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| Liberi di scegliere, liberi di essere, liberi di amare |
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| Pubblichiamo la mozione presentata dalla Sinistra Giovanile al Congresso DS |
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| Lunedì 19 Novembre 2001 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Focus |
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C’è bisogno di una sinistra che, in coerenza con il dibattito in corso a livello internazionale, si presenti oggi come il baluardo delle libertà e dei diritti, certo collettivi e diffusi, ma anche individuali e civili. Dalle trasformazioni avvenute in questi ultimi anni nell’ambito familiare, sociale ed economico, segnali importanti consentono alla sinistra di promuovere una nuova stagione di diritti alla convivenza, per un nuovo avanzato patto sociale. La questione della libertà di orientamento sessuale e del riconoscimento delle forme plurali di convivenza, da questo punto di vista, diventa prioritaria. Alla richiesta di nuovi diritti di cittadinanza, si deve rispondere anche attraverso una rapida trasformazione degli istituti e delle normative fino ad oggi vigenti in Italia. • La mancanza nel nostro ordinamento di norme generali antidiscriminatorie, relative a cittadine e cittadini omosessuali, lascia priva di tutela giuridica una parte consistente della popolazione, che continua ad essere fortemente discriminata. I cittadini gay, lesbiche e transgender del nostro Paese chiedono di non essere discriminati per il loro orientamento sessuale, ma anche di poter costruire le proprie specifiche modalità di vita; per questo è necessario che la sinistra, e tutto il centrosinistra, riprendano la battaglia per l’approvazione della legge sulle norme antidiscriminatorie. • Nel nostro Paese sono avvenute in questi anni enormi mutazioni nel tessuto sociale. La famiglia, come tradizionalmente è ancora rappresentata e definita, si è profondamente trasformata, tanto che oggi, sia gli istituti di statistica, sia i sociologi considerano ormai tramontato l’uso del termine al singolare e sempre più parlano di varie tipologie di “famiglie”. Sempre più persone decidono di costruire un rapporto affettivo e di reciproca solidarietà non utilizzando o non potendo utilizzare l’istituto matrimoniale. Queste molteplici espressioni di auto-organizzazione della vita non hanno in Italia, a differenza di altri Paesi europei, una normativa ad hoc che ne stabilisca diritti e doveri. Er questo chiediamo ai Democratici di Sinistra di sostenere la battaglia per il riconoscimento delle Unioni civili e affettive, facendone un motivo fondante della nostra identità. Questo articolo ha ricevuto 177 visite.
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