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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Elezioni regionali. Vince la destra sinistra in difficoltà, più difficile la battaglia per i diritti degli omosessuali
Elezioni regionali. Vince la destra sinistra in difficoltà, più difficile la battaglia per i diritti degli omosessuali
Unica soddisfazione: il crollo dell'omofobo CCD e l'elezione di alcuni candidati "gay friendly" a Bologna, Torino, Napoli e Pisa. Nessun candidato gay eletto
Lunedì 17 Aprile 2000
di Franco Grillini
in Focus

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L'accordo ammucchiata tra destra e lega ha purtroppo avuto successo. Nonostante un risultato migliore del centrosinistra rispetto un anno fa e dei DS in particolare, al centrosinistra vanno 7 regioni su 15 rispetto alle 11 che aveva prima. In un paese normale con una destra normale tutto ciò dovrebbe far parte del normale gioco democratico. Ma la nostra destra non è paragonabile alla destra democratica europea. Si sa che l'accordo dal "notaio" tra FI e Lega prevede la "devolution", cioè un concreto rischio di rottura istituzionale. Si sa che la destra ha proposto una legge sull'immigrazione che dire xenofoba è un eufemismo. Si sa che la destra è omofoba, sessuofoba e proibizionista. E' facile prevedere che la vittoria di "epurator" Storace nel Lazio renderà più difficile lo svolgimento del World Pride. Anche la sconfitta radicale si aggiunge ad un quadro negativo per le battaglie sui diritti civili. Che l'Italia fosse un paese conservatore si sapeva. Da oggi una destra trucida e bacchettona è maggioranza nel paese. Uniche soddisfazioni, se così si può dire, sono la sconfitta elettorale dell'omofobo CCD e l'elezione di diversi cabdidati gay frienfly sostenuti dalle organizzazioni gay e dai gay DS a Bologna, Torino, Napoli e Pisa. Nessun candidato gay è stato eletto a dimostrazione che non basta essere gay per vincere e per catalizzare il voto della comunità omosessuale, ma occorre costruire una vera comunità gay lesbica capace di pesare, di imporre candidati credibili e vincenti, di spostare il voto gay e non solo.

In quanto al centrosinistra concordo con quanto afferma Gad Lerner su Repubblica on line: "Se non avrà il coraggio di reagire alla sconfitta mandando a casa i suoi artefici, non solo consegnerà presto il paese al centrodestra - il che è fisiologico in democrazia - ma barcollerà a lungo come un pugile suonato".

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