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Edizione di Giovedì 17 Maggio 2012
Arcigay: Storace fa carta straccia della Costituzione
Arcigay: Storace fa carta straccia della Costituzione
L'arroganza della destra post fascista non poteva dare di sé manifestazione più evidente.Una simile richiesta, oltre ad offendere il senso civico di chi ha a cuore la libertà di espressione, rappresenta un oltraggio alla Costituzione italiana.
Giovedì 27 Aprile 2000
di Sergio Lo Giudice
in Focus

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"Adesso arriviamo noi e ci occupiamo anche della manifestazione dei gay, prevista durante il Giubileo. Chiederemo che la spostino ad altra data, il prossimo anno". Queste le prime dichiarazioni di “Epurator” Storace subito dopo la notizia della sua elezione alla presidenza della Giunta regionale del Lazio. L'arroganza della destra post fascista non poteva dare di sé manifestazione più evidente. Poco dopo Storace annunciava la prossima revisione della legge regionale sulla famiglia, approvata pochi mesi fa dalla giunta Badaloni e criticata dai nuovi padroni del vapore per una timida apertura alle coppie di fatto. Ieri, infine, la richiesta formale al Ministro degli Interni Bianco a “persuadere” gli organizzatori del World Pride Roma 2000, la manifestazione internazionale gay, lesbica e transessuale prevista per il prossimo 8 luglio a Roma, a sospendere l’evento.

Una simile richiesta, oltre ad offendere il senso civico di chi ha a cuore la libertà di espressione, rappresenta un oltraggio alla Costituzione italiana. Secondo il dettato costituzionale (art.17 Cost) una manifestazione pubblica può essere vietata, solo per "comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica". L’avvenimento romano, come tutti i Pride che si svolgono ogni anno in ogni parte del mondo, non presenta in alcun modo rischi di questo genere. Si tratterà, al contrario, di una manifestazione allegra, festosa e colorata in difesa dei diritti civili e per le libertà di tutte e tutti. La portata internazionale dell’edizione di quest’anno ne farà una parata più grande e significativa, non certo minacciosa per alcuno. Dal Vaticano, intanto, giunge la notizia che si starebbe per chiedere, in quanto Stato estero, protezione al governo italiano, tenuto, in applicazione del Concordato, a garantirne la sicurezza. Una drammatizzazione della questione che oscilla fra il farsesco e l’inquietante. Ventilare minacce alla sicurezza del Vaticano da parte di cittadine e cittadini omosessuali che non chiedono che il diritto a manifestare appare un tentativo di demonizzazione che ricorda gli analoghi timori di un complotto giudaico-massonico contro l’occidente cristiano, ventilato come spauracchio per la promozione di sentimenti antisemiti fra la popolazione nei primi decenni del Novecento. Siamo certi che il Ministro Bianco, uomo di tradizione laica, non vorrà avallare la richiesta di una rottura della legalità costituzionale. Cos’altro rappresenterebbe, infatti, la proibizione a celebrare una pacifica manifestazione di piazza solo perché sgradita ad una gerarchia religiosa? Le celebrazioni del Pride ricordano i fatti accaduti il 28 giugno del 1969 a New York: la prima manifestazione omosessuale spontanea contro le violenze e le intimidazioni della polizia. Se Storace crede di poter sospendere dal godimento dei minimi diritti di cittadinanza le persone omosessuali sappia che è finito il tempo in cui gay, lesbiche e transessuali subivano in silenzio le vessazioni di un potere ottuso e arrogante. Il movimento gay, lesbico, bisessuale e transessuale italiano è unito, oggi come non mai, nel chiedere il rispetto di una data annunciata da più di tre anni. Storace ha forse creduto di trovare un interlocutore per le sue politiche antigay in uno sparuto gruppetto di omosessuali di destra che, impossessatisi con un colpo di mano di uno dei circoli Arcigay di Roma, gli ha offerto nei giorni scorsi, in preda ad una sorta di “sindrome di Stoccolma”, una fragile sponda. Il circolo Caravaggio di Roma, si disilluda Storace, non rappresenta che qualche individuo, ed è stato immediatamente espulso dall’Arcigay. Noi l’8 luglio saremo in piazza, uniti, a manifestare un sacrosanto diritto alle libertà civili e alla dignità di ogni individuo. Sperando di avere al nostro fianco tutte le donne e gli uomini liberi e tutte le forze democratiche di questo paese: non sottovalutiamo questo pesante tentativo di violazione di diritti garantiti, oltre che dalla Carta costituzionale italiana, dalla stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del ’48.


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