei cinema. Nel frattempo gli spettatori di ieri hanno chiesto alla polizia il rimborso del biglietto: avevano visto solo metà spettacolo. Leopoldo Gargano ----- Elaborazione del 11/04/00


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