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| PIATTAFORMA ARCIGAY PER IL WORLD PRIDE ROMA 2000 |
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| L'applicazione da parte dei governi europei della Risoluzione del Parlamento Europeo dell’8 febbraio 94 sulla “Parificazione dei diritti di gay e lesbiche nella Comunità europea” e delle successive, fino alla “Risoluzione sul rispetto dei diritti umani nell’UE” del 16 marzo 2000 |
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| Martedì 20 Giugno 2000 |
| di Gay.it |
| in Focus |
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Il secolo che si chiude ha posto per la prima volta il tema dell’omosessualità come questione politica e sociale non più aggirabile. Allo Stonewall, il 28 giugno 1969 gay, lesbiche e transessuali hanno alzato la testa prendendo in mano le loro vite in un processo inarrestabile di liberazione. Molti anni sono passati dall'approvazione, in Norvegia, della prima legge contro le discriminazioni antigay. Oggi diversi popoli d'Europa e d'oltreoceano si sono dotati di legislazioni che prendono atto di una rivoluzione in corso, assecondandola. Ma tanto resta ancora da fare, in Italia, in Europa, nel mondo. I regimi fondamentalisti islamici rappresentano la punta di massima oppressione dei diritti della popolazione omosessuale: Iran, Afghanistan, Cecenia, Arabia Saudita, Mauritania, Sudan, Yemen prevedono la pena di morte per atti omosessuali, puniti duramente in altri 20 paesi islamici. In gran parte del pianeta, dall'Australia occidentale alla Cina, dalla Russia al Senegal, da Cuba all'India, fino a diversi stati USA, gay e lesbiche non possono dirsi cittadini liberi. In Europa, patria dei diritti civili e delle libertà della persona, permangono odiose discriminazioni contro gay e lesbiche. Non solo in Albania, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Ungheria, Irlanda. Liechtenstein, Lituania, Moldavia, Portogallo, Romania, San Marino e Serbia, ma anche in paesi UE come Gran Bretagna e Austria vigono legislazioni gravemente discriminatorie. E in Azerbaigian, Armenia, Georgia e Macedonia, l'omosessualità maschile è ancora reato. La questione omosessuale si pone come una delle più rilevanti questioni di diritti umani.
Chiediamo agli Stati e agli organismi internazionali: · Un forte impegno di tutti i popoli perché siano rispettati i diritti umani nel mondo, fra i quali il diritto alla libera espressione del proprio orientamento sessuale. · L'abolizione della pena di morte: su questo il movimento omosessuale ha dato un esempio di civiltà organizzando pressioni contro la a morte degli assassini di Matthew Shepard, il gay ventunenne ucciso a botte due anni fa nel Wyoming. · Il riconoscimento del diritto d’asilo in Italia per i perseguitati nel mondo a causa del loro orientamento sessuale; · L'applicazione da parte dei governi europei della Risoluzione del Parlamento Europeo dell’8 febbraio 94 sulla “Parificazione dei diritti di gay e lesbiche nella Comunità europea” e delle successive, fino alla “Risoluzione sul rispetto dei diritti umani nell’UE” del 16 marzo 2000.
Chiediamo al Parlamento e al Governo italiano: · Di riconoscere la legittimità e la dignità sociale delle relazioni d'amore e convivenza fra gay e lesbiche, approvando una legge che istituisca le Unioni Civili fra persone dello stesso sesso e che riconosca le partnership registrate in altri paesi europei, accogliendo l'invito del Parlamento europeo e portando così l'Italia nell'Europa dei diritti. · Di porre fine alle odiose discriminazioni in ambito sanitario, dove le persone omosessuali sono proscritte dagli elenchi dei donatori di sangue ed organi, non in base ai loro comportamenti ma in base alla loro identità. · Di favorire la visibilità culturale della cittadinanza omosessuale, parte importante della memoria storica del paese, nei libri scolastici di storia, nei corsi di educazione sessuale, nelle Tv di Stato e nei luoghi di diffusione culturale · Di intervenire con azioni affermative in ambito sociale, per porre fine alle discriminazioni sul lavoro, ai suicidi fra gli adolescenti, alla violenza antigay, al pregiudizio diffuso. · Di mantenere vivo il valore della laicità dello Stato Italiano e della sua autonomia dalla Chiesa Cattolica, valore oggi calpestato e ignorato dall’acquiescenza delle Istituzioni repubblicane alle direttive dello Stato Vaticano.
Lanciamo,e ci batteremo affinché venga riconosciuta e rispettata La seguente DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLE PERSONE OMOSESSUALI. Questo articolo ha ricevuto 155 visite.
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